Il termine Shemsu-Hor, impropriamente tradotto "Compagnia di Hor", significa testualmente i Seguaci di Horus, nel senso preciso di "coloro che seguono il Cammino di Horus", vale a dire la "Via horiana", chiamata anche Via Solare o Cammino di Rha.
Questo epiteto veniva applicato agli esseri superiori che diedero vita alla razza dei Faraoni, e questo in opposizione alla massa del popolo che seguiva, invece, la via comune, vale a dire la via di Osiride. Questi Seguaci di Horus portarono con sé una Conoscenza di "origine divina", unificando il paese.
Il mattone giocava un ruolo simbolico importante nel rituale di fondazione dei templi, che obbediva a prescrizioni assai antiche. Tutti i progetti, infatti, si riferiscono costantemente a un Libro Divino; così il Tempio di Edfu, ad esempio, venne ricostruito sotto i Tolomei seguendo il "Libro di fondazione redatto da Imhotep, figlio di Ftah" (III Dinastia), libro disceso dal cielo a Nord di Menfi. Il Tempio di Dendèra, secondo un piano scritto nella scrittura risalente ai Servitori di Horus (quindi allusione alla preistoria). O ancora la Regina Hatshepsut, che dirà che, per l'esecuzione dei suoi obelischi, non aveva compiuto un sol gesto che non le fosse stato dettato direttamente da suo padre Ammon.
E' il Re, consacrato e coronato, l'ispirato che ha fatto astrazione dal suo "pensiero personale" e che trasmette agli uomini la volontà divina, attraverso le diverse fasi della genesi dell'Impero. Anche il Re viene rappresentato, assistito dai Neter, per tutte le cerimonie di fondazione di un Tempio, di cui queste sono le scene principali:
Il Re e Sechat, Signora dei Libri divini, battono entrambi con un mazzuolo su di un piolo per farlo affondare nel terreno. Questa scena, chiamata "tendere la cordicella", consiste nel determinare l'orientamento del Tempio in base alle Circumpolari ad una specifica data dell'anno. Si dice anche che Thot sia là, con i suoi libri, che Ftha-Tatenen misuri il terreno, che Neith pronunci le formule protettrici e che Selkit imponga la mano su questi lavori fatti per l'eternità...
Poi il Re scava un solco con la zappa per quattro volte; spande il contenuto di uno staio, modella il primo mattone unendo la terra con l'acqua per quattro volte, per i quattro angoli del Tempio e, dopo aver circondato il Tempio con grani d'incenso, dona la casa al suo Signore.
La Teocrazia Faraonica - R.A. Schwaller de Lubicz
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lunedì 31 ottobre 2016
Il Tempio Faraonico
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sabato 17 settembre 2016
Sophia
Nel cristianesimo - religione che ha aggregato e assorbito motivi di tradizioni molto eterogenee - lo "Spirito" non ha tratti ben definiti; non è "femminile" là dove feconda la Vergine e, nell'Antico Testamento, come principio che sovrasta le Acque. Tuttavia in ebraico e in aramaico il termine "spirito" è di genere femminile, e nello gnosticismo cristiano - nel Vangelo degli Ebrei - si incontra l'espressione, riferita al Cristo, "mia madre, lo Spirito Santo", mentre il termine greco per "spirito", pneuma, può corrispondere a quello indù di 'prana', soffio come forza vitale, forza di vita; dal che risulta, per lo Spirito Santo, la cui discesa fu anche raffigurata come una discesa di fiamme, un significato convergente con quello della stessa Shekinah. D'altra parte, lo Spirito Santo è stato spesso simboleggiato dalla colomba, la quale fu già associata alle grandi divinità femminili mediterranee, alla Potnia cretese, a Ishtar, a Derceto, a Mylitta, alla stessa Afrodite, a rappresentarne la forza e l'influenza. E sono delle colombe a portare a Zeus il suo nutrimento, l'ambrosia.
La Donna Divina dello gnosticismo è essenzialmente Sophia, Entità dai molti volti e dai molti nomi.
