La Teocrazia Faraonica è una istituzione eccezionale, un Ordine di governo e sociale unico in tutta la storia occidentale.
In
questa vera e propria Teocrazia in cui l'insieme della vita del popolo è
dominata dalle Realtà Spirituali, il Faraone è sia Sovrano, sia
Sacerdote, dal momento che egli è Figlio degli Dèi. E' il caso di domandarsi come abbia potuto realizzarsi in Egitto una siffatta Unificazione di Potere Spirituale e Potere Temporale. La Fede che nel corso di quaranta secoli ha predominato in Egitto era fondata sulla "Scienza Sacra",
comprendente nello stesso tempo il mito e i riti religiosi, la medicina
e la geometria, l'astronomia e le leggi della vita quotidiana e della
giustizia.
Il fine che ha ispirato la stesura di questo libro è far comprendere la realtà e l'importanza della "Scienza Sacra" degli Antichi Egizi.
Non
vi è mai stata distanza più grande di quella che oggi esiste tra la
coscienza degli esseri contemporanei e il pensiero dei Saggi dell'Antico
Egitto. Tuttavia anche ai nostri giorni vi è chi - alla stregua degli Antichi Alchimisti - ricerca lo Spirito in quanto origine della Materia. Tale Ricerca non è soltanto un fine, ma contiene già in sé la Perfezione dell'Opera, come chiaramente ci mostrano la Teocrazia dei Faraoni e le tangibili realizzazioni della "Scienza Sacra".
la Teocrazia Faraonica - R. A. Schwaller de Lubicz
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giovedì 14 gennaio 2016
la DeaCrazia
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martedì 5 gennaio 2016
Benvenuto 2016
Da qualche anno è in atto un vero e proprio rito di passaggio. Per descriverlo penso a storie piccole e grandiose allo stesso tempo, come “Billy Elliot”
ad esempio. Proprio come il prodigioso e commovente protagonista del
film, negli ultimi anni hai perso qualche punto di riferimento; hai
dovuto lottare per affermare un’identità talvolta diversa, più ricca e
profonda, di ciò che ci si sarebbe aspettati da te. Hai combattuto per
valorizzare i lati più creativi della tua personalità, rimettendoti in
gioco e rischiando. Hai attraversato momenti molto duri, tra crisi di
sicurezza o difficoltà economiche, e sono stati gli ottimi rapporti
interpersonali a trarti d’impaccio, proprio come Billy quando riesce ad
andare a Londra per l’audizione grazie ad una colletta della comunità di
minatori in cui vive, che in qualche modo gli si stringe intorno con un
abbraccio di sostegno e incoraggiamento. E anche tu, in questi prossimi
due anni, avrai la ricompensa di un sipario che si alza, e di un
applauso scrosciante che è lì solo per te. Quando giungerà questo
momento e dal camerino ti guarderai allo specchio prima di entrare in
scena, troverai lì a sorriderti un’immagine molto differente cui eri
abituato prima che questo ciclo di (ri)fondazione avesse inizio.
Manifestazione di un cambiamento che, strada facendo, può averti forse
fatto molta paura, ma che alla fine del percorso si mostrerà per ciò che
realmente è: un bruco che diventa farfalla. E inizia a volare,
mostrando tutti i colori della propria identità.
Ma vorrei entrare nel dettaglio del tuo cielo degli ultimi anni, proprio perché è da lì che
parte il percorso che si sta completando. Un cielo che ti ha spinto con
le buone e a volte con le “cattive” verso la conquista di una tua indipendenza e di un’identità personale più a fuoco e centrata. Questo tema lavora in sordina nel tuo cielo sin dal 2008, e si fa sentire con una latente paura di diventare grande e di dovercela fare da solo. Dal 2010 (e fino alla fine del 2012) è diventato un tema centrale con l’ingresso di Saturno
nel tuo segno. Anni difficili, nel corso dei quali sono forse venuti
meno alcuni punti di riferimento che fornivano un appoggio importante. A
volte un “appoggio” impedisce di camminare da soli, e questo è proprio
ciò che il transito di Saturno ti ha spinto a fare. Camminare da solo. Molti
ricorderanno quegli anni (2011-2012) come un periodo di formazione e di
chiamata all’indipendenza nel corso dei quali molte cose sono cambiate,
talvolta in modo duro, severo, difficile. Proprio come Billy
quando si ritrova senza l’amore della mamma, in mezzo ad una comunità
nella quale non si riconosce, quella dei minatori che costringono i
figli a fare pugilato. Cerca faticosamente la strada della propria
vocazione per non tradire le peculiarità del suo talento e non
omologarsi agli altri.
Anche i due anni successivi (2013/2014) non sono stati leggeri, perché della tua maggiore indipendenza Saturno ti ha mostrato un “effetto collaterale”: camminare da soli significa farcela con le proprie forze. In un mondo “materiale” come il nostro, questo vuol dire anche vivere della propria personale economia, fare
i conti con la propria capacità di guadagno, senza più contare sugli
altri. E’ questa la ragione di alcune difficoltà economiche che molti
nati del segno hanno affrontato in quegli anni, imparando però a fare
affidamento sulle proprie forze. Affrontando anche qualche sacrificio
pur di non dover dire un “grazie” a persone sgradite e pur di non dover
sottostare a compromessi inaccettabili.
Insomma, gli ultimi 5 anni hanno
rappresentato una faticosa “palestra” che ti ha formato nella preziosa e
talvolta difficile disciplina dell’indipendenza, attraverso prove e
test ti hanno avvicinato maggiormente a te stesso. E dopo 5
anni di fatica, giunge finalmente un cielo più leggero, dinamico e
luminoso, che illuminerà il tuo segno non “solo” nel 2016 ma anche nel
2017, in un crescendo di soddisfazioni, liberazioni e progressi. Un
cielo dove il protagonista è un “nuovo” Saturno finalmente a favore.
