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venerdì 24 giugno 2016

Il Mistero di Roma

Colui il quale vive l''esperienza', operando un attivo opus remotionis (trasformazione interiore), lucidamente restando presente a se stesso, vede i Simboli, gli Enti ed i Miti quali Realtà viventi, ritualizzando così la propria vita. Non è, allora, questione di 'capire', ma solo di entrare in 'sinfonia' con alcuni suoni ed in 'sinergia' con alcuni segni: evocatori entrambi del cosmos dei Numi che una natura, per un arcano disegno del suo Dèmone, sia già 'aperta' a ricordare ed a riconoscere con estrema serenità e fanciullesca semplicità.

A tale natura è rivolto quest libro: a chi pur apparendo di questo mondo non è di questo mondo; a chi, nel suo essere profondo, non si riconosce nel caos che lo circonda e che sembra avvolgerlo ma sa che, dietro quel caos visibile, a suo fondamento, vi è quello Invisibile, nella cui dimensione è necessario AGIRE. A chi è cosciente, infine, della terribile verità: gli Dèi non esistono... a priori, se non si conoscono e non si conoscono se non si esperimentano.

Il Nome segreto di Roma. Metafisica della Romanità - Giandomenico Casalino

 

mercoledì 18 maggio 2016

La Regina degli Inferi



Regina degli Inferi,
strappata dai seni di tua Madre,
credevi che la luce del Sole ti sarebbe stata in eterno preclusa.

Tu, tenera fanciulla con gote di melagrana, immemore del Potere antico della Dea Inanna, non volevi scendere negli Inferi plumbei e brutali, rifiutavi di incontrare la Bestia oscura che regna laggiù, ultimo confronto dell'eroe immortale. 

Vagavi tra le messi dorate, senza pensieri, non volevi sapere di quale oscurità necessita il seme per poter fruttare il grano, raccoglievi fiori e li intrecciavi in ghirlande arcobaleno, poi li donavi a tua madre e a tutti i mortali. Mirabile arte, quella delle tue mani, ma nulla in confronto alla Sapienza innata delle operose api, custodi di quel segreto antico per cui la torba diventa oro. Le tue ghirlande sfiorivano presto sul tuo bel capo innocente e inconsapevole.

Lontani i tempi in cui le fanciulle predestinate, come te, scendevano volontariamente nel ventre buio della Madre, pronte a fronteggiare il Demone di questo mondo. So che temevi di incontrare la tua gemella oscura, già Ishtar lo fece, e fu spogliata, e fu umiliata, e fu smembrata, e poi fu lasciata a marcire. Come importi tale volontà crudele, mia piccola fanciulla con gote di mela, se tu, da sola, non ne volevi sapere?

Poi arrivò lui, e ti rapì. Ti rubò la spensieratezza e l'innocenza, ti mostrò il proprio e il tuo Demone, e ti sembrarono orribili. Lo strazio delle tue lacrime di orrore raggiunse la terra ormai arida, poiché tua Madre più non potè creare, per l'angoscia di averti perduta. Gli Dèi in coro piansero per te, e per il tuo crudele apprendistato. Gli Abissi sono troppo terrificanti anche per coloro che abitano le vette incontaminate, solo tu, predestinata fanciulla tra gli Immortali, potevi avervi accesso.
Il tuo Ade era bello nella sua fierezza spietata, nulla ti ha risparmiato del dolore che ti era stato assegnato. Nessuno conosce la bellezza di diamante di un amore di ghiaccio, che preferisce vederti morta che debole e inconsapevole a intrecciare ghirlande destinate a sfiorire. Tu, la Torre, tu Colei che oggi regna sui tre Mondi, dovevi restare e imparare, ingoiando le lacrime a ogni passo, a ogni frustata che il tuo tenero corpo potè sopportare. Ricordi che invidiavi Arianna, sposa di un Dio di gioia e di ebbrezza, tu condannata alle tenebre di un amore che sa solo uccidere e mai godere? Avresti cambiato volentieri Ade con Dioniso, se solo ti fosse stato concesso. Ma tu eri predestinata, e ti toccò quello che le Moire stabilirono per te.

Quel giorno in cui, una tortura dopo l'altra, ti spogliasti del dolore del corpo, delle emozioni e della mente, tu sapesti di essere morta e poi rinata, Immortale e consapevole come nessun'altra donna e nessun'altra Dea mai potè essere. Fu allora, quando ormai saresti potuta restare a regnare sui morti, che decidesti di tornare alla luce del sole. Hai abbracciato il tuo sposo e gli hai detto: "Io torno alla luce, alle messi dorate e ai fiori di mia Madre, voglio diventare la Regina delle Api e non più solo quella dei Morti. Quando avrai voglia di sole e di miele, mio amato carnefice, raggiungimi nei boschi, indossa la pelle calda di Dioniso, e insieme noi saremo Liberi.