Identificata talvolta con lo stesso Spirito Santo, secondo le sue varie valenze essa è anche la Madre o Madre Universale, la Madre dei Viventi o Madre Risplendente, la Potenza in atto, Quella-della-Mano-Sinistra (in opposizione al Cristo, inteso come il Suo sposo e Quello-della-Mano-Destra), come la Lussuriosa, la Matrice, la Vergine, la Sposa del Maschio, la Rivelatrice dei Misteri perfetti, la Santa Colomba dello Spirito, la Madre Celeste, la Smarrita, Elena (cioè Selene, la Luna); fu concepita come la Psyche del mondo e come l'aspetto femminile del Logos. Nella Grande Rivelazione di Simone gnostico il tema della Diade e dell'Androgine è dato in termini che qui vale la pena riportare: "Questo è Colui che fu, che è e che sarà, potere maschio-femmina come il preesistente potere illimitato che non ha principio né fine esistendo nell'Uno. Fu da questo potere illimitato che il pensiero, celato nell'Uno, dapprima procedette, divenendo due... Così accade che quanto da esso viene manifestato, benché uno, si trovi ad essere due, maschio e femmina, avendo la femmina in sé stesso".
Metafisica del Sesso - Julius Evola
La Donna Divina dello gnosticismo è essenzialmente Sophia, Entità dai molti volti e dai molti nomi.
Identificata talvolta con lo stesso Spirito Santo, secondo le sue varie valenze essa è anche la Madre o Madre Universale, la Madre dei Viventi o Madre Risplendente, la Potenza in atto, Quella-della-Mano-Sinistra (in opposizione al Cristo, inteso come il Suo sposo e Quello-della-Mano-Destra), come la Lussuriosa, la Matrice, la Vergine, la Sposa del Maschio, la Rivelatrice dei Misteri perfetti, la Santa Colomba dello Spirito, la Madre Celeste, la Smarrita, Elena (cioè Selene, la Luna); fu concepita come la Psyche del mondo e come l'aspetto femminile del Logos. Nella Grande Rivelazione di Simone gnostico il tema della Diade e dell'Androgine è dato in termini che qui vale la pena riportare: "Questo è Colui che fu, che è e che sarà, potere maschio-femmina come il preesistente potere illimitato che non ha principio né fine esistendo nell'Uno. Fu da questo potere illimitato che il pensiero, celato nell'Uno, dapprima procedette, divenendo due... Così accade che quanto da esso viene manifestato, benché uno, si trovi ad essere due, maschio e femmina, avendo la femmina in sé stesso".
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giovedì 28 luglio 2016
New Aquarian Golden Age
Dio disse:
“…a te Acquario, do il compito di cooperare con tutte le creature della Terra, per costruire insieme la Nuova Era.
Dovrai imparare a sentirti fratello di tutti i regni della natura e versare nel cuore dell’uomo l’acqua della vera Vita.
Il tuo compito richiede amore e disponibilità, perciò, affinché tu lo possa assolvere, ti offro i talenti dell’amicizia, della tolleranza e del servizio.
Coltivali e sii consapevole dell’importanza del compito che ti ho dato, ma sappi che disimpegno, opportunismo e insensibilità saranno ostacoli non facili da superare”.
E Acquario, con sguardo rivolto al futuro, ritornò al suo posto.
Astrologia esoterica - Alice Bailey
Tu che hai sete, vieni qui: se per caso mancano le onde,
Per gradi, la Dea ha preparato le acque eterne.
Qui sitis, huc tendas: desunt si forte liquores,
Pergredere, aeternas diva paravit aquas.
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domenica 17 luglio 2016
Il Maestro della Tradizione
Il Maestro della Tradizione è un essere incredibile.
Viene da mondi sconosciuti per la mente, e ci conduce in mondi sconosciuti. Tutto ciò che apre ha un significato di esistenza più profondo e radicato, essenziale alla vita per chi non si accontenta delle discipline comuni degli esseri umani. La sua storia inizia altrove, ed è circoscritta da tanti episodi che ne caratterizzano la Volontà e l'Onore, come un mare che si infrange sulle rocce trovando il suo contenimento. La disciplina che conduce ha a che fare più con i nostri talenti e i nostri limiti che con qualcosa di astratto, come un ideale o una religione vissuta mentalmente. Ci sono significati ulteriori nelle sue parole, e spesso non si riesce a percepire tutto in un istante, ma l'elaborazione porta poi le comprensioni successive. Ci sono state volte in cui si è manifestato come altro da sé, impedendo alle proiezioni che continuamente possiamo avere su di lui, di appigliarsi. Ci sono state volte in cui ha canalizzato e interpretato gli umori degli spiriti, volte in cui ha esplicitato il sentire della Terra con tutta la Sua magnificenza e compassione e ha esplicitato a volte anche l'Amore degli Dèi.