La prima metà del 2016 ha un compito fondamentale: ristrutturare la mente,
imparando a conoscerne meglio gli atteggiamenti, le abitudini e le
dinamiche che si ripetono. Andandone a scovare le gabbie e i nodi
problematici, siano esse ansie o insicurezze. E ancora: passando in
rassegna il modo di comunicare. Sei sicuro di riuscire a farti capire?
Ad esprimere ciò che realmente pensi, senti e vuoi? E di riuscire a dire
i tuoi “no” con fermezza e decisione?
Cambiano le dinamiche comportamentali ed
il modo di rapportarsi all’ambiente circostanza, specialmente
nell’habitat della vita di tutti i giorni. Non è escluso che le persone
abituate ai “vecchi modi” (soprattutto i parenti e gli amici più intimi)
facciano difficoltà ad abituarsi a questo nuovo modo d’essere e a riconoscerti
in questa nuova immagine. Le abitudini, dopotutto, sono una gabbia
dorata di sicurezza. Levarsi di dosso quell’armatura che protegge e
ingolfa allo stesso tempo può spiazzare, ma rappresenta un primo passo
verso una liberazione più piena radicale.
E’ un cambiamento che parte da dentro,
ma che si tradurrà presto, sul piano pratico, in occasioni concrete di
rilancio: il nuovo Saturno consente di dare nuova concretezza a
progetti e iniziative che ultimamente sembravano vagare in un cielo
incostante. Aiuta la conclusione di accordi che sono nell’aria da
qualche tempo e che hanno subito più volte ritardi e intoppi.
Soprattutto le attività legate alla scrittura, al giornalismo, alla comunicazione e all’editoria
riprendono finalmente quota. Le idee originali trovano finalmente il
giusto riconoscimento, con interlocutori più attenti e sensibili. In
realtà, questo cambio di passo non “dipende” dagli interlocutori, ma parte da te: sei tu ad irradiare maggiore sicurezza in te stesso e un più solido convincimento della bontà di idee e progetti.
Nella seconda parte dell’anno, invece, Giove entrerà
nel segno con una vera e propria esplosione di occasioni (spesso
fortunate) di crescita nel lavoro e nella sfera personale. Giove è
sinonimo di espansione e di prosperità, sotto il suo generoso influsso
tutti i parametri di vita crescono in maniera esponenziale. Quando
illuminerà il tuo cielo con un fragoroso Big Bang, ringrazierai gli anni
“duri” che ti hanno temprato e che ti consentiranno di fare tesoro
delle sue preziosi occasioni, trasformandole in realtà in grado di
durare a lungo nel tempo.
In qualche modo, quindi, il sottotitolo dei prossimi due anni potrebbe essere “RICOMINCIO DA ME”.
Dopo anni di sbilanciamento verso gli altri e di smarrimento della
“mappa” che conduce ai tuoi sogni, torni al timone proprio nel momento
in cui il vento ricomincia a soffiare nella direzione giusta.
Questo vale nel lavoro, dove
puoi tornare a puntare sui progetti più vicini al cuore delle tue
passioni, che 5 anni fa sembravano in procinto di decollare e sono poi
finiti in un cassetto quando Saturno è arrivato nel tuo segno e il cielo
ha preso un tono più “severo”. Ebbene, questo è l’anno in cui i
cassetti si schiudono e questi progetti iniziano a riguadagnare terreno,
grazie a nuove collaborazioni, o agli interlocutori giusti. Insomma,
chi negli ultimi anni ha dedicato le proprie energie a progetti “di
ripiego” torna a credere nelle cose che più lo appassionano, semi che
grazie a un terreno finalmente fertile iniziano a portare frutto.
Ma vale anche nella coppia: dopo anni di
sbilanciamento nel corso dei quali i progetti dell’altro venivano
sempre prima dei tuoi torni finalmente al centro della scena. Le coppie
solide si avviano verso nuovi traguardi a due, forti di un nuovo
equilibrio che ti vede più sotto il riflettore. Per alcuni si tradurrà
in una divisione più equa dei compiti familiari, per altri significherà
riprendere le fila di una carriera abbandonata alla nascita dei figli:
un po’ come Lynette Scavo di “Desperate Housewives”, torna il momento
delle tue cose.
Anche i cuori solitari, ora più centrati
su se stessi, possono iniziare ad esplorare un anno che si rivelerà
ricco di sorprese. A condizione, naturalmente, di non tuffarsi a
capofitto in una relazione sin dalle prime battute mettendo da parte i
propri progetti, perché questo significherebbe andare pericolosamente contromano rispetto alla direzione del un cielo che ti vuole protagonista.
Insomma, il 2016 conclude un importante
ciclo di ricostruzione, e apre nuovi scenari sempre più belli e
importanti. Proprio come l’audizione di Billy Elliot, per il quale
giungere alla Royal Ballet Academy rappresenta il punto di arrivo di un
viaggio iniziato ai sobborghi della periferia, e contemporaneamente il
punto di inizio di una sfolgorante carriera. Tutte le innegabili fatiche
degli anni della de-costruzione sono ormai un ricordo lontano, e
servivano proprio a portarti fino a questo orizzonte di nuovo splendore.
Servivano a costruire una base più solida e delle fondamenta in grado
di accogliere al meglio i doni che Giove ti porterà nei prossimi due
anni.
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mercoledì 16 settembre 2015
L'Unità Essenziale della Tradizione
La questione (...) era la seguente: Dante fu cattolico o albigese?
Per altri, essa sembra invece porsi in questi termini: fu cristiano o pagano?
Quanto a noi, non riteniamo corretto un punto di vista del genere, perché l'Esoterismo autentico è tutt'altra cosa rispetto alla religione esteriore e, se anche ha con essa dei legami, ciò è possibile solo in quanto trova nelle forme religiose una modalità di espressione simbolica; poco importa, d'altronde, che queste forme appartengano all'una o all'altra religione, poiché ciò che conta è l'Unità Dottrinale Essenziale che si dissimula sotto la loro apparente diversità.
