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lunedì 13 febbraio 2017

Nostra Signora delle Stelle

La Sacerdotessa è la prima delle tre ipostasi della Grande Dea - o immagini archetipiche radicali della Femminilità primordiale - presenti nel Libro di Thot, segnatamente agli Arcani II (Sacerdotessa - Luna), III (Imperatrice - Venere)  e XVII (Stella - Dama dell'Acquario). Crowley annota che "la carta rappresenta la forma più spirituale di Iside, la Vergine Eterna, l'Artemide dei Greci, Essa è ammantata solo nel luminoso velo di Luce (...) Questa Luce è il menstruum della manifestazione, la Dea Nuit, la possibilità della Forma".

L'Imperatrice è la seconda delle tre ipostasi della Grande Dea (...) Crowley ricorda che "è impossibile riassumere i significati del simbolo della Donna, per la semplice ragione che ella ricorre continuamente in forme infinitamente varie" e ricorda la definizione classica della Dea "dai molti troni, dalle molte menti, dalle molte astuzie"; e ancora fa rilevare che "in questa carta essa è rappresentata nella sua più generale manifestazione. Ella riunisce le qualità spirituali più alte a quelle materiali più basse".

Finalmente, in primo piano di fronte al globo e ritratta di lato, compare la Figlia del Firmamento, Colei che dimora tra le Acque, personificazione eterea e sensuale di Nuit o, come spesso Therìon la definì, Nostra Signora delle Stelle. Il suo corpo completamente nudo, morbido e affusolato, tinto di una tenue sfumatura dell'azzurro celeste, sembra inginocchiato su un lembo di terra dinanzi a un immenso mare di acque cristalline che si perde lungo un orizzonte di spiagge solcate da tumuli e piramidi. I lunghissimi capelli fluenti ricadono maliziosamente, ondeggiando a sinusoide lungo tutto il corpo della Dea fino a sfiorare il terreno sotto i suoi piedi, mentre le braccia con la loro particolare posizione rituale - la destra levata in alto e la sinistra tesa verso il basso - completano l'immagine simbolica della Dama Stellare, proposta nel suo complesso come una vivente swastika, Madre di ogni vortice, rotazione o spirale di vita. Ella sembra giocare il suo Gioco arcano tra le Stelle e le Grandi Acque e Terre nel flusso cosmico, mentre sorregge gli strumenti del suo potere: due Coppe a forma di seni prosperosi, una d'oro e una d'argento.

I Misteri del Libro di Thoth - G. Berti, R. Negrini, R. Tebani

venerdì 5 agosto 2016

Beyond the Archetype

I won’t just survive
Oh, you will see me thrive
Can’t write my story
I’m beyond the archetype

I won’t just conform
No matter how you shake my core
‘Cause my roots they run deep, oh

Oh, ye of so little faith
Don’t doubt it, don’t doubt it
Victory is in my veins
I know it, I know it
And I will not negotiate
I’ll fight it, I’ll fight it
I will transform

When, when the fire’s at my feet again
And the vultures all start circling
They’re whispering, "You’re out of time”
But still I rise

This is no mistake, no accident
When you think the final nail is in
Think again
Don’t be surprised
I will still rise

I must stay conscious
Through the madness and chaos
So I call on my angels
They say

Oh, ye of so little faith
Don’t doubt it, don’t doubt it
Victory is in your veins
You know it, you know it
And you will not negotiate
Just fight it, just fight it
And be transformed

‘Cause when, when the fire’s at my feet again
And the vultures all start circling
They’re whispering, "You’re out of time”
But still I rise

This is no mistake, no accident
When you think the final nail is in
Think again
Don’t be surprised
I will still rise

Don’t doubt it, don’t doubt it
Oh, oh, oh, oh
You know it, you know it
Still rise
Just fight it, just fight it
Don’t be surprised
I will still rise


Katy Perry - Rise 

 

giovedì 28 luglio 2016

New Aquarian Golden Age


Dio disse:
“…a te Acquario, do il compito di cooperare con tutte le creature della Terra, per costruire insieme la Nuova Era.
Dovrai imparare a sentirti fratello di tutti i regni della natura e versare nel cuore dell’uomo l’acqua della vera Vita.
Il tuo compito richiede amore e disponibilità, perciò, affinché tu lo possa assolvere, ti offro i talenti dell’amicizia, della tolleranza e del servizio.
Coltivali e sii consapevole dell’importanza del compito che ti ho dato, ma sappi che disimpegno, opportunismo e insensibilità saranno ostacoli non facili da superare”.
E Acquario, con sguardo rivolto al futuro, ritornò al suo posto.


Astrologia esoterica - Alice Bailey

 Tu che hai sete, vieni qui: se per caso mancano le onde,
Per gradi, la Dea ha preparato le acque eterne.