Debdeashakti





martedì 15 marzo 2016

il Canto di Aradia

Io sono la Volontà degli Dèi
Io sono la Vita
Io sono la Signora del Plenilunio
Colei che ritorna
Per ricordare ai Figli del Cielo
L’Antica Arte
Io sono la Dea dell’Amore
Che stende un mantello di stelle sopra la notte
Io annuncio l’alba e saluto il tramonto
Io possiedo il Segreto di ogni Incantesimo
Io sono Colei che comanda la Folgore
Io sono la Rugiada che scende sui Prati Fioriti  
La Linfa che scorre nei Boschi

Che anima i venti e le acque
Che sposa e feconda la Terra
Che nasce nel fuoco e alimenta
La Fiamma Perenne che grida giustizia agli Dèi
Io sono Colei che sconfigge la morte
E spezza le catene della paura
Io sono lo Spirito puro della Natura
Lo Spirito libero dell’Universo
Io sono la Gloria Immortale
Della Verità mai tradita
Io sono l’Amore
Io sono la Vita
Io sono la Figlia della Luce Infinita.

 C.G. Leland - Aradia o il Vangelo delle Streghe

domenica 6 marzo 2016

My Immortal Love

È la prima volta che mi capita
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
E non sentire più tensione solo vita dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Non c’è nessun grado di separazione
Davo meno spazio al cuore e più alla mente
Sempre un passo indietro
E l’anima in allerta
E guardavo il mondo da una porta
Mai completamente aperta
E non da vicino
E no non c’è alcuna esitazione
Finalmente dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Nessun grado di separazione
Nessuna divisione
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Nessuna esitazione
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce 


Francesca Michielin - Nessun grado di separazione 

 

venerdì 4 marzo 2016

LadyWolf

“C’è solo una domanda che vale la pena porre, cara ragazza…

Sono un lupo di un altro tempo e di un altro luogo, affermò. E strappatosi dall’occhio un ciglio, glielo porse dicendo: “Usalo, e sii saggia. (…) Guarda semplicemente con i miei occhi, e vedrai con chiarezza.”
E lei… vide quelli davvero gentili, e a loro si avvicinò,
trovò il suo compagno, e rimase con lui per tutti i giorni della sua vita,
seppe distinguere i coraggiosi, e a loro si avvicinò,
comprese le persone leali, e a loro si accostò,
vide lo smarrimento sotto la collera, e si affrettò ad alleviarla,
vide amore negli occhi dei timidi, e a loro si avvicinò,
vide la sofferenza sulle labbra tirate, e ne corteggiò il riso,
vide il bisogno nell’uomo senza parole, e per lui parlò,
vide la fede in profondità nella donna che diceva di non aver fede,
e della sua fede si riaccese.
Ogni cosa vide con il suo ciglio di lupo,
tutte le cose vere, e tutte quelle false, e quelle rivolte verso la vita,
tutte le cose viste soltanto attraverso gli occhio di ciò
che pesa il cuore con il cuore, e non con la mente soltanto.

Fu così che apprese che è vero quel che si dice, che il lupo è il più saggio di tutti. Se ascolti con attenzione, il lupo nel suo ululato sempre va ponendo la domanda più importante (…)

DOV’E’ L’ANIMA?


Andate nel bosco, andate.
Se non andate nel bosco, nulla mai accadrà, e la vostra vita non avrà mai inizio.
Andate nel bosco… andate.
Andate nel bosco. ANDATE. “


Colei che porta la Verità - C.P. Estés

giovedì 29 ottobre 2015

Fanciulla Maddy, Fanciulla Kore

Gesù esaltò molti valori tipici delle società matriarcali, messi in evidenza dall'archeologa Marija Gimbutas: l'antica abitudine di condividere anziché opprimere, di fare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi, valori di affiliazione e di unione e non di dominio, valori di giustizia e bellezza in una società pacifica e ugualitaria, tutti raggiungibili se si ha una concezione globale della realtà umana, dove i confini tra ciò che è visibile e ciò che non lo è sono labili, in una dimensione spesso identificata con l'acqua del mare, ossia con l'inconscio. Un segno di riconoscimento dei primi cristiani fu inoltre il 'pesce', simbolo identificativo anche di Persefone. Maria Maddalena, considerata dagli gnostici come Sofia, aveva come simbolo il 'pesce', animale acquatico e connesso con il mare. Il mutismo del pesce simboleggiava inoltre il silenzio a cui era obbligato l'iniziato, che doveva eliminare tutti gli ostacoli che si frapponevano alla sua visione interiore.
Karol Kerényi, nel suo studio 'Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia', afferma che in connessione con la festa dei Misteri in Eleusi si rappresentava l'emergere di una Dea dal mare: una fanciulla nasceva da una conchiglia simboleggiando come Afrodite, fanciulla divina, l'amore nella sua forma fisica. Si dice che la bella Phryne fosse una 'prostituta'. Il riferimento alla prostituta rimanda alla figura della Maddalena, nell'accezione di cui abbiamo già avuto modo di discutere. Ricordo, infatti, che per gli gnostici questo ruolo simboleggiava l'aspetto di Sofia che, inconsapevole della sua natura divina, si concedeva a molti amanti, mostrando la sua natura infedele; ma allorquando Sofia conquistava la consapevolezza della sua origine divina, un principio informatore di carattere spirituale guidava la sua vita e la prostituta, una volta redenta, trovava la sua vera Madre divina.