Il suo cammino è a ritroso nel tempo, piuttosto che avanti: è la memoria che lo conduce negli spazi del ricordo reale, energetico, non proiettivo-mentale. In quel ricordo ri-comprende come funzionavano le cose un tempo, e come funzionano adesso, per cui è in grado di gestire la dimenticanza. Egli fa parte della schiera dei personaggi che lottano per modificare l'essenza della realtà, per come gli è stata presentata dal mondo sociale, per cui non si vedono all'apparenza i cambiamenti, ma si percepiscono nel profondo quando si è in contatto. Tutto rientra nella sua possibilità: egli è Maestro nell'arte dell'incorporazione, ed è al tempo stesso legato ai fenomeni della Terra. Per cui ogni volta deve ri-apprendere ciò che ha scordato, rivivere ciò che è passato, perché si ricordi nuovamente, e si faccia spazio tra le dimenticanze quotidiane.
Ogni volta che appare è la manifestazione di ciò che c'è potenzialmente in atto in una determinata situazione. I suoi occhi sono intensi, e semplice l'aspetto, perché grossolanamente egli è: un essere umano, con i suoi limiti, con i suoi tradimenti che ogni volta ripaga a caro prezzo. L'unica differenza che passa tra lui e gli altri è che si mette in ascolto, si attacca all'intento della situazione, rendendosi canale; e quando egli è qui, possono accadere molte cose che normalmente non accadono.
La maturazione per lui è il suo stesso insegnamento: ogni volta che lo trasmette mettendosi in discussione e in gioco, ne vale la pena perché è libero di affrontare le possibilità dell'ignoto e del conosciuto. Amore è il suo primo comandamento, che a volte dimentica concentrandosi su altro: non si disturba mai però questo intento quando ha in carico la responsabilità delle persone e dell'ambiente che ha a disposizione in quel momento. La luce dei suoi occhi è una possibilità:attraverso di essa si capisce che non c'è altro, non c'è niente, se non un terrificante intento di considerazione di tutti gli aspetti più profondi della personalità, dell'anima, dell'Amore, così come del mondo transpersonale con cui può fare capolino, mettendosi in evidenza.
L'onore e il rispetto sono le due sue meraviglie, che regala a chi lo partecipa essendogli disponibile. La viltà è il suo combattimento. La luce lo conquista, mentre l'ombra lo appaga, così che sono entrambe in lui un movimento di liberazione. Egli è chiunque lo accolga, eppure colui che lo ha condotto fin qui. Si prende la responsabilità di parlare, di mettersi in discussione, di alzare lo sguardo o altrove o nella Terra che lo comanda sotto i suoi piedi. In realtà poi è un essere umano che si diverte a prendere in giro, raccogliere fiori, giocare con il pallone, ricercare le verità dentro ogni cosa.
Il Risveglio della Dea Rossa, la Tradizione degli Eroi guerrieri dell'Amore - Roberto Giordano
Viene da mondi sconosciuti per la mente, e ci conduce in mondi sconosciuti. Tutto ciò che apre ha un significato di esistenza più profondo e radicato, essenziale alla vita per chi non si accontenta delle discipline comuni degli esseri umani. La sua storia inizia altrove, ed è circoscritta da tanti episodi che ne caratterizzano la Volontà e l'Onore, come un mare che si infrange sulle rocce trovando il suo contenimento. La disciplina che conduce ha a che fare più con i nostri talenti e i nostri limiti che con qualcosa di astratto, come un ideale o una religione vissuta mentalmente. Ci sono significati ulteriori nelle sue parole, e spesso non si riesce a percepire tutto in un istante, ma l'elaborazione porta poi le comprensioni successive. Ci sono state volte in cui si è manifestato come altro da sé, impedendo alle proiezioni che continuamente possiamo avere su di lui, di appigliarsi. Ci sono state volte in cui ha canalizzato e interpretato gli umori degli spiriti, volte in cui ha esplicitato il sentire della Terra con tutta la Sua magnificenza e compassione e ha esplicitato a volte anche l'Amore degli Dèi.