Qui sitis, huc tendas: desunt si forte liquores,
Pergredere, aeternas diva paravit aquas.





martedì 14 giugno 2016

Stella Maris

Urusvati. È tempo di dire che diamo questo nome alla stella che si avvicina inarrestabile alla Terra. Da epoche antiche è stata il simbolo della Madre del Mondo, e l’Era della Madre del Mondo deve iniziare quando la Sua stella è vicina alla Terra come mai prima. La Grande Epoca sta per cominciare, poiché la comprensione dello spirito è connessa alla Madre del Mondo. Anche per coloro che ne conoscono la data, è meraviglioso vedere avvicinarsi fisicamente il predestinato. Il giungere di quest’Epoca grandissima è importante; muterà in modo sostanziale la vita sulla Terra. Un’Epoca Grande! Quanto Mi rallegra vedere i nuovi raggi che perforano lo spessore della Terra.
Se anche dapprima è arduo sopportarli, poi la loro emanazione induce nuovi elementi, indispensabili all’impeto. Nuovi raggi colpiscono la Terra per la prima volta da quando si è formata.
Oggi comincia il risveglio femminile. Oggi una nuova onda raggiunge la Terra, e nuovi focolai si sono accesi; poiché la sostanza dei raggi penetra nel profondo. 
È gioioso sentire l’avvento della Nuova Epoca. 
La Madre del Mondo appare nell’epoca nuova come simbolo dell’Origine femminile, e l’Origine maschile restituisce spontaneamente il tesoro del Mondo all’Origine femminile. Le
Amazzoni incorporavano la forza del Principio femminile, ma ora occorre manifestare l’aspetto di perfezione spirituale della donna. 
Ho già detto che la Madre del Mondo nasconde il Suo Nome. Ho già detto che la Madre del Mondo vela il Suo Volto. Ho già citato la Madre del Buddha e del Cristo.
Invero è tempo di mostrare che l’unica Madre di entrambi i Signori non è un simbolo, ma una Grande Manifestazione dell’Origine Femminile, in cui si rivela la Madre spirituale del Cristo e del
Buddha.
Fu Lei che Li istruì, che Li preparò alla vittoria.
Da tempo immemorabile la Madre del Mondo sospinge alla vittoria. Nella storia dell’umanità la Sua Mano intesse un filo che non si spezza. Sul Sinai risuonò la Sua Voce. Assunse l’immagine di Kali. Fu alla base del culto di Iside e di Ishtar. Dopo Atlantide, allorché un grave colpo fu inferto al culto dello spirito, la Madre del Mondo cominciò a intessere un nuovo filo, che ora sta per irradiare. Dopo Atlantide la Madre del Mondo velò il Suo Volto, e vietò di pronunciare il Suo Nome, fino a quando verrà l’ora delle costellazioni.
Essa si è manifestata solo in parte, e mai in misura planetaria.
Si possono citare molti esempi di Magi, anche elevati, che lasciarono dietro di sé conseguenze inattese e il desiderio di trovare sostegno negli strati inferiori della materia. Questa perversione si potrebbe chiamare il canale dell’intelletto, e può impedire a lungo la comunione con altri mondi.
Ora gli uomini cercano per vie meccaniche ciò che è già predestinato spiritualmente.
L’Insegnamento dell’Epoca Futura riunirà spirito e intelletto.
Il corso dei pianeti permette di accelerare la comunione fra i mondi, e lo sviluppo dello spirito umano procederà lungo vie nuove.
I luminari consentono di affrettare il passo del genere umano. 
Foglie del Giardino di Morya - Illuminazione 

mercoledì 4 maggio 2016

Gli Amanti (VI)

Due Vie divergenti conducono al Magistero: una è secca e l'altra umida. La prima è razionale e la seconda sentimentale, poiché l'Oro filosofico si può ottenere con la coltivazione dell'intelligenza e con l'acquisizione di una scienza approfondita, o con la sincerità di un amore fiducioso che si abbandona a ciò che detta il cuore. Secondo le disposizioni innate dell'Operatore, egli affronta l'Opera come filosofo ansioso di realizzare l'ideale da lui concepito, o come mistico che aspira a conformarsi alle intenzioni divine. La Pietra Filosofale è appannaggio tanto del vero Saggio quanto del vero Santo.

Oswald Wirth - I Tarocchi alla luce della Filosofia Alchemica

Gli Amanti rappresentano un tempo di scelta e di fretta impetuosa verso quello che il cuore desidera. Ciò che è stato diviso vuole tornare insieme. Potrebbe essere il sé diviso a volersi riunire; o una nuova relazione. Il nucleo della questione sta nell'Unione; il desiderio dei poli opposti di stare insieme.

Vicky Noble&Jonathan Tenney - La pratica di Madrepace attraverso i Tarocchi e l'Astrologia

 

giovedì 25 febbraio 2016

La Donna di Mare

Sono una Donna di Mare,
quest'avventura l'ho scritta per me. 

Nel momento in cui ho lasciato il porto, non sapevo se sarei mai tornata a casa. Ci si perde, spesso, per mare, le Sirene lo sanno ben fare, di trascinarti lontano dalla tua meta. Eppure, il richiamo verso l'ignoto non mi ha permesso di sottrarmi al Viaggio. Un viaggio dentro gli abissi della mia stessa anima. Ci ho trovato Demoni e Dei, e li ho racchiusi nel medesimo abbraccio, come solo una Madre sa fare.
Mi sono serviti dieci anni per mare per conoscermi. Come già Ulisse osò tentare. Ho visitato molti lidi, vissuto tante avventure che ho sentito di dover costantemente condividere e donare, sebbene non fossero che frammenti dello specchio in cui mi riflettevo. Oggi so chi sono e che stoffa ha la mia Anima. Adesso sto tornando a casa, posso già vedere la dolce riva della mia isola, la tempesta peggiore è ormai alle spalle. 
Mi accorgo adesso che l'Ulisse che mi abita, il mio intrepido e astuto animus, è andato all'esplorazione, esattamente per dieci anni, mentre la mia fedele Penelope è rimasta a casa ad aspettarmi, pazientemente, senza mai dubitare del mio ritorno, in attesa che le riportassi Circe, Calipso, Nausicaa e tutte le altre parti nascoste della Dea, per ricongiungerci, finalmente.