Maria Maddalena fu quindi considerata una prostituta probabilmente perché aveva svolto lo stesso ruolo di Phryne nei Misteri della Dea; nella parte finale dei Misteri eleusini avveniva il ricongiungimento della fanciulla 'prostituta' con la sua origine divina, ossia con la sua Dea Madre e con la Dea dei morti, in modo da ritornare alla Trinità degli aspetti Persefone-Demetra-Ecate. Questo ricongiungimento era la Risurrezione, la nuova nascita, che comportava l'apparizione di un bambino divino.


Rosa Mistica, la Tradizione della Dea nel Nuovo Testamento - Elisa Ghigghini




martedì 20 ottobre 2015

Ritorno alla Luce

Che i Misteri Eleusini presentassero agli Iniziati un Divino modello dell'Immortalità nelle figure di Dioniso e Demetra (e Core e Plutone) piace a tutti sentirlo.

Quel che piace di meno è sentir ricordare che Demetra è la spiga - il pane - e Dioniso l'uva - il vino.

"Prendete e mangiate..."

Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò - Il Mistero


 

giovedì 15 ottobre 2015

la Bilancia

Con la Bilancia inizia l'arco di ritorno; da qui fino ai Pesci il cerchio dello Zodiaco torna indietro verso il suo punto d'origine. Questo è il primo segno che compare oltre l'orizzonte e dà inizio all'emisfero ''dell'altro''. Nella Bilancia bisogna venire a patti con la crescente consapevolezza della fondamentale oggettività o alterità che risiede sia nel Sé sia nel mondo esterno. Tutto il Simbolismo che circonda questo segno riflette un processo di adattamento, di bilanciamento e di armonizzazione con la nascente percezione della diversità. A partire da questo segno si entra nel gruppo di quelli da cui si può imparare a essere autoriflessivi, e realmente sensibili ai bisogni degli altri. Gli attributi chiave della Bilancia sono cooperativo, che scende a compromessi, dipendente, amante della pace, giusto, tentennante, distaccato, affascinante. Tutti questi aggettivi esprimono una certa sensibilità per il mondo sottile, che tesse un'unità a partire dalle nostre differenze e diversità.
Il compito centrale della Bilancia è trovare quello stato di equilibrio mobile tra sé e gli altri, e successivamente trattenere la tensione degli opposti abbastanza a lungo per effettuare un'inversione di polarità. Questo procedimento è come camminare attraverso lo specchio, in cui noi smettiamo di porci in relazione con il riflesso di noi stessi, iniziando a relazionarci non più con l'Io ma con il Tu. Attraverso l'inversione di polarità, l'Io separativo è decentralizzato; la consapevolezza si dirige lontano da una forma di predominante interesse personale, verso un coinvolgimento con la totalità più grande. Nella Bilancia si scorge un Sé più elevato o lo Spirito della Natura: scoprendolo, questo segno vuole coltivare l'espressione di questo potente nuovo ruolo.
(...)
Questo segno può manifestarsi come il desiderio di vivere appieno, portando amore per la vita, gioia per l'espressione e entusiasmo per l'esperienza, con un aperto desiderio di affrontare la vita come viene. C'è sempre un forte richiamo per l'avventura, che porta fino allo sfinimento. L'apprendimento avviene in maniera migliore attingendo a piene mani dall'esperienza diretta, di modo che essa arrivi più facilmentente e sia ricordata meglio quando viene utilizzata. Così, la Bilancia diventa maestra dello strumento dell'artigianato, del commercio, della macchina, della personalità e dell'arte di vivere e fare.
Esiste anche un altro aspetto della Bilancia che è responsabile dei molti attributi ''negativi'' che la caratterizzano. La vita con questo segno, come per tutti gli altri segni d'Aria, è decisamente contestuale e segnata da problemi di dualità: il Sé è costantemente visto attraverso le reazioni altrui; può essere difficile trovare un punto d'ancoraggio, data la natura di costante movimento e capovolgimento di questo segno. Ogni esperienza rischia di trasformarsi nel suo opposto, ogni pensiero, impulso, desiderio e azione potrebbe altrettanto semplicemente essere subita da un altro punto di vista. Questa diversità può portare confusione, dubbi su di sé e il costante carosello di identificazione attraverso le apparenze, le strutture di una realtà più stabile nelle altre persone, e la paura di una scelta chiara.
La Bilancia insegna la Prospettiva, il riconoscimento di se stessi come parte di un'Unità più grande, e l'abilità della consapevolezza di contemplare questo nuovo stato di cose. Essa porta l'individuo ad un punto di scelta personale e stabilisce una chiara intenzione fondata su una piena comprensione degli interessi.
L'Arcano Maggiore solitamente associato alla Bilancia è la Giustizia (VIII).