Per questo motivo gli antichi Iniziati partecipavano indistintamente a tutti i culti esteriori, seguendo i costumi correnti dei paesi in cui si trovavano; parimenti, è perché vedeva questa Unità fondamentale, e non per effetto di un ''sincretismo'' superficiale, che Dante ha utilizzato indifferentemente, a seconda dei casi, un linguaggio improntato sia al Cristianesimo che all'antichità greco-romana. La Metafisica Pura non è né pagana né cristiana, è Universale; gli Antichi Misteri non appartenevano al Paganesimo, bensì gli si sovrapponevano; allo stesso modo, nel Medioevo, vi furono organizzazioni il cui carattere era Iniziatico e non religioso, e che però ponevano le loro basi nel cattolicesimo.
Se Dante ha fatto parte di alcune di queste organizzazioni, come ci sembra incontestabile, non è un buon motivo per dichiararlo ''eretico''; chi la pensa in tal modo ha del Medioevo un'idea falsa e incompleta, non vede per così dire che l'esteriorità, poiché, quanto al resto, non esiste più niente nel mondo moderno che possa servire da termine di confronto.
L'Esoterismo di Dante - René Guénon
Per altri, essa sembra invece porsi in questi termini: fu cristiano o pagano?
Quanto a noi, non riteniamo corretto un punto di vista del genere, perché l'Esoterismo autentico è tutt'altra cosa rispetto alla religione esteriore e, se anche ha con essa dei legami, ciò è possibile solo in quanto trova nelle forme religiose una modalità di espressione simbolica; poco importa, d'altronde, che queste forme appartengano all'una o all'altra religione, poiché ciò che conta è l'Unità Dottrinale Essenziale che si dissimula sotto la loro apparente diversità.
Per questo motivo gli antichi Iniziati partecipavano indistintamente a tutti i culti esteriori, seguendo i costumi correnti dei paesi in cui si trovavano; parimenti, è perché vedeva questa Unità fondamentale, e non per effetto di un ''sincretismo'' superficiale, che Dante ha utilizzato indifferentemente, a seconda dei casi, un linguaggio improntato sia al Cristianesimo che all'antichità greco-romana. La Metafisica Pura non è né pagana né cristiana, è Universale; gli Antichi Misteri non appartenevano al Paganesimo, bensì gli si sovrapponevano; allo stesso modo, nel Medioevo, vi furono organizzazioni il cui carattere era Iniziatico e non religioso, e che però ponevano le loro basi nel cattolicesimo.
Se Dante ha fatto parte di alcune di queste organizzazioni, come ci sembra incontestabile, non è un buon motivo per dichiararlo ''eretico''; chi la pensa in tal modo ha del Medioevo un'idea falsa e incompleta, non vede per così dire che l'esteriorità, poiché, quanto al resto, non esiste più niente nel mondo moderno che possa servire da termine di confronto.
L'Esoterismo di Dante - René Guénon
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mercoledì 8 aprile 2015
Partenogenesi
Al centro di questo affascinante saggio, basato su una mole di testi e documenti della classicità, stanno le Parthenoi, Sacerdotesse Vergini dedite al Culto e alla pratica della Nascita Divina.
L'autrice, che appartiene alla nuova generazione di studi matrifocali e di genere, apre una prospettiva impensata su temi che appartengono a una zona di penombra del nostro immaginario: l'Immacolata Concezione, la Nascita Partogenetica di Dee, Eroi e Salvatori del mondo, Culti Misteriosi praticati a Dodona, Delfi, Eleusi e connessi con lontane radici africane e pleiadiche.
"Gaia, Atena, Artemide ed Era erano divinità creatrici che avevano generato il cosmo, la terra e tutta la vita senza l'ausilio di un consorte; in altre parole, erano Madri Vergini".
"Possiamo pensare alle Divinità Partogenetiche Madre e Figlia come a due 'Gemelle', tema che ritengo formasse il sostrato originale del Culto della Divina Coppia Madre-Figlia Demetra e Persefone".
Partenogenesi, il Culto della Nascita Divina nell'Antica Grecia - Marguerite Rigoglioso
L'autrice, che appartiene alla nuova generazione di studi matrifocali e di genere, apre una prospettiva impensata su temi che appartengono a una zona di penombra del nostro immaginario: l'Immacolata Concezione, la Nascita Partogenetica di Dee, Eroi e Salvatori del mondo, Culti Misteriosi praticati a Dodona, Delfi, Eleusi e connessi con lontane radici africane e pleiadiche.
"Gaia, Atena, Artemide ed Era erano divinità creatrici che avevano generato il cosmo, la terra e tutta la vita senza l'ausilio di un consorte; in altre parole, erano Madri Vergini".
"Possiamo pensare alle Divinità Partogenetiche Madre e Figlia come a due 'Gemelle', tema che ritengo formasse il sostrato originale del Culto della Divina Coppia Madre-Figlia Demetra e Persefone".
Partenogenesi, il Culto della Nascita Divina nell'Antica Grecia - Marguerite Rigoglioso
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I Sacerdoti Iniziati
Il
Sacerdote egizio non era un ministro della religione, come lo
intendiamo oggi, ma aveva il significato di 'Filosofo', ossia di un
appartenente a una Fratellanza di Saggi che si univano per studiare
insieme l'arte di governare gli uomini mediante la Verità. I Sacerdoti
egizi, come poi i Brahmani, erano quelli che gestivano il potere
sociale. Essi diventavano Re ed Imperatori ed esercitavano il Potere di:
-curare e sanare gli ammalati;
-diffondere l'Amore fraterno e la cooperazione fra gli uomini;
-richiamare dal coma o morte apparente.