Sono una Donna di Mare, una Dea delle Isole, una Signora degli Animali
e questa avventura l'ho scritta per me e per chiunque voglia leggerla. La dono a ogni esploratore degli abissi e delle vette, a ogni figlio della Terra e delle Stelle, affinché il cammino gli sia un po' più lieve.

Ecco, sono approdata.

Debdeashakti

 





giovedì 14 gennaio 2016

la DeaCrazia

La Teocrazia Faraonica è una istituzione eccezionale, un Ordine di governo e sociale unico in tutta la storia occidentale.
In questa vera e propria Teocrazia in cui l'insieme della vita del popolo è dominata dalle Realtà Spirituali, il Faraone è sia Sovrano, sia Sacerdote, dal momento che egli è Figlio degli Dèi. E' il caso di domandarsi come abbia potuto realizzarsi in Egitto una siffatta Unificazione di Potere Spirituale e Potere Temporale. La Fede che nel corso di quaranta secoli ha predominato in Egitto era fondata sulla "Scienza Sacra", comprendente nello stesso tempo il mito e i riti religiosi, la medicina e la geometria, l'astronomia e le leggi della vita quotidiana e della giustizia. Il fine che ha ispirato la stesura di questo libro è far comprendere la realtà e l'importanza della "Scienza Sacra" degli Antichi Egizi.
Non vi è mai stata distanza più grande di quella che oggi esiste tra la coscienza degli esseri contemporanei e il pensiero dei Saggi dell'Antico Egitto. Tuttavia anche ai nostri giorni vi è chi - alla stregua degli Antichi Alchimisti - ricerca lo Spirito in quanto origine della Materia. Tale Ricerca non è soltanto un fine, ma contiene già in sé la Perfezione dell'Opera, come chiaramente ci mostrano la Teocrazia dei Faraoni e le tangibili realizzazioni della "Scienza Sacra".

la Teocrazia Faraonica - R. A. Schwaller de Lubicz


mercoledì 6 gennaio 2016

Io Sono una Donna Selvaggia

Io sono una Donna Selvaggia.

Corro con i lupi
somiglio alla leonessa.
Ululo alla luna.
Mi lascio guidare dai miei antenati.
Ascolto la Dea e nessun altro.
Io sono una Donna Selvaggia. ...
In contatto con il mio Sé Superiore e nell'armonia dell'animale umano che ospita questo corpo.
Io sono una Donna Selvaggia.
Possiedo il mio corpo.
Possiedo il mio spirito.
Possiedo le mie scelte.
Possiedo la mia mente.
Il mio Spirito è mio.
Faccio quello che mi pare.
Io sono una Donna Selvaggia.
La mia Volontà è in linea con il Divino.
Io sono una Donna.
Sono stata una vittima.
Io sono una Guerriera.
Sono stata picchiata
Mi hanno creduta Morta.
Ho vissuto.
Io sono un sopravvissuta.
Io sono prospera.
Io sono una Regina perché io governo.
Io sono una guaritrice.
Io sono una donna di medicina.
Credo nell'Amore.
Credo nella giustizia.
Credo nel sangue.
Credo nella Legge naturale.
Credo che verrà un tempo in cui riconoscerete il mio Potere.
Io riconosco il mio Potere.
Io sono una Donna Selvaggia.
Semino preghiere nella terra.
Evoco la Magia con le mie mani.
Io guarisco con le mie parole.
Distruggo con la mia rabbia.
Non mi dite di obbedire.
Non mi dite di sorridere.
Non mi dite di star calma.
Non ditemi che sono troppo aggressiva, troppo violenta, troppo forte, troppo grande, troppo nera, troppo estrema, troppo piccola, troppo agguerrita.
O che io non sono abbastanza.
Non ditemi come agisce una signora, o come essere come una Donna, o che cosa pensate che dovrei fare.
Io cammino con gli elefanti.
Volo con i falchi.
Nuoto con il polpo.
Caccio con le tigri.
Io sono una Donna Selvaggia.
Una Donna senza legge.
Un fiore selvatico.
Una leonessa di montagna.
Una scimmia magica.
Un cacciatore.
Una Strega.
Un Guerriero.
Un'Amante.
Una Madre.
Una Sacerdotessa.
Una Donna di medicina.
Io sono fatta di Buio e Luce.
Io sono l'Equilibrio.
Invoco la Dea della distruzione e la Dea della nascita.
Io sono una selvaggia.
Io sono libera.
Io appartengo a me.
Io credo nella cura e nel machete .
Credo nel piantare fiori e nel sollevare i bambini.
Credo nella protezione e nella morbidezza.
Credo nell'arte e credo nel sacrificio.
So che a volte devi prendere l'arma così che gli altri depongano le loro.
Io sono una Donna Selvaggia
e faccio quello che mi pare
E non voglio scusarmi per nessuna parte di me.