La carta della Giustizia rappresenta l'equilibrio karmico; tutto sta andando come dovrebbe. Solitamente ci sono stati alcuni cambiamenti che hanno portato questo equilibrio. Quasi sempre è giusto e buono, ma certe volte la persona che riceve la carta  non lo sente in questo modo. (...) In ogni posizione questa carta ci insegna le cause e gli effetti - le azioni e le conseguenze. Simboleggia il modo di operare della Legge Naturale, la rete della vita. Ciò che compiete si ripercuote su ogni cosa; ciò che succede agli altri si ripercuote su di voi.

Vicky Noble & Jonathan Tenney - Motherpeace Playbook, la pratica di Madrepace attraverso i Tarocchi e l'Astrologia


mercoledì 23 settembre 2015

The Green Power

Il Verde è il colore della Natura e della Madre terra, un richiamo all'armonia, all'Amore, alla fecondità, all'abbondanza e alla prosperità. Ed è sacro a Venere, Dea dell'Amore.
Se usata al negativo, questa energia può invece portare sospetto, disarmonia, avarizia, invidia e gelosia.

Il Verde è inoltre il colore del chakra del Cuore.

Malefica era in grado di dare Amore, di guarire, di prendersi cura di altri esseri viventi. Ma, adesso che il cuore è stato spezzato, quell'energia potrà essere usata per fare il male, per provocare disgrazia. E Stefano, carico della veste regale, vede in lontananza quelle fiamme.
 
Malefica è diventata distruttiva, tutto ciò che tocca si sgretola. Va verso la Brughiera, non vuole più nascondersi. Ora che Stefano è diventato Re del mondo degli umani, Lei ha deciso di essere Regina del regno degli Spiriti.

Malefica, trasformare la rabbia femminile - Maura Gancitano

 

martedì 22 settembre 2015

Malefica

Da dove sorge la rabbia della fata, della strega cattiva, di quella creatura incomprensibile che nella pellicola Disney ha il nome di Malefica?
La storia non lo spiega, ma è evidente che la sua figura sia sovrapponibile a molte altre. Malefica sarebbe la madrina cattiva, rintracciabile in altre storie, per esempio Cenerentola.

Ma perché esiste questa figura? 

Secondo Von Franz, nel mito il Maschile è riuscito a incarnarsi pienamente in un Figlio umano, mentre la Dea Madre antica non è riuscita a farlo. Questa mancata incarnazione ha provocato delle conseguenze in ambito sociale e culturale, influenzando l'intera storia della donna (''Non essendo riconosciuta la forma della donna, non lo fu nemmeno la donna'').

Anche nell'ambito della religione cristiana, Dio si incarna nel Cristo, ma la Vergine Maria è una donna che non ha alcun collegamento con una qualche divinità femminile, al massimo comunica con gli angeli e agisce seguendo il volere divino.
Del resto, la Madonna non possiede le caratteristiche feroci e oscure tipiche di tutte le divinità femminili della storia. Al tempo dell'elaborazione di questa figura, infatti, la civiltà occidentale aveva già cancellato (bruscamente) il Culto della Dea Madre. Anzi, lo aveva rimosso.
Il cosiddetto pensiero patriarcale aveva preferito purificare le figure femminili da ogni attributo bestiale, sottomettendole a una divinità maschile superiore, a cui ubbidire. Questa scelta ha creato enormi conseguenze sul pensiero occidentale, oltre che sulla storia politica, sociale e culturale delle donne, sul loro ruolo pubblico e sulla loro libertà personale.

Malefica, trasformare la rabbia femminile - Maura Gancitano


domenica 3 maggio 2015

la Discesa agli Inferi

Descent to the Goddess: A Way of Initiation for Women è un libro guida per le donne contemporanee che osano scivolare sotto il limite del conscio per sperimentare gli abissi dell'energia femminile primaria. La storia di Inanna, che discende nell'Oltretomba dove deve confrontarsi con la Dea Oscura, morire e putrefare per tre giorni, potrebbe essere facilmente considerata una metafora del ciclo mestruale.

Si tratta del racconto epico mitico più antico che possediamo e indica civiltà mediorientali ancora più antiche governate dalle donne, come quella di Catal Huyuk

Quando sente la chiamata della Dea, Inanna discende di propria volontà per morire e rinascere e fare ritorno alla comunità con il potere di guaritrice, ma durante questo processo rinuncia a ogni brandello di identità. Nei racconti di epoca più tarda, l'eroe che entra nell'oltretomba vi si reca con la spada sguainata per uccidere la Dea Oscura e non cambiare mai.