Questi Poteri furono trasmessi dai Re-Iniziati dell'Egitto (Dinastie Divine) a tutti i Re successivi, che vennero investiti di tali poteri dai Deva e assistiti dagli Ierofanti dei Templi. (...)
Intorno al 2200 a. C. l'Egitto subì la più tremenda crisi della sua storia, l'invasione degli Hyksos, che smembrò l'unità del paese. I sacerdoti diffusero allora nel popolo la leggenda di Iside e Osiride e dello smembramento di quest'ultimo. Nel mito, dall'unione fra Iside e il ricomposto cadavere di Osiride nasceva Horus, simbolo della Resurrezione dalla morte. A livello religioso Iside simboleggiava l'anima dell'Egitto che rimetteva insieme le parti smembrate del Paese (Osiride) e dava vita a Horus, ovvero il Sole rigeneratore, una ulteriore lettura del mito lo legava agli spiriti che sovrintendevano al processo naturale, dove la terra (Iside) attendeva l'azione fecondatrice del Nilo (Osiride) e dopo la sua morte (inverno) la vita si risvegliava di nuovo a primavera (Horus).
In questo modo si insegnava alle masse come la Vita fosse perennemente ritmata dalla Morte e dalla Resurrezione in una rinascita continua. A livello esoterico, nei Misteri si insegnava invece che Iside rappresentava la Vergine Madre (la Natura) che riceve la vita dallo Spirito Divino (Osiride) e dalla loro unione nasceva Horus (il Logos) ossia la Coscienza.
Spesso Iside era raffigurata come una Madre col Bambino (la Vergine) "vestita di Sole e con la Luna sotto i piedi". (Interessante il confronto con la Madonna cristiana) - le "Vergini Nere", venerate in tante cattedrali francesi, si rivelarono, dopo approfonditi esami, immagini in basalto di Iside, la Dea della Sapienza Occulta, la Vergine Madre o Sostanza Primordiale.(...)
L'Iniziazione era la vera religione egizia. esteriormente era una Scuola, un Collegio dove venivano insegnate le Scienze, le arti, l'etica, la filantropia, le Leggi, l'astronomia e l'astrologia. Segretamente venivano preparati i candidati all'Iniziazione.
I Misteri, la Filosofia, le Religioni, dalla Creazione ai Misteri Romani - Francesco e Gabriella Varetto
-curare e sanare gli ammalati;
-diffondere l'Amore fraterno e la cooperazione fra gli uomini;
-richiamare dal coma o morte apparente.
Questi Poteri furono trasmessi dai Re-Iniziati dell'Egitto (Dinastie Divine) a tutti i Re successivi, che vennero investiti di tali poteri dai Deva e assistiti dagli Ierofanti dei Templi. (...)
Intorno al 2200 a. C. l'Egitto subì la più tremenda crisi della sua storia, l'invasione degli Hyksos, che smembrò l'unità del paese. I sacerdoti diffusero allora nel popolo la leggenda di Iside e Osiride e dello smembramento di quest'ultimo. Nel mito, dall'unione fra Iside e il ricomposto cadavere di Osiride nasceva Horus, simbolo della Resurrezione dalla morte. A livello religioso Iside simboleggiava l'anima dell'Egitto che rimetteva insieme le parti smembrate del Paese (Osiride) e dava vita a Horus, ovvero il Sole rigeneratore, una ulteriore lettura del mito lo legava agli spiriti che sovrintendevano al processo naturale, dove la terra (Iside) attendeva l'azione fecondatrice del Nilo (Osiride) e dopo la sua morte (inverno) la vita si risvegliava di nuovo a primavera (Horus).
In questo modo si insegnava alle masse come la Vita fosse perennemente ritmata dalla Morte e dalla Resurrezione in una rinascita continua. A livello esoterico, nei Misteri si insegnava invece che Iside rappresentava la Vergine Madre (la Natura) che riceve la vita dallo Spirito Divino (Osiride) e dalla loro unione nasceva Horus (il Logos) ossia la Coscienza.
Spesso Iside era raffigurata come una Madre col Bambino (la Vergine) "vestita di Sole e con la Luna sotto i piedi". (Interessante il confronto con la Madonna cristiana) - le "Vergini Nere", venerate in tante cattedrali francesi, si rivelarono, dopo approfonditi esami, immagini in basalto di Iside, la Dea della Sapienza Occulta, la Vergine Madre o Sostanza Primordiale.(...)
L'Iniziazione era la vera religione egizia. esteriormente era una Scuola, un Collegio dove venivano insegnate le Scienze, le arti, l'etica, la filantropia, le Leggi, l'astronomia e l'astrologia. Segretamente venivano preparati i candidati all'Iniziazione.
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giovedì 19 marzo 2015
Al Padre che mi insegnò la Fratellanza
Esistono
tracce, nei millenni, del Fondatore della Fratellanza?
I vari popoli lo chiamarono Rama, Osiride, Orfeo, e con altri bei nomi, la cui memoria si conserva. Non cercate quale sia il migliore di tutti. Tutti soffrirono e furono fatti a pezzi. I contemporanei non perdonano mai la sollecita cura del Bene comune. Nel trascorrere delle epoche l'Insegnamento si trasmuta, così si riuniscono le parti disperse di un solo corpo.
Ma chi sarà a raccoglierle?
La memoria dei popoli sa chi è Colei che profonderà le sue forze per ricomporre assieme le parti viventi.
Ricordate i molti che patirono per la Fratellanza.
Maestro Morya - Fratellanza - 1937
I vari popoli lo chiamarono Rama, Osiride, Orfeo, e con altri bei nomi, la cui memoria si conserva. Non cercate quale sia il migliore di tutti. Tutti soffrirono e furono fatti a pezzi. I contemporanei non perdonano mai la sollecita cura del Bene comune. Nel trascorrere delle epoche l'Insegnamento si trasmuta, così si riuniscono le parti disperse di un solo corpo.