Clarissa Pinkola Estès


giovedì 24 dicembre 2015

Divino Femminile

Lasciati amare più di quanto tu sia mai stata amata in passato.
Lascia che l'amore ti conduca là dove desidera.
Sei come un fiume che si precipita verso l'oceano dell'unione divina.
Non costruire sbarramenti che potrebbero ostacolare la tua presenza dell'amore.
Non lasciare che coloro che vivono sulle rive del fiume influenzino questo amore.
Perché essi non ne conoscono la potenza e la forza che gli consentono di spazzar via ogni differenza affinché l'amore sia.
L'amore e il fiume possiedono entrambi le loro ragioni per proseguire verso l'oceano della divina felicità.
Non avere paura della potenza, non avere paura della forza del fiume.
Abbandonati e lascia che l'amore sia.
Amore, amore, amore, sii l'oceano d'amore che Dio vuole che tu sia.
Lasciati liberare dalle tue paure.
Rimani nuda in tutto il tuo splendore, abbandonandoti all'amore di Dio che si trova al di là di qualsiasi forma e di qualsiasi concetto puritano.
Sii il fiore che Dio desidera che tu sia, aperto e pieno della tua essenza, mentre ti innalzi o ti chini.
Sappi che non esiste alcuna differenza, non esiste peccato.


Raylene Abbott - Divino femminile

giovedì 10 dicembre 2015

La Madre di tutte le cose

Sperate davvero di compiere una creazione dal nulla? Certamente no, dato che la facoltà di creare appartiene solo a Dio, l'unico Creatore.
Quindi desiderate provocare in seno ai vostri materiali una generazione.
Ma in questo caso avete bisogno dell'aiuto della Natura, e potete star certi che quest'aiuto vi sarà rifiutato se per disgrazia o ignoranza non mettete la Natura in condizione d'applicare le Sue leggi. 
Qual è, dunque, la condizione primordiale, essenziale, perché si possa manifestare una generazione?
Risponderemo per voi: l'assenza totale di ogni luce solare, anche diffusa o filtrata. Guardatevi intorno, interrogate la vostra stessa natura. Non vedete che nell'uomo e negli animali la fecondazione e la generazione avvengono, grazie a una certa disposizione degli organi, in totale oscurità, mantenuta fino al giorno della nascita? E' in superficie - in piena luce - oppure nella stessa terra - nell'oscurità - che i semi vegetali possono germogliare e riprodursi? E' di giorno o di notte che cade la rugiada fecondante che li alimenta e li rende vitali?  (...) Quanto a voi, non è durante la notte, nel sonno notturno, che il vostro organismo ripara i danni, elimina le scorie, forma nuove cellule e nuovi tessuti al posto di quelli che la luce del giorno ha bruciato, consumato e distrutto? Persino l'opera di digestione, assimilazione e trasformazione degli alimenti in sangue e sostanza organica si compie nell'Oscurità.
(...)

E' importante quindi ricordare che il Sole è il Distruttore per eccellenza di tutte le sostanze troppo giovani, troppo deboli per resistere al suo potere igneo. Ora lavorate pure di giorno se volete, ma non ci accusate se i vostri sforzi si concludono sempre con insuccessi. 


Noi sappiamo che la Dea Iside è la Madre di tutte le cose, che le porta tutte nel Suo seno, che Lei sola è la Dispensatrice della Rivelazione e dell'Iniziazione. Profani, che avete occhi per non vedere e orecchie per non sentire, a chi rivolgerete le vostre preghiere? Ignorate che si giunge a Gesù solo per intercessione di sua Madre: Sancta Maria, ora pro nobis? La Vergine per istruirvi è raffigurata con i piedi posati sulla Falce Lunare, sempre vestita di blu, colore simbolico dell'astro notturno

Potremmo dire molto di più, ma crediamo d'aver parlato abbastanza.

Il Mistero delle Cattedrali - Fulcanelli


venerdì 13 novembre 2015

Io Sono il Segreto del mio Nome

Io sono il silenzio che è incomprensibile,
e l'idea il cui ricordo è costante.
Io sono la voce il cui suono è multiforme
e la parola la cui apparizione è molteplice.
Io sono la pronuncia del mio nome.

Perché, voi che mi odiate, mi amate,
ed odiate quelli che mi amano?
Voi che mi rinnegate, mi riconoscete,
e voi che mi riconoscete, mi rifiutate.
Voi che dite la verità su di me, mentite su di me,
e voi che avete mentito su di me, dite la verità.

Voi che mi conoscete, ignoratemi,
e quelli che non mi hanno conosciuta,
lasciate che mi conoscano.