Il Risveglio della Dea - Vicky Noble


lunedì 27 aprile 2015

Donne Sciamane

Di particolare interesse per le donne che attraversano il processo sciamanico è l'inclinazione biologica a rispondere a cicli dell'organismo. Proprio a causa di ciò che è stato percepito come una "schiavitù" al ciclo ormonale di cui fa esperienza ogni mese insieme al condizionamento ad accettare il proprio "destino", la donna diviene più facilmente veicolo dei poteri di guarigione. Dentro di sé la donna muore ogni mese. Possiamo anche non percepire consciamente le mestruazioni come una Morte Sciamanica e una Rinascita che si ripetono ogni mese, ma il nostro corpo le conosce come tali. Ogni volta che l'utero rinnova la mucosa, come il serpente la pelle, noi veniamo letteralmente liberate dal passato, da ciò che avrebbe potuto essere, e proiettate nel futuro. Siamo purificate fisicamente e rinvigorite emozionalmente. Gli ormoni spostano il loro accento dalla nascita alla morte, e poi ancora alla nuova vita.
Un alto tasso di progesterone significa sogni aggressivi e umore bisbetico: la sindrome premestruale di essere per sé più che per gli altri. Poi entrano in gioco gli estrogeni e la nostra energia ricompare, come l'inizio di un nuovo Ciclo Lunare. Ricominciamo a espanderci, diamo inizio a progetti nuovi, prendiamo nuovi contatti. E' un mutamento di forma e di funzione. Una Sciamana tende ad assomigliare sempre di più a un Serpente e perde le sue vecchie forme appena esse si consolidano. Possiamo diventare molto abili a lasciare il vecchio ancor prima di aver percepito il nuovo a livello conscio, confidando nel ritorno ciclico che si presenta sempre.

Il Risveglio della Dea - Vicky Noble




Morena Luciani - Santa Sangre (il Rosso Sacro)

mercoledì 8 aprile 2015

Partenogenesi

Al centro di questo affascinante saggio, basato su una mole di testi e documenti della classicità, stanno le Parthenoi, Sacerdotesse Vergini dedite al Culto e alla pratica della Nascita Divina.

L'autrice, che appartiene alla nuova generazione di studi matrifocali e di genere, apre una prospettiva impensata su temi che appartengono a una zona di penombra del nostro immaginario: l'Immacolata Concezione, la Nascita Partogenetica di Dee, Eroi e Salvatori del mondo, Culti Misteriosi praticati a Dodona, Delfi, Eleusi e connessi con lontane radici africane e pleiadiche.

"Gaia, Atena, Artemide ed Era erano divinità creatrici che avevano generato il cosmo, la terra e tutta la vita senza l'ausilio di un consorte; in altre parole, erano Madri Vergini".

"Possiamo pensare alle Divinità Partogenetiche Madre e Figlia come a due 'Gemelle', tema che ritengo formasse il sostrato originale del Culto della Divina Coppia Madre-Figlia Demetra e Persefone".

Partenogenesi, il Culto della Nascita Divina nell'Antica Grecia - Marguerite Rigoglioso




sabato 7 febbraio 2015

la Signora del bosco

...è evidente come tutte queste versioni fanno in modo di distruggere e passare sotto silenzio ogni fenomeno di Libertà, di Sacralità e di Sorellanza Femminile, riportando qualsiasi tentativo di autonomia ad una presenza centrale degli uomini, l'esclusione dei quali è sempre descritta come innaturale, mostruosa, crudele. Ogni cosa deve essere piuttosto finalizzata al piacere e al vantaggio del maschio, altrimenti si presenta dannosa e orribile, visto che la Natura avrebbe dall'inizio dei Tempi decretato l'inevitabile complementarietà dei Sessi, legge per cui tuttavia sembra che solo le donne debbano dipendere dal maschio e mai il contrario.
Del resto è possibile che davvero gli uomini giunti ad un simile punto non avessero più la capacità nemmeno di immaginare ciò che potevano essere le Antiche Vergini e i Loro modi di vivere.
Non erano più in grado neppure di riconoscerne il Potere di gioia ed alcuni forse sentivano timore di fronte ad esse, mentre altri le consideravano solamente oggetti di piacere.
Però i maschi, senza più Donne Sacre, non potevano che divenire disgraziati e infelici.
Si misero probabilmente a cercare affannosamente con azioni compiute all'esterno di sé di riparare ad una perdita di cui erano tuttavia inconsapevoli. Cominciarono a costruire, inventare, lavorare e produrre le cose più varie, ma senza forse in alcun modo poter riempire quel vuoto profondo determinato dalla perdita del Sacro nelle loro vite, essi si erano cioè probabilmente trasformati in quelli che in Sanscrito vengono chiamati 'ignoranti' nel senso letterale, in quanto caratterizzati dall'Avidya, ovvero in uomini incapaci di sentire e conoscere l'aspetto immateriale della realtà, dal momento che questo termine è composto da 'a', cioè 'senza', e 'vidya', ovvero 'conoscenza, sapere'.
Questo quadro peggiorò ulteriormente con l'avvento e la diffusione capillare delle religioni monoteiste, le quali sistematizzarono nelle loro dottrine e culti la convinzione della supremazia del genere umano e maschile su tutto il resto dell'esistente, donne, animali e piante. anche il cambiamento della Divinità di riferimento sembra essere significativo. Il nuovo Dio infatti, maschio, geloso, possessivo e pronto a condannare a terribili torture infernali chi non crede in lui, costituito a immagine e somiglianza degli uomini, sembra incarnare perfettamente gli ideali e le convinzioni dell'umanità che cominciò a venerarlo.
Il Culto dell'Armonia Naturale  dalle infinite forme fu sostituito da quello di un unico Dio che si narra abbia affidato il suo messaggio ad alcuni uomini che egli scelse come profeti, ed il cui culto fu sempre e soltanto amministrato da maschi, i quali erano per lo più caratterizzati dalla più severa misoginia.