Ma chi sarà a raccoglierle?
La memoria dei popoli sa chi è Colei che profonderà le sue forze per ricomporre assieme le parti viventi.
Ricordate i molti che patirono per la Fratellanza.
Maestro Morya - Fratellanza - 1937
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domenica 15 marzo 2015
Trasmutare il Nettare in Miele
Ti ringrazio, Ape
che mi hai insegnato la tua antica arte della collaborazione...
il ronzio di gruppo che porta con sé
il nettare che trasformate in
Divino Nutrimento,
grazie perchè in un periodo storico dove
la distruzione è ovunque,
Tu con le tue Sorelle
continuate deditamente a produrre
il vostro Oro
e provvedete a tenere in equilibrio
la Madre Terra.
Titti Bertolin, ne "L'Agenda della Dea - Il Corpo Sacro"
che mi hai insegnato la tua antica arte della collaborazione...
il ronzio di gruppo che porta con sé
il nettare che trasformate in
Divino Nutrimento,
grazie perchè in un periodo storico dove
la distruzione è ovunque,
Tu con le tue Sorelle
continuate deditamente a produrre
il vostro Oro
e provvedete a tenere in equilibrio
la Madre Terra.
Titti Bertolin, ne "L'Agenda della Dea - Il Corpo Sacro"
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sabato 7 febbraio 2015
la Signora del bosco
...è evidente come tutte queste versioni fanno in modo di distruggere e passare sotto silenzio ogni fenomeno di Libertà, di Sacralità e di Sorellanza Femminile, riportando qualsiasi tentativo di autonomia ad una presenza centrale degli uomini, l'esclusione dei quali è sempre descritta come innaturale, mostruosa, crudele. Ogni cosa deve essere piuttosto finalizzata al piacere e al vantaggio del maschio, altrimenti si presenta dannosa e orribile, visto che la Natura avrebbe dall'inizio dei Tempi decretato l'inevitabile complementarietà dei Sessi, legge per cui tuttavia sembra che solo le donne debbano dipendere dal maschio e mai il contrario.
Del resto è possibile che davvero gli uomini giunti ad un simile punto non avessero più la capacità nemmeno di immaginare ciò che potevano essere le Antiche Vergini e i Loro modi di vivere.
Non erano più in grado neppure di riconoscerne il Potere di gioia ed alcuni forse sentivano timore di fronte ad esse, mentre altri le consideravano solamente oggetti di piacere.
Però i maschi, senza più Donne Sacre, non potevano che divenire disgraziati e infelici.
Si misero probabilmente a cercare affannosamente con azioni compiute all'esterno di sé di riparare ad una perdita di cui erano tuttavia inconsapevoli. Cominciarono a costruire, inventare, lavorare e produrre le cose più varie, ma senza forse in alcun modo poter riempire quel vuoto profondo determinato dalla perdita del Sacro nelle loro vite, essi si erano cioè probabilmente trasformati in quelli che in Sanscrito vengono chiamati 'ignoranti' nel senso letterale, in quanto caratterizzati dall'Avidya, ovvero in uomini incapaci di sentire e conoscere l'aspetto immateriale della realtà, dal momento che questo termine è composto da 'a', cioè 'senza', e 'vidya', ovvero 'conoscenza, sapere'.
Questo quadro peggiorò ulteriormente con l'avvento e la diffusione capillare delle religioni monoteiste, le quali sistematizzarono nelle loro dottrine e culti la convinzione della supremazia del genere umano e maschile su tutto il resto dell'esistente, donne, animali e piante. anche il cambiamento della Divinità di riferimento sembra essere significativo. Il nuovo Dio infatti, maschio, geloso, possessivo e pronto a condannare a terribili torture infernali chi non crede in lui, costituito a immagine e somiglianza degli uomini, sembra incarnare perfettamente gli ideali e le convinzioni dell'umanità che cominciò a venerarlo.
Il Culto dell'Armonia Naturale dalle infinite forme fu sostituito da quello di un unico Dio che si narra abbia affidato il suo messaggio ad alcuni uomini che egli scelse come profeti, ed il cui culto fu sempre e soltanto amministrato da maschi, i quali erano per lo più caratterizzati dalla più severa misoginia.
...così, Quelle che erano delle Luminose Dee di Gioia, sintoniche con il mondo naturale al punto da assumere simbolicamente le forme dei più diversi animali, divennero dei mostri pericolosi dai tratti ferini.
le Vergini Arcaiche - Leda Bearné
Del resto è possibile che davvero gli uomini giunti ad un simile punto non avessero più la capacità nemmeno di immaginare ciò che potevano essere le Antiche Vergini e i Loro modi di vivere.
Non erano più in grado neppure di riconoscerne il Potere di gioia ed alcuni forse sentivano timore di fronte ad esse, mentre altri le consideravano solamente oggetti di piacere.
Però i maschi, senza più Donne Sacre, non potevano che divenire disgraziati e infelici.
Si misero probabilmente a cercare affannosamente con azioni compiute all'esterno di sé di riparare ad una perdita di cui erano tuttavia inconsapevoli. Cominciarono a costruire, inventare, lavorare e produrre le cose più varie, ma senza forse in alcun modo poter riempire quel vuoto profondo determinato dalla perdita del Sacro nelle loro vite, essi si erano cioè probabilmente trasformati in quelli che in Sanscrito vengono chiamati 'ignoranti' nel senso letterale, in quanto caratterizzati dall'Avidya, ovvero in uomini incapaci di sentire e conoscere l'aspetto immateriale della realtà, dal momento che questo termine è composto da 'a', cioè 'senza', e 'vidya', ovvero 'conoscenza, sapere'.