Perché Io sono il sapere e l’ignoranza.
Io sono la vergogna e l’impudenza.
Io sono la svergognata; Io sono colei che si vergogna.
Io sono la forza e la paura.
Io sono la guerra e la pace.
Prestatemi attenzione.
Io sono la disonorata e la grande.
Prestate attenzione alla mia povertà e alla mia ricchezza. 


il Tuono, Mente Perfetta 

 

martedì 10 novembre 2015

La Regina di Roma e d'Amor

Cristina aveva anche per modello gli umanisti del Rinascimento, come Nicolò e Pico della Mirandola. Il suo problema era quello di conoscere il ruolo dell'uomo nei confronti della Divinità e quali fossero i limiti della conoscenza umana. era spinta, nel suo continuo indagare, dal voler conciliare la filosofia e la scienza con la religione, l'intelletto e la fede, gli slanci mistici del Cuore con la razionalità della mente; di capire, cioè, attraverso l'intelletto, le ragioni della Fede (Fides quaerens intellectum). Il suo atteggiamento non era quello di una passiva accettazione, ma di una conquista interiore attraverso il 'dubitare'. Interessante è quanto scrive in proposito: "Non si deve credere nulla se non dopo aver osato dubitare... credere a tutto è debolezza, credere a nulla è follia".
(...)
"Io non credevo nella religione in cui fui nutrita. Tutto quello che mi insegnavano mi sembrava poco degno di Voi... odiavo mortalmente i lunghi e frequenti discorsi dei luterani, ma capivo che dovevo lasciarli dire e aver pazienza e che non dovevo manifestare quello che ne pensavo. Divenuta più grande, mi formai una specie di religione a modo mio, attendendo quella che Voi mi avete ispirato, per la quale avevo già naturalmente una così grande inclinazione. Voi sapete quante volte, con un linguaggio sconosciuto alla maggior parte degli uomini, Vi ho chiesto la grazia di essere illuminata da Voi... e che io feci voto di obbedirVi al prezzo della mia sorte e della mia vita".

E' quel Fuoco d'Amore che la spinse fin da giovanissima a fondare l'Ordine dell'Amaranto, le cui 'fiamme immortali' sono quelle del Cuore della Regina e il cui emblema erano le due A intrecciate, simbolo di un Amore che va oltre la morte.

Cristina di Svezia e il suo Cenacolo Alchemico - Anna Maria Partini



giovedì 29 ottobre 2015

Fanciulla Maddy, Fanciulla Kore

Gesù esaltò molti valori tipici delle società matriarcali, messi in evidenza dall'archeologa Marija Gimbutas: l'antica abitudine di condividere anziché opprimere, di fare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi, valori di affiliazione e di unione e non di dominio, valori di giustizia e bellezza in una società pacifica e ugualitaria, tutti raggiungibili se si ha una concezione globale della realtà umana, dove i confini tra ciò che è visibile e ciò che non lo è sono labili, in una dimensione spesso identificata con l'acqua del mare, ossia con l'inconscio. Un segno di riconoscimento dei primi cristiani fu inoltre il 'pesce', simbolo identificativo anche di Persefone. Maria Maddalena, considerata dagli gnostici come Sofia, aveva come simbolo il 'pesce', animale acquatico e connesso con il mare. Il mutismo del pesce simboleggiava inoltre il silenzio a cui era obbligato l'iniziato, che doveva eliminare tutti gli ostacoli che si frapponevano alla sua visione interiore.
Karol Kerényi, nel suo studio 'Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia', afferma che in connessione con la festa dei Misteri in Eleusi si rappresentava l'emergere di una Dea dal mare: una fanciulla nasceva da una conchiglia simboleggiando come Afrodite, fanciulla divina, l'amore nella sua forma fisica. Si dice che la bella Phryne fosse una 'prostituta'. Il riferimento alla prostituta rimanda alla figura della Maddalena, nell'accezione di cui abbiamo già avuto modo di discutere. Ricordo, infatti, che per gli gnostici questo ruolo simboleggiava l'aspetto di Sofia che, inconsapevole della sua natura divina, si concedeva a molti amanti, mostrando la sua natura infedele; ma allorquando Sofia conquistava la consapevolezza della sua origine divina, un principio informatore di carattere spirituale guidava la sua vita e la prostituta, una volta redenta, trovava la sua vera Madre divina.

Maria Maddalena fu quindi considerata una prostituta probabilmente perché aveva svolto lo stesso ruolo di Phryne nei Misteri della Dea; nella parte finale dei Misteri eleusini avveniva il ricongiungimento della fanciulla 'prostituta' con la sua origine divina, ossia con la sua Dea Madre e con la Dea dei morti, in modo da ritornare alla Trinità degli aspetti Persefone-Demetra-Ecate. Questo ricongiungimento era la Risurrezione, la nuova nascita, che comportava l'apparizione di un bambino divino.


Rosa Mistica, la Tradizione della Dea nel Nuovo Testamento - Elisa Ghigghini




mercoledì 21 ottobre 2015

il Segreto dell'Alveare

Ti ringrazio, Ape
che mi hai insegnato la tua antica arte della collaborazione...
il ronzio di gruppo che porta con sé
il nettare che trasformate in
Divino Nutrimento,

grazie perchè in un periodo storico dove
la distruzione è ovunque,
Tu con le tue Sorelle
continuate deditamente a produrre
il vostro Oro

e provvedete a tenere in equilibrio
la Madre Terra.