...così, Quelle che erano delle Luminose Dee di Gioia, sintoniche con il mondo naturale al punto da assumere simbolicamente le forme dei più diversi animali, divennero dei mostri pericolosi dai tratti ferini.

le Vergini Arcaiche - Leda Bearné



giovedì 23 ottobre 2014

la Fata Redenta e Redentrice

Si dice che il ferro bruci le Fate.

E un'Era adatta agli uomini di ferro respinge lontano la Magia di creature incontaminate dall'odio, dall'avidità e dal potere come lo intendono i pesanti uomini del ferro. 

Se entrambe le creature, le Magiche Signore della brughiera e i pesanti uomini di ferro, con le loro leggere donne di latta, plasmate a loro immagine e somiglianza, solo un po' più graziose e affettate, si trovano a condividere lo spazio della terra per qualche tempo, presto o tardi dovranno incontrarsi.

Le Magiche Signore della Natura e degli animali, con le loro possenti corna, simbolo di fertilità e vitalità inesauribile e con le loro forti ali che le portano al di là delle nuvole senza sforzo, sanno che quando l'Era del ferro ciclicamente torna, i pesanti piccoli uomini che verranno a condividere il mondo con loro commetteranno con leggerezza ogni forma di stolto sopruso, fino a commettere quello supremo: il sacrilegio di profanare la Natura e il suo Piccolo Popolo. Di più: arriveranno a sfidare le Potenti e Magiche Signore delle lande incontaminate per rubare quello che per loro, piccoli ciechi umani, è il bene supremo: la terra con tutti i suoi tesori. Arriveranno, per riuscire nell'intento, a commettere qualsiasi atto indecente: menzogna, prevaricazione, tradimento, al fine di avere sul capo una corona di ferro. 

Sciocco balocco che mai sostituirà il potere di chi nasce con le corna.

Qualcuno lassù e qualcuno quaggiù, che ci piace chiamare il Signore e la Signora, lo Spirito e la sua Sposa che crea incessantemente dalla propria energia, decretarono che un giorno l'Uomo avrebbe avuto una Vera Corona tutta d'Oro, ma non sarebbe stata un inutile orpello sostitutivo, seppure forgiata coi più nobili metalli per cui i piccoli uomini sarebbero stati disposti a uccidere. No. La vera Corona dell'Uomo sarebbe stata un dono naturale, come le corna sulle Figlie e i Figli della Dea della Natura e sarebbe stata il simbolo di quel Matrimonio Sacro compiuto tra la Natura e lo Spirito. Chiunque avesse voluto avere sul suo capo questa indistruttibile e insottraibile Corona, avrebbe dovuto rispettare un solo Comandamento: per ottenere il potere su se stesso e solo dopo quello di governare la Terra e l'Umanità, una Signora delle lande avrebbe dovuto amarlo e benedirlo, accertandosi della purezza del suo Cuore.

Alcuni, saggiamente, rispettarono l'antico patto con gli Dèi, che sono il Dio e la Dea uniti in Sacre Nozze nei Cuori di tutte le creature

Ma i più stolti usurparono il potere. 
No, non fu per loro facile, e pagarono a caro prezzo l'inimicizia di una Signora della brughiera: follia, ossessione, e un cuore pietrificato. Questi erano i doni che meritavano tali stolte imprese.

Si narra che una Signora, la più potente, nella strenua lotta per salvare la Terra e le Creature di cui era Protettrice, accolse in sé l'odio e la vendetta, seppure solo per pochi istanti. Troppa era la crudeltà a cui era stata soggetta, Lei che invero amava l'Uomo e avrebbe voluto aiutarlo ad amare la Natura e a proteggerla come solo Lei sapeva insegnare. 

E fu così che la bella Signora dagli occhi trasparenti e dal potere incommensurabile, si perse. Accecata dal dolore del tradimento, ancor più feroce per creature che non sanno concepirlo. Lo maledisse, lui e la sua progenie, e fu da allora che l'antica Signora, vista un tempo come Reggitrice del pianeta, fu percepita dai piccoli umani come una Malefica presenza, sempre pronta a punire e vendicarsi con loro, che accrebbero l'odio verso di Lei, votandosi a combatterla fino alla Fine dei Tempi.

Ma un giorno nacque una bambina.