Questo quadro peggiorò ulteriormente con l'avvento e la diffusione capillare delle religioni monoteiste, le quali sistematizzarono nelle loro dottrine e culti la convinzione della supremazia del genere umano e maschile su tutto il resto dell'esistente, donne, animali e piante. anche il cambiamento della Divinità di riferimento sembra essere significativo. Il nuovo Dio infatti, maschio, geloso, possessivo e pronto a condannare a terribili torture infernali chi non crede in lui, costituito a immagine e somiglianza degli uomini, sembra incarnare perfettamente gli ideali e le convinzioni dell'umanità che cominciò a venerarlo.
Il Culto dell'Armonia Naturale dalle infinite forme fu sostituito da quello di un unico Dio che si narra abbia affidato il suo messaggio ad alcuni uomini che egli scelse come profeti, ed il cui culto fu sempre e soltanto amministrato da maschi, i quali erano per lo più caratterizzati dalla più severa misoginia.
...così, Quelle che erano delle Luminose Dee di Gioia, sintoniche con il mondo naturale al punto da assumere simbolicamente le forme dei più diversi animali, divennero dei mostri pericolosi dai tratti ferini.
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martedì 3 febbraio 2015
le Venerabili
...con simili uomini le Sue Sacerdotesse non potevano certo congiungersi, onde evitare di smarrire la possibilità di unirsi alla Divinità perdendo la capacità di volare.
Il concedersi a uomini di tal fatta avrebbe rappresentato per queste fanciulle un vero e proprio tradimento nei confronti della loro Natura Profonda, adatta e sintonica ad un Amore molto più alto, quello di Dioniso, cui giuravano fedeltà insieme alla loro Regina.
Infatti ad Atene vi era anche una Regina che guidava il Culto delle quattordici Gérairai, una Regina anch'essa naturalmente Vergine che, simbolicamente, si congiungeva in segreto ogni anno, all'inizio della primavera, durante una festa dedicata a Dioniso detta delle Antesterie, letteralmente 'dei fiori', col Dio e di tale segreto Rito si diceva beneficiasse l'intera città, così come la città di Roma si credeva beneficiasse del segreto culto delle Vergini Vestali.
Come per un vago ricordo di un tempo già trascorso, magari di quell'Età cosiddetta delle Madri o dell'Argento, periodo in cui le Donne incarnavano ancora del tutto la gioia della Grande Madre e in sintonia con Essa guidavano l'intera comunità. In una società ormai del tutto diversa, senza più nulla poter comprendere davvero, sopravvivevano antiche credenze come retaggi arcaici, usati ormai purtroppo soltanto in modo funzionale e politico per un comunità già lontana dalla Dea.
In Tempi in cui la maggior parte delle persone aveva perso la capacità di elevarsi, purtuttavia, ancora si riusciva a credere che le Portatrici del Sacro dovessero essere rispettate e protette, con vantaggio dell'Armonia di tutta la comunità.
Forse per questo Esse erano chiamate anche "le Venerabili".
Dioniso e le Donne, ovvero la gioiosa follia - Leda Bearné

Il concedersi a uomini di tal fatta avrebbe rappresentato per queste fanciulle un vero e proprio tradimento nei confronti della loro Natura Profonda, adatta e sintonica ad un Amore molto più alto, quello di Dioniso, cui giuravano fedeltà insieme alla loro Regina.
Infatti ad Atene vi era anche una Regina che guidava il Culto delle quattordici Gérairai, una Regina anch'essa naturalmente Vergine che, simbolicamente, si congiungeva in segreto ogni anno, all'inizio della primavera, durante una festa dedicata a Dioniso detta delle Antesterie, letteralmente 'dei fiori', col Dio e di tale segreto Rito si diceva beneficiasse l'intera città, così come la città di Roma si credeva beneficiasse del segreto culto delle Vergini Vestali.
Come per un vago ricordo di un tempo già trascorso, magari di quell'Età cosiddetta delle Madri o dell'Argento, periodo in cui le Donne incarnavano ancora del tutto la gioia della Grande Madre e in sintonia con Essa guidavano l'intera comunità. In una società ormai del tutto diversa, senza più nulla poter comprendere davvero, sopravvivevano antiche credenze come retaggi arcaici, usati ormai purtroppo soltanto in modo funzionale e politico per un comunità già lontana dalla Dea.
In Tempi in cui la maggior parte delle persone aveva perso la capacità di elevarsi, purtuttavia, ancora si riusciva a credere che le Portatrici del Sacro dovessero essere rispettate e protette, con vantaggio dell'Armonia di tutta la comunità.
Forse per questo Esse erano chiamate anche "le Venerabili".
Dioniso e le Donne, ovvero la gioiosa follia - Leda Bearné

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martedì 27 gennaio 2015
Virgo Virago
Il Mistero dell'essere di Tecla e la straordinarietà delle sue vicissitudini sono spiegabili solo attraverso la Sacralità del Mito, in cui agiscono quelle Divinità che hanno vissuto determinati eventi per la prima volta in un tempo primordiale e che per gli antichi rappresentavano Modelli da imitare; vivere i Miti nell'antichità, infatti, implicava ripetere nel presente quel primo Accadimento Divino.
Tutto il carattere Sacro del racconto mitico risale in definitiva al carattere sacro dell'Origine.
l'Androginia di Tecla, il suo vestirsi da uomo, potrebbe ad esempio rispecchiare l'Androginia della Dea Atena chiamata Pallade. La parola greca 'Pallas' poteva essere usata tanto al maschile quanto al femminile: nel primo caso significava un giovane uomo forte, nel secondo una forte giovinetta, una Virago, come si direbbe in latino.
Anche la Nuda Verginità di Tecla, che può essere guardata solo a caro prezzo, potrebbe essere paragonata a quella della Dea Vergine Atena. La Dea si era immersa nelle acque di un fiume e, vista dal giovane Tiresia che cacciava nel Luogo Sacro e aveva scorto quello che non avrebbe dovuto vedere, ovvero il Suo seno e il grembo di Atena, aveva posto le mani sugli occhi del giovane, accecandolo.