Titti Bertolin, ne "L'Agenda della Dea - Il Corpo Sacro"

Ora possiamo precisare che quando si descrivono da un lato le vespe o le formiche si può affermare che si tratta di animali che si sottraggono all'influsso del Pianeta Venere, al quale invece sono del tutto soggette le Api, che sviluppano la vita amorosa nel complesso del loro Alveare. Qui essa diventa una vita saggia, e vi potete immaginare quanto saggia debba essere. Vi ho già descritto diversi fatti sulla procreazione della discendenza, in essa vi è molta saggezza inconscia. Le Api sviluppano questa saggezza inconscia nella loro azione esteriore. Così abbiamo nell'Alveare nel suo complesso, come una sostanza, l'elemento che in noi vive manifestamente quando il nostro cuore sviluppa Amore. L'intero Alveare è compenetrato di vita amorosa, le singole Api rinunciano tutte all'Amore e sviluppano complessivamente l'Amore nell'Alveare.
Si comincia quindi a comprendere la vita delle Api quando si appura che l'Ape vive come in un'atmosfera tutta impregnata d'Amore.

Le Api - Rudolf Steiner

L’Ape è stata Simbolo di Regalità sin dai tempi degli Egizi e come tale veniva utilizzata associata ai Faraoni, sopratutto collegata alla sovranità sul Basso Egitto. Sempre per gli Egizi essa rappresentava la Divinità in quanto nata dalle lacrime di Ra. Nel corso della storia ha anche rappresentato lo stesso Gesù, o per meglio dire il Cristo, in quanto Emblema della Risurrezione a causa della sua sparizione durante i mesi invernali ed il ritorno in primavera. Furono poi proprio i Merovingi a reintrodurre il Simbolo dell’Ape in quanto Sigillo Regale prima ancora del fiore di loto. (...) va inoltre considerato il valore Alchemico dell’Ape determinato dalla sua capacità di trasformare la materia, il nettare in miele, che può essere associato al processo di Iniziazione della Massoneria tramite il quale il novizio, la pietra grezza, viene lavorato sino a diventare una pietra perfetta.

 tratto da: http://www.simonebarcelli.org/2010/04/la-cappella-di-rosslyn-rivela-un-nuovo-segreto-legato-alla-simbologia-dell-ape/

L’Ape è simbolo di fertilità, di nutrimento, di laboriosità ed efficienza, ma rappresenta anche la difesa intrepida della proprietà, della casa e quindi della famiglia. Svelare il Segreto dell'Alveare è come cercare di svelare il Mistero Femminile, penetrarne il significato, riuscire a sublimare principalmente nella sua "Regina", nell' immagine della penetrazione e fecondazione, l' importanza stessa della vita. I Celti le consideravano Messaggere degli Dei, portatrici della Conoscenza dell’Altromondo, ciò faceva del Miele un alimento sacro e pregiato, ingrediente fondamentale delle bevande rituali come l’idromele, e si riteneva fosse uno dei componenti della pozione che bolliva nel Calderone della Dea Madre, l’Awen.
Secondo la leggenda, "Api" erano chiamate le Sacerdotesse di Demetra (Dea delle messi) che nei Riti Eleusini esprimevano con un brusio di richiamo la loro raffinata istintualità. Le Api, o Melisse, sono Sacre anche alla Dea Brighid, che si dice avesse un meleto nel Mondo ultraterreno ove volavano le api per ottenere un nettare magico. La capacità dell’ape di trasformare il polline in miele si può accomunare al lento Lavoro Iniziatico. Al frutto del suo lavoro è attribuito un grande valore esoterico, per via del miele che serve alla preparazione dell’Ambrosia, bevanda Sacra presso i Celti, i Germani e i Greci, o della cera, per la composizione dei ceri, oggetti rituali e sacri. E' Emblema dell’Eterna Rinascita e del rinnovarsi della natura a causa della sua sparizione nei mesi invernali e del ritorno in primavera. Nell’antico Egitto l’Ape, paragonata all’Anima, riportava in vita il defunto qualora entrasse dalla sua bocca. Per gli Egizi la sua appartenenza divina era dovuta alla sua nascita dalle lacrime di Ra. La statua dell’Artemide (Diana) di Efeso mostra la Dea circondata da diversi animali tra cui le Api, per esprimere la ricchezza della natura, infatti anche le Sacerdotesse caste di Artemide venivano chiamate Melisse, o Api. Anche le Amazzoni spesso si definivano tali. Il ronzio incessante delle Api è spesso associato all'innalzamento dell'Energia che conduce all'estasi del Nirvana e una persona che giace in una fossa piena d'Api spesso rappresentava l'Illuminazione. Le Api sono Sacre anche a Buddha, spesso rappresentato ricoperto da questi insetti. 

 
tratto da:  http://spaziosacroaltaredibrigida.blogspot.it/2013/03/lape.html

Il fatto che anche il nome della Profetessa ebraica Deborah in ebraico significasse "Ape" suggerisce che l'associazione tra questo titolo e le Sacerdotesse oracolari era molto antica nell'area del Mediterraneo. 
 
Marguerite Rigoglioso - Partenogenesi

martedì 20 ottobre 2015

Ritorno alla Luce

Che i Misteri Eleusini presentassero agli Iniziati un Divino modello dell'Immortalità nelle figure di Dioniso e Demetra (e Core e Plutone) piace a tutti sentirlo.

Quel che piace di meno è sentir ricordare che Demetra è la spiga - il pane - e Dioniso l'uva - il vino.