Anche Lei, come tutte le figlie degli uomini, sarebbe stata soggetta all'antico maleficio: raggiunta l'adolescenza, sarebbe caduta in un sonno simile alla morte e la sua coscienza irrimediabilmente persa. I piccoli sciocchi uomini amavano raccontare alle loro figlie e figli che un giorno un aitante principe sarebbe arrivato a risvegliare la fanciulla con un Bacio d'Amore. Ma l'antica Signora, ormai guarita dal suo accecamento a opera delle basse passioni umane, che aveva seguito come un'Ombra la bambina per tutta la sua esistenza, era al suo capezzale quando Lei si addormentò. Posò le sue labbra sulla piccola fronte e Lei aprì gli occhi all'istante: nessuna paura nel suo sguardo, alla vista dell'antica magica Signora, solo un Amore incondizionato, così come quello che la Signora provava per Lei.

Una Corona d'Oro e di Luce fiorì sul capo della bambina e l'antica Signora finalmente seppe che era arrivata la giusta Erede del suo Antico Regno, una Creatura Umana con Coscienza Magica, capace di amare tanto la Luce quanto l'Ombra e soprattutto di essere una Saggia Regina per governare tutta la Terra

Un consorte sarebbe arrivato, ma in fondo, il bacio salvifico, sarebbe stato quello che la piccola Regina avrebbe dato a lui. 
Solo così avrebbe guadagnato anche lui, col tempo, la sua Corona d'Oro e di Luce.

debdeashakti


lunedì 6 ottobre 2014

Madre Kali


Ascoltami, Figlia e conoscimi per Quella che sono.
Sono stata con Te fin dalla tua nascita
e starò con Te fino a che non tornerai in Me,
nella mia oscurità che tutto conclude.
Io Sono l'amante passionale e seducente
che ispira il poeta a sognare.
Io sono Colei che ti chiama alla fine del tuo viaggio.
Io sono Colei che ti aspetta alla fine dei tuoi giorni,
dove tutti i miei Figli incontrano la mia benedizione
riposando nel mio abbraccio.
Io sono il Grembo da cui nascono tutte le cose.
Io sono il sepolcro dove tutte le cose devono tornare.
Spoglio il tuo petto per lasciarti morire a questa vita e vederti rinascere nell'eternità.
Io sono la Strega che non può essere dominata,
la Tessitrice del tempo, Colei che rivela i Misteri
.
Io sono Colei che taglia le gole della crudeltà
per bere il sangue dei loro cuori.
Ingoia la paura e vieni a me!
Scopri la Bellezza vera, la Forza e il Coraggio.
Io sono la furia che strappa la carne delle ingiustizie.
Io sono la fucina incandescente che trasforma i tuoi demoni interiori
in strumenti di potere.
Apri la tua Anima al mio abbraccio!
E diventa parte della Luce che vive nelle tenebre.
Io sono la spada lucente che ti protegge dal male.
Io sono il crogiolo in cui ogni aspetto di Te converge formando
un arcobaleno di unione.
Io sono il vellutato cielo notturno,
la nebbia di mezzanotte, che avvolge il Mistero.
Io sono la crisalide nella quale dovrai affrontare ciò che ti terrorizza,
per rinascere vibrante e rinnovata.
Incontrami al bivio fra la Vita e la Morte,
e sarai trasformata,
poichè una volta che guardi il mio volto, guardi il luogo dove non c'è ritorno.
Io sono il calderone dove tutti gli opposti si incontrano per conoscersi l'un l'altro nella verità.
Io sono la grande rete che collega tutte le cose.
Io sono la guaritrice di tutte le ferite,
la Madre Guerriera che vendica tutti i mali a tempo debito.
Io sono Colei che rende il debole forte,
che umilia l'arrogante,
Io sono Colei che si eleva contro l'oppressore.
Io sono la Giustizia. Io sono la Misericordia.
Io sono la Fine e anche il Principio.
La cosa più importante, Figlia mia, io sono Te.

Sono parte di Te, io sono dentro di Te.
Cercami dentro e fuori, e sarai sempre forte.
vieni a conoscermi. Avventurati nell'Oscurità, così che io possa svegliarti, per donarti Equilibrio, Illuminazione e Integrità.
Porta il mio Amore con Te ovunque,
e troverai dentro di Te il Potere di essere chi sei.



Manifesto di Kali - autore sconosciuto
fonte spagnola : Círculo de Mujeres "El Jardín de Shakti"



  Un grazie speciale a Sister Selva della Luna e al suo post originale nella sua pagina: 'Nel nome della Madre' https://www.facebook.com/197126996989735/photos/a.202132709822497.43875.197126996989735/724613474241082/?type=1

giovedì 2 ottobre 2014

Prescrizioni Oracolari

Siamo Dee nel corpo della Dea, Verità e Amore il nostro Destino.
E allora andiAmo e portiAmo la Bellezza nel mondo, accendiAmo una Luce nell'oscurità.


"Inno ad Hathor", da "il risveglio di Osiride" - Libro egizio dei morti,
rivisto e aggiornato da me.



Donna, conosci Te stessa, e conoscerai l'Universo e la Dea.
Uomo, conosci la Donna e diverrai un Dio.

Oracolo di Apollo a Delfi, rivisto e aggiornato. sempre da me.