Sante Dee Martiri, tra Paganesimo e Cristianesimo - Elisa Ghigghini
Tutto il carattere Sacro del racconto mitico risale in definitiva al carattere sacro dell'Origine.
l'Androginia di Tecla, il suo vestirsi da uomo, potrebbe ad esempio rispecchiare l'Androginia della Dea Atena chiamata Pallade. La parola greca 'Pallas' poteva essere usata tanto al maschile quanto al femminile: nel primo caso significava un giovane uomo forte, nel secondo una forte giovinetta, una Virago, come si direbbe in latino.
Anche la Nuda Verginità di Tecla, che può essere guardata solo a caro prezzo, potrebbe essere paragonata a quella della Dea Vergine Atena. La Dea si era immersa nelle acque di un fiume e, vista dal giovane Tiresia che cacciava nel Luogo Sacro e aveva scorto quello che non avrebbe dovuto vedere, ovvero il Suo seno e il grembo di Atena, aveva posto le mani sugli occhi del giovane, accecandolo.
Sante Dee Martiri, tra Paganesimo e Cristianesimo - Elisa Ghigghini
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Hildegard
Profetessa, filosofa, scienziata, poetessa, musicista
(probabilmente la prima donna musicista della storia cristiana),
chiamata santa, ma mai canonizzata, nei documenti dell’epoca indicata
come abbatissa, generalmente indicata come magistra, domina o praeposita
(ma lei si definiva “l’ombra della luce vivente”), Ildegarda nacque nel
1098 a Bermesheim, in una nobile e numerosa famiglia renana, e morì al
Rupertsberg nel 1179, esattamente il 17 settembre, così come le era
stato predetto.
...nel 1116 fu nominata badessa. Staccatasi, poi, dal monastero di Disibodenberg, fondò quello di Rupertsberg, presso Bingen.
Quando aveva quarantatré anni ricevette l'ordine divino di divulgare il contenuto delle visioni soprannaturali, che le apparivano fin da quando aveva cinque anni, e di cui solo pochi intimi erano a conoscenza e, ricevuta l’approvazione del papa Eugenio III, che, nel 1148, ordinò ad una commissione d’interrogarla, e di Bernardo da Chiaravalle, le più eminenti figure della Chiesa del tempo, così fece.
Tali visioni non erano fantasie o visioni oniriche, ma si manifestavano quando era perfettamente in sé, e per trascriverne i contenuti, incapace di scrivere in lingua tedesca, e poco padrona del latino, si serviva di collaboratori, uomini e donne (il più importante, Volmar, amico e segretario, il mio diletto figlio, la seguì per moltissimi anni, con fedeltà e precisione, aiutandola nella stesura ed anche nella correzione dei testi). Fu così che, ispirata dalla voce divina, tormentata da violente crisi di malessere contemporaneamente fisico e psichico, che accompagnavano sia le visioni che la stesura dei libri, fra il 1141 ed il 1170 compose opere mistiche poderose, come “Scivias” (conosci le vie) “Liber vitae meritorum”, “Liber divinorum operum”.
Famosa è la miniatura del XII secolo che la ritrae, presente il fedele Volmar, proprio mentre scrive sotto l’effetto delle rivelazioni, con il volto toccato da un fuoco proveniente dall’alto.
Oltre alle opere di carattere mistico, molto apprezzate pure da San Bernardo, che la definì la diletta figlia in Cristo, scrisse anche prediche, che spesso, evento raro di quei tempi per una donna, teneva non in chiesa ma davanti al popolo, e lettere (circa trecento) talvolta di tono imperioso, ai più importanti sovrani (Corrado III, Federico Barbarossa, Enrico II d'Inghilterra) e ai pontefici che si succedettero nel corso del XII secolo (Eugenio III, Anastasio IV, Adriano IV), quando non decideva addirittura di affrontarli personalmente lasciando momentaneamente il convento.
In altre opere IIdegarda, in contrasto con le sue affermazioni di essere ignorante, dimostrò di avere buona conoscenza non solo della Bibbia, ma anche degli autori latini, della filosofia neoplatonica e delle scienze naturali, come in “Causae et curae” una specie di manuale di medicina pratica e farmacologia, su tematiche mediche, filosofiche e astrologiche, come in “Physica”, sulle proprietà delle piante, delle pietre e degli animali.
E compose anche canzoni e melodie in onore di Dio e dei Santi, inni, sequenze e antifone in versi (la sua opera musicale più conosciuta è “Symphonia harmoniae celestium revelationum”, "La sinfonia dell’armonia delle celesti rivelazioni"), esprimendo precise e avanzate idee sulla musica, pur non avendo ricevuto alcun insegnamento musicale, perché riteneva che attraverso il canto si esprimesse la gioia sonora e fisica verso il creato e l’amore verso Dio, e pure elaborò una sorta di dizionario relativo a 900 vocaboli di un linguaggio artificiale da lei stessa inventato, con molti nomi di erbe e piante, legati alla sua ricerca medica.
Ildegarda, in consapevolezza della missione che era chiamata a svolgere nel mondo, superò anche l'innata timidezza, affrontando autorevolmente, spesso con successo, molte difficoltà esterne, come quando sfidò la comunità maschile del monastero gemello di Disibodenberg, che nel 1150 voleva impedirle di fondare un nuovo convento femminile a Rupertsberg, vicino Bingen, e pure seppe fronteggiare i potenti, come Federico Barbarossa (incontrato di persona quando lui la invitò nel suo palazzo in Inghilterra), scrivendogli parole dure allorché, nel 1164, nominò per la seconda volta un antipapa, Pasquale III, contro il pontefice Alessandro.
Virgo Virago - Francesca Santucci
...nel 1116 fu nominata badessa. Staccatasi, poi, dal monastero di Disibodenberg, fondò quello di Rupertsberg, presso Bingen.