Il suo cammino è a ritroso nel tempo, piuttosto che avanti: è la memoria che lo conduce negli spazi del ricordo reale, energetico, non proiettivo-mentale. In quel ricordo ri-comprende come funzionavano le cose un tempo, e come funzionano adesso, per cui è in grado di gestire la dimenticanza. Egli fa parte della schiera dei personaggi che lottano per modificare l'essenza della realtà, per come gli è stata presentata dal mondo sociale, per cui non si vedono all'apparenza i cambiamenti, ma si percepiscono nel profondo quando si è in contatto. Tutto rientra nella sua possibilità: egli è Maestro nell'arte dell'incorporazione, ed è al tempo stesso legato ai fenomeni della Terra. Per cui ogni volta deve ri-apprendere ciò che ha scordato, rivivere ciò che è passato, perché si ricordi nuovamente, e si faccia spazio tra le dimenticanze quotidiane.
Ogni volta che appare è la manifestazione di ciò che c'è potenzialmente in atto in una determinata situazione. I suoi occhi sono intensi, e semplice l'aspetto, perché grossolanamente egli è: un essere umano, con i suoi limiti, con i suoi tradimenti che ogni volta ripaga a caro prezzo. L'unica differenza che passa tra lui e gli altri è che si mette in ascolto, si attacca all'intento della situazione, rendendosi canale; e quando egli è qui, possono accadere molte cose che normalmente non accadono.
La maturazione per lui è il suo stesso insegnamento: ogni volta che lo trasmette mettendosi in discussione e in gioco, ne vale la pena perché è libero di affrontare le possibilità dell'ignoto e del conosciuto. Amore è il suo primo comandamento, che a volte dimentica concentrandosi su altro: non si disturba mai però questo intento quando ha in carico la responsabilità delle persone e dell'ambiente che ha a disposizione in quel momento. La luce dei suoi occhi è una possibilità:attraverso di essa si capisce che non c'è altro, non c'è niente, se non un terrificante intento di considerazione di tutti gli aspetti più profondi della personalità, dell'anima, dell'Amore, così come del mondo transpersonale con cui può fare capolino, mettendosi in evidenza.
L'onore e il rispetto sono le due sue meraviglie, che regala a chi lo partecipa essendogli disponibile. La viltà è il suo combattimento. La luce lo conquista, mentre l'ombra lo appaga, così che sono entrambe in lui un movimento di liberazione. Egli è chiunque lo accolga, eppure colui che lo ha condotto fin qui. Si prende la responsabilità di parlare, di mettersi in discussione, di alzare lo sguardo o altrove o nella Terra che lo comanda sotto i suoi piedi. In realtà poi è un essere umano che si diverte a prendere in giro, raccogliere fiori, giocare con il pallone, ricercare le verità dentro ogni cosa.
Il Risveglio della Dea Rossa, la Tradizione degli Eroi guerrieri dell'Amore - Roberto Giordano
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sabato 25 giugno 2016
Il Tao
La Via degli Eroi è, quindi, la Via che racchiude le due Vie (Secca ed Umida), obbligatoriamente tale, cioè androgina, dal momento che si tratta di un giungere alla fissazione (coagula), di natura virile, attraverso la violenta evocazione della Donna (Fravashi, Doppio, Dèmone, Mercurio Lunare) che scioglie (solve), fase femminile, l'involucro individuale: c'è prima un operare tipico della Via Umida, che viene repentinamente mutato in quello della Via Secca.
Il Nome segreto di Roma. Metafisica della Romanità - Giandomenico Casalino
Nella dottrina zoroastriana fravashi (fravaši o fravašay; nella lingua persiana fraward, frawahr, frohar, frawash, frawaksh) è lo spirito guardiano di un individuo sia esso vivo, morto od ancora non nato. Spedisce l'anima dei nascituri nel mondo materiale per combattere la battaglia del bene contro il male.