"Prendete e mangiate..."

Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò - Il Mistero


 

giovedì 15 ottobre 2015

la Bilancia

Con la Bilancia inizia l'arco di ritorno; da qui fino ai Pesci il cerchio dello Zodiaco torna indietro verso il suo punto d'origine. Questo è il primo segno che compare oltre l'orizzonte e dà inizio all'emisfero ''dell'altro''. Nella Bilancia bisogna venire a patti con la crescente consapevolezza della fondamentale oggettività o alterità che risiede sia nel Sé sia nel mondo esterno. Tutto il Simbolismo che circonda questo segno riflette un processo di adattamento, di bilanciamento e di armonizzazione con la nascente percezione della diversità. A partire da questo segno si entra nel gruppo di quelli da cui si può imparare a essere autoriflessivi, e realmente sensibili ai bisogni degli altri. Gli attributi chiave della Bilancia sono cooperativo, che scende a compromessi, dipendente, amante della pace, giusto, tentennante, distaccato, affascinante. Tutti questi aggettivi esprimono una certa sensibilità per il mondo sottile, che tesse un'unità a partire dalle nostre differenze e diversità.
Il compito centrale della Bilancia è trovare quello stato di equilibrio mobile tra sé e gli altri, e successivamente trattenere la tensione degli opposti abbastanza a lungo per effettuare un'inversione di polarità. Questo procedimento è come camminare attraverso lo specchio, in cui noi smettiamo di porci in relazione con il riflesso di noi stessi, iniziando a relazionarci non più con l'Io ma con il Tu. Attraverso l'inversione di polarità, l'Io separativo è decentralizzato; la consapevolezza si dirige lontano da una forma di predominante interesse personale, verso un coinvolgimento con la totalità più grande. Nella Bilancia si scorge un Sé più elevato o lo Spirito della Natura: scoprendolo, questo segno vuole coltivare l'espressione di questo potente nuovo ruolo.
(...)
Questo segno può manifestarsi come il desiderio di vivere appieno, portando amore per la vita, gioia per l'espressione e entusiasmo per l'esperienza, con un aperto desiderio di affrontare la vita come viene. C'è sempre un forte richiamo per l'avventura, che porta fino allo sfinimento. L'apprendimento avviene in maniera migliore attingendo a piene mani dall'esperienza diretta, di modo che essa arrivi più facilmentente e sia ricordata meglio quando viene utilizzata. Così, la Bilancia diventa maestra dello strumento dell'artigianato, del commercio, della macchina, della personalità e dell'arte di vivere e fare.
Esiste anche un altro aspetto della Bilancia che è responsabile dei molti attributi ''negativi'' che la caratterizzano. La vita con questo segno, come per tutti gli altri segni d'Aria, è decisamente contestuale e segnata da problemi di dualità: il Sé è costantemente visto attraverso le reazioni altrui; può essere difficile trovare un punto d'ancoraggio, data la natura di costante movimento e capovolgimento di questo segno. Ogni esperienza rischia di trasformarsi nel suo opposto, ogni pensiero, impulso, desiderio e azione potrebbe altrettanto semplicemente essere subita da un altro punto di vista. Questa diversità può portare confusione, dubbi su di sé e il costante carosello di identificazione attraverso le apparenze, le strutture di una realtà più stabile nelle altre persone, e la paura di una scelta chiara.
La Bilancia insegna la Prospettiva, il riconoscimento di se stessi come parte di un'Unità più grande, e l'abilità della consapevolezza di contemplare questo nuovo stato di cose. Essa porta l'individuo ad un punto di scelta personale e stabilisce una chiara intenzione fondata su una piena comprensione degli interessi.
L'Arcano Maggiore solitamente associato alla Bilancia è la Giustizia (VIII).

La carta della Giustizia rappresenta l'equilibrio karmico; tutto sta andando come dovrebbe. Solitamente ci sono stati alcuni cambiamenti che hanno portato questo equilibrio. Quasi sempre è giusto e buono, ma certe volte la persona che riceve la carta  non lo sente in questo modo. (...) In ogni posizione questa carta ci insegna le cause e gli effetti - le azioni e le conseguenze. Simboleggia il modo di operare della Legge Naturale, la rete della vita. Ciò che compiete si ripercuote su ogni cosa; ciò che succede agli altri si ripercuote su di voi.

Vicky Noble & Jonathan Tenney - Motherpeace Playbook, la pratica di Madrepace attraverso i Tarocchi e l'Astrologia


sabato 10 ottobre 2015

Splendore Oscuro, Oscurità Splendente

Stiamo imparando a non considerare più automaticamente una visione immanentistica e olistica come un impedimento e uno strangolamento della coscienza di sé. Non condividiamo più lo stereotipo sull'impossibilità di individuarsi - e quindi di esistere liberamente in quanto soggetti - nella ''simbiosi'' con la natura e abbiamo cominciato a percepire e a rappresentare la consapevolezza di portare dentro di noi l'Alterità, il diverso da noi, l'altro da sè, e a ricercare il senso dell'Unità profonda dietro alla molteplicità delle forme manifeste.