 

giovedì 25 settembre 2014

Iside Regina

"Oh Regina del cielo, sii tu Cerere alma, Creatrice prima delle messi, tu che nella gioia d'aver ritrovato tua figlia eliminasti l'antica usanza di nutrirsi, come delle fiere, di ghiande, rivelando così agli uomini un cibo più mite, e ora frequenti le zolle di Eleusi; sii tu Venere celeste, che agli albori del mondo congiungesti i sessi in contrasto, generando Amore e propagando con frutti sempre novelli l'umana stirpe, e ora sei onorata nel santuario di Pafo che il mare circonda; sii tu la sorella di Febo, che alleviando con le tue cure il parto alle donne incinte, hai fatto nascere intere popolazioni, e ora sei venerata nel tempio illustre di Efeso; sii tu la venerabile Proserpina che la notte con le tue urla e col tuo triforme aspetto freni l'impeto delle larve, sbarri le porte di sotterra, erri qua e là per le selve e accogli propizia le varie cerimonie di ossequio; tu che con la tua femminile luce rischiari ovunque le mura delle città e col tuo rugiadoso splendore alimenti la rigogliosa semente e con le tue solitarie peregrinazioni spandi il tuo incerto chiarore; con qualsiasi nome, con qualsiasi rito, sotto qualsiasi aspetto sia lecito invocarti, concedimi finalmente la tua assistenza nell'ora della estrema rovina, rinsalda la mia afflitta fortuna e, dopo tante disgrazie che ho sofferto, dammi tregua e riposo, basta con le fatiche, basta con i pericoli. cancella l'orrido aspetto del quadrupede, rendimi agli occhi dei miei, rendi a me quel Lucio ch'io ero, e, se un dio mi perseguita con implacabile crudeltà per un'offesa che gli abbia fatta, mi sia almeno concesso di morire, se non mi è concesso di vivere".

Ma non avevo ancora chiuso completamente gli occhi ed ecco di mezzo al mare una divina figura emergere, levando un volto degno di essere adorato dagli dèi medesimi. Mi parve poi che, a poco alla volta, tutta la persona, come una luminosa statua, si rizzasse dinanzi a me, scuotendo l'onda marina.

"Io sono la genitrice dell'universo, la sovrana di tutti gli elementi, l'origine prima dei secoli, la regina delle ombre, la prima dei celesti; io riassumo nel mio volto l'aspetto di tutte le divinità maschili e femminili; sono io che governo col cenno del capo le vette luminose della volta celeste, i salutiferi venti del mare, i desolati silenzi dell'Averno.
Indivisibile è la mia divina essenza, ma nel mondo io sono venerata ovunque sotto molteplici forme, con riti diversi, sotto differenti nomi.
Perciò i Frigi, i primi abitatori della terra, mi chiamano Madre degli dèi, adorata in Pessinunte;
gli Attici autoctoni, Minerva Cecropia;
i Ciprioti bagnati dal mare, Venere di Pafo;
i Cretesi abili arcieri, Diana Dictinna;
i Siciliani trilingui, Proserpina Stigia;
gli abitanti dell'antica Eleusi, Cerere Attea;
alcuni Giunone; altri Bellona; gli uni Ecate; gli altri Rammusia.
Ma le due stirpi degli Etiopi, gli uni illuminati dai raggi nascenti del sole all'alba, gli altri da quelli morenti al tramonto, e gli Egiziani il cui antico sapere conferisce potenza, mi onorano con riti che appartengono a me sola, e mi chiamano col mio vero nome
:
 

Iside Regina".

le Metamorfosi o l'Asino d'oro - Apuleio





domenica 14 settembre 2014

Jana, la Dea della Soglia


Uno dei principi cardinali della visione al femminile dell'universo è che la dinamicità della natura e il suo periodico rinnovamento fondano sull'equilibrio degli opposti, in cui la Dea incarna sia l'unità, sia la dualità delle varie nascite e morti, vivendo nella trinità della sua natura la sintesi finale di tutte le opposizioni.
Nella concezione di un Dio femminile, l'ordinamento delle realtà manifestate possiede una regolarità verificabile nei principali mutamenti che si ripetono in cicli giornalieri, mensili e annuali con le fasi di discesa ascesa della luce nei due solstizi, corrispondenti all'inizio dell'estate e dell'inverno, a simboleggiare una rigenerazione cosmica di tutto il creato. da qui deriva il simbolismo delle 'porte solstiziali' che aprono le varie fasi del cammino della luce (...)
Secondo René Guénon, era la Dea Jana o Diana a dirigere le cerimonie di morte e resurrezione, in cui la Luna era considerata Porta del Cielo e Porta degli Inferi (Diana ed Ecate) e il passaggio dalla condizione umana a quella divina si effettuava in armonia con la ciclicità delle stagioni e dei ritmi vitali. Sappiamo che gli esseri umani regolavano i loro incontri e le loro preghiere secondo i cicli naturali, le differenti stagioni, le diverse posizioni della terra rispetto agli altri pianeti, dove probabilmente l'incontro segnava il saluto, la gioia di rivedersi in armonia con le congiunzioni del creato.


Rosa Mistica - la Tradizione della Dea nel Nuovo Testamento, Elisa Ghigghini