Il Nome segreto di Roma. Metafisica della Romanità - Giandomenico Casalino
Nella dottrina zoroastriana fravashi (fravaši o fravašay; nella lingua persiana fraward, frawahr, frohar, frawash, frawaksh) è lo spirito guardiano di un individuo sia esso vivo, morto od ancora non nato. Spedisce l'anima dei nascituri nel mondo materiale per combattere la battaglia del bene contro il male.
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giovedì 23 giugno 2016
Rennes le Chateau
Quelle scoperte erano enormi e sconvolgenti, eppure sapevo di aver
appena iniziato a comprendere il Mistero della Presenza Divina nel mondo
e in me stessa. Ma c'era una cosa di cui ero assolutamente certa con la
saggezza del mio Cuore ritrovato: la Dea stava davvero riemergendo
dagli inferi in cui era stata confinata per migliaia e migliaia di anni.
La Dea era tornata.
Il Sentiero della Dea - Phyllis W. Curott
La Dea era tornata.
Il Sentiero della Dea - Phyllis W. Curott
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venerdì 20 maggio 2016
La Regina delle Api
".. e insieme, saremo Liberi".
La Regina degli Inferi spiegò le sue ali nere, figlie delle profondità della Terra, e fece per abbandonare per sempre quel regno freddo e umido in cui era stata confinata. Povera illusa, si credeva ormai capace di scegliere da sé il proprio destino. Ma già altri avevano deciso per lei.
Il suo crudele sposo l'afferrò per i capelli e la ricacciò indietro. Per lo Scorpione c'è un unico nemico temibile e questi è l'Ape. Guidata dal Sole, quasi mai si contamina con le profondità delle Terra, sebbene conosca tutti i segreti più oscuri del Fuoco che la alimenta.
"Aspetta, mia Regina, non aver fretta d'andare. Non ti raggiungerò nei boschi, né mi nutrirò del tuo miele. E' questo il mio regno, l'unico che posso donarti come mia sposa. Il regno della luce è precluso per noi".
La Regina abbassò la testa a riflettere. Triste destino e insieme glorioso, quello dell'Ape. Eterna Vergine, non ha bisogno di un compagno per dirigere e creare. E solo il più meritevole dei suoi figli può fecondarla, dopo immane sforzo. Che fare? Accettare un fiero compagno in un regno senza luce oppure essere una Madre Vergine nel regno del Sole?
"Questo è ciò che farò, mio amato sposo. Affinché ciascuno dei regni abbia una sovrana capace di intendere i Misteri del buio e della luce e di mantenerne gli equilibri, ad ogni inverno e ad ogni notte dell'anima, io tornerò da te, che altrimenti resteresti qui solo in eterno. Non esistono altre Dee capaci di sostenere il tuo gelido tocco e non ne esistono capaci di dirigere il lavoro delle api. Io esisto per entrambi i mondi. Tornerò nel buio degli Inferi ogni volta che il sole si oscurerà e la luna resterà a effonderne il pallido riflesso. Tornerò a portarti quel calore che ignori, mio sposo oscuro. Io, unica tra le immortali, sarò la Dea della Vita e della Morte".
Ade la guardò soddisfatto, poi la prese per mano per condurla al talamo prima di lasciarla andare.
Debdeashakti
La Regina degli Inferi spiegò le sue ali nere, figlie delle profondità della Terra, e fece per abbandonare per sempre quel regno freddo e umido in cui era stata confinata. Povera illusa, si credeva ormai capace di scegliere da sé il proprio destino. Ma già altri avevano deciso per lei.
Il suo crudele sposo l'afferrò per i capelli e la ricacciò indietro. Per lo Scorpione c'è un unico nemico temibile e questi è l'Ape. Guidata dal Sole, quasi mai si contamina con le profondità delle Terra, sebbene conosca tutti i segreti più oscuri del Fuoco che la alimenta.
"Aspetta, mia Regina, non aver fretta d'andare. Non ti raggiungerò nei boschi, né mi nutrirò del tuo miele. E