Quando aveva quarantatré anni ricevette l'ordine divino di divulgare il contenuto delle visioni soprannaturali, che le apparivano fin da quando aveva cinque anni, e di cui solo pochi intimi erano a conoscenza e, ricevuta l’approvazione del papa Eugenio III, che, nel 1148, ordinò ad una commissione d’interrogarla, e di Bernardo da Chiaravalle, le più eminenti figure della Chiesa del tempo, così fece.
Tali visioni non erano fantasie o visioni oniriche, ma si manifestavano quando era perfettamente in sé, e per trascriverne i contenuti, incapace di scrivere in lingua tedesca, e poco padrona del latino, si serviva di collaboratori, uomini e donne (il più importante, Volmar, amico e segretario, il mio diletto figlio, la seguì per moltissimi anni, con fedeltà e precisione, aiutandola nella stesura ed anche nella correzione dei testi). Fu così che, ispirata dalla voce divina, tormentata da violente crisi di malessere contemporaneamente fisico e psichico, che accompagnavano sia le visioni che la stesura dei libri, fra il 1141 ed il 1170 compose opere mistiche poderose, come “Scivias” (conosci le vie) “Liber vitae meritorum”, “Liber divinorum operum”.
Famosa è la miniatura del XII secolo che la ritrae, presente il fedele Volmar, proprio mentre scrive sotto l’effetto delle rivelazioni, con il volto toccato da un fuoco proveniente dall’alto.
Oltre alle opere di carattere mistico, molto apprezzate pure da San Bernardo, che la definì la diletta figlia in Cristo, scrisse anche prediche, che spesso, evento raro di quei tempi per una donna, teneva non in chiesa ma davanti al popolo, e lettere (circa trecento) talvolta di tono imperioso, ai più importanti sovrani (Corrado III, Federico Barbarossa, Enrico II d'Inghilterra) e ai pontefici che si succedettero nel corso del XII secolo (Eugenio III, Anastasio IV, Adriano IV), quando non decideva addirittura di affrontarli personalmente lasciando momentaneamente il convento.
In altre opere IIdegarda, in contrasto con le sue affermazioni di essere ignorante, dimostrò di avere buona conoscenza non solo della Bibbia, ma anche degli autori latini, della filosofia neoplatonica e delle scienze naturali, come in “Causae et curae” una specie di manuale di medicina pratica e farmacologia, su tematiche mediche, filosofiche e astrologiche, come in “Physica”, sulle proprietà delle piante, delle pietre e degli animali.
E compose anche canzoni e melodie in onore di Dio e dei Santi, inni, sequenze e antifone in versi (la sua opera musicale più conosciuta è “Symphonia harmoniae celestium revelationum”, "La sinfonia dell’armonia delle celesti rivelazioni"), esprimendo precise e avanzate idee sulla musica, pur non avendo ricevuto alcun insegnamento musicale, perché riteneva che attraverso il canto si esprimesse la gioia sonora e fisica verso il creato e l’amore verso Dio, e pure elaborò una sorta di dizionario relativo a 900 vocaboli di un linguaggio artificiale da lei stessa inventato, con molti nomi di erbe e piante, legati alla sua ricerca medica.
Ildegarda, in consapevolezza della missione che era chiamata a svolgere nel mondo, superò anche l'innata timidezza, affrontando autorevolmente, spesso con successo, molte difficoltà esterne, come quando sfidò la comunità maschile del monastero gemello di Disibodenberg, che nel 1150 voleva impedirle di fondare un nuovo convento femminile a Rupertsberg, vicino Bingen, e pure seppe fronteggiare i potenti, come Federico Barbarossa (incontrato di persona quando lui la invitò nel suo palazzo in Inghilterra), scrivendogli parole dure allorché, nel 1164, nominò per la seconda volta un antipapa, Pasquale III, contro il pontefice Alessandro.
Virgo Virago - Francesca Santucci
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mercoledì 14 gennaio 2015
una Storia d'Egitto - Capitolo VI
"Che cos'è successo alla terra?", domandò la Regina all'uomo, già sapendo la risposta.
"La terra si è spenta, straniera, e adesso non sa più
nutrirci. Dovremo presto lasciare i campi e partire alla conquista di nuova
terra".
"Ma la terra non si conquista, fratello. noi le
apparteniamo e Lei ci nutre come una Madre. Che ne sarà dei fratelli che
incontrerete sul vostro cammino e che vivono ancora come figli di Iside?"
"Li conquisteremo, straniera. E non chiamarmi fratello. E' proibito adesso. Nuove regole vigono nel Regno da quando i due Padri lo
guidano".
La Regina rimase a riflettere per un po'.
Sentiva che tutto
ciò che aveva sempre insegnato al proprio popolo non poteva essersi estinto,
forse era solo sopito nel torpore di quel cambiamento tanto rapido quanto
violento.
"Ho sentito di un uomo condannato a lasciare il corpo
prima che al divino Osiride piaccia di richiamarlo a sé. come è
possibile?".
L'uomo sfoggiò un sorriso inquietante e compiaciuto.
"I due Padri hanno detto che ha violato le regole,
mancando di rispetto alla loro autorità e mettendo così in pericolo l'intero Regno. Domani sarà pubblicamente processato nella piazza del mercato e poi
costretto a rendere l'anima al divino Osiride. E' proprio Osiride a volerlo,
l'ha detto uno dei due Padri, durante l'ultima cerimonia sacra in suo
onore".
La Regina ringraziò l'uomo e si allontanò sgomenta, rifugiandosi in un vicolo alla luce della luna e iniziò un pianto lento e abissale. Usurpare il Potere Regale era un errore umano. ma usurpare quello Sacerdotale era un atto ispirato dall'oscurità più cieca che risieda negli universi.
Si accasciò a terra e trascorse la notte tra gli spasmi di
dolore.
debdeashakti (continua)
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