Sempre più (...) siamo in grado di riportare alla luce la diversità della nostra Visione, ''femminile'', che sta alla radice dei sistemi di pensiero che l'hanno occultata, in Grecia come in India, in Cina come nelle Americhe. ''Diversità'' ritenuta a un certo punto del percorso dell'umanità oscena e messa fuori scena come oscura e demoniaca in quanto in-divisa, non separata dal naturale; e ammessa nel contesto olimpico, gerarchico e patriarcale, e nel pensiero filosofico oppositivo e binario solo come polo negativo e oscuro, inglobante come il ventre della Madre da cui si emerge, nascendo, alla luce. Solo, cioè, come Madre/Materia, tutto quel che resta della Visione ''Femminile'' precedente nel contesto patriarcale che ne ha spezzato l'unità polimorfica.

(...) l'avvento del principio uranico ''civilizzatore'' portò contemporaneamente una caduta di livello, una caduta di stile, una perdita di spessore e la complessità della Visione precedente, non più comprensibile, potè essere resa intellegibile solo attraverso la riduzione a Madre di tutto ciò che era stata Themis nell'indifferenziato prima del tempo mitico.

(...) La Grande Madre, la Dea indifferenziata, la Potnia Fyton e la Potnia Theron,  le Antiche Dee della Teogonia un po' alla volta si frammentarono, assumendo su di sé uno solo dei molti aspetti del Femminile. In ciascuna di queste nuove antiche divinità è possibile cogliere gli strati della Sua progressiva Individuazione, che si costruì attraverso l'istituzione di nuove parentele e l'invenzione di nuove delimitazioni in una miriade di racconti, fino a raggiungere l'istantanea perfetta del Pantheon olimpico.

Oscure Madri Splendenti, le radici del Sacro e delle Religioni - Luciana Percovich

giovedì 1 ottobre 2015

BiancoRossoNero

La dualità e la ciclicità sono caratteristiche del vivere: notte-giorno, bene-male, yin-yang.

Il Doppio è la copresenza nella donna del Bianco/Bianca - ossia la razionalità, l'autorità e la direzione della parte sinistra del cervello che si manifesta nei primi 14 giorni del ciclo - e dell'Augusto/Augusta-rossa - ovvero l'irrazionalità, l'istinto guidato dalla parte destra del cervello, che si manifesta nella seconda fase del ciclo mestruale. L'aspetto duale giace nel continuo e ripetitivo alternarsi dell'ovulazione e delle mestruazioni.
L'aspetto lunare della Clownessa è entrare in contatto con lo spazio interiore profondo della nostra essenza, in cui nessuno può entrare; è prendere consapevolezza della nostra femminilità attraverso ciò che ci distingue dall'uomo: le ovaie, la Vagina, il Sacro sangue mestruale o l'uovo d'Oro della menopausa. E' l'osservazione interiore dell'aspetto che non si può vedere perché è oscuro e che, risiedendo nella profondità della nostra Anima-corpo, segna un Percorso Segreto.

(...)

"Nell'antichità la Luna era considerata una Dea e le Sacerdotesse avevano il Culto dell'armonia che anima l'Amore tra i due Sposi Sole-Luna. Fra i due innamorati si svolge il gioco dell'inseguimento, dell'eterno corteggiamento. Il Sole e la Luna si inseguono e rincorrono in un eterno gioco, proprio come due innamorati che tengono vivo il loro amore con maliziose strategie. Il Sole affascinato dalla sua bellezza la insegue, ma la Dea della notte scompare silenziosa. Poi, quando alla fine del giorno il Sole scompare e il cielo lentamente si oscura, la Luna riappare. C'è fra la Luna e il Sole una profonda armonia perché sono due energie complementari".

La Clownessa, il Sorriso intimo della Donna - Rossella Bergo


 

venerdì 25 settembre 2015

La biblioteca della Regina

La biblioteca del Palazzo delle ''Tre Corone'' a Stoccolma era una delle più complete e preziose d'Europa. Partendo dalla Svezia, Cristina, dopo la sua abdicazione, si preoccupò principalmente di portare con sé la sua ''Libreria'' ricca di manoscritti e stampe rare.
Durante il viaggio da Stoccolma ad Amburgo visitò, nelle città più importanti, accanto a conventi e chiese, le biblioteche più famose (a Deventer quella di Gronovius, a Munster quella dei Gesuiti, ecc.).
Ospitata in Vaticano alla Torre dei Venti, cosa eccezionale per una donna, uno dei suoi primi interessi fu quello di recarsi alla Biblioteca Vaticana, dove venne ricevuta da monsignor Stefano Gradi, che a lei dedicò alcuni componimenti poetici.
Al Collegio Romano ammirò gli antichi codici greci e latini e ''seppe dare giudizio degli autori mostrando profonda erudizione''.
In quella occasione padre Athanasius Kircher, autore delle trentatré iscrizioni in onore della Regina anche in lingue orientali, le offrì un salterio arabico-latino di cui si dichiara ''Scriptor et interpres''.

(...)


La profonda cultura di Cristina è messa in risalto dalla varietà e dalla ricchezza della sua biblioteca, considerata già a Stoccolma una delle più celebri d'Europa. Conteneva codici e libri di teologia, filosofia, storia, letteratura e scienze.

Cristina di Svezia e il suo Cenacolo Alchemico - Anna Maria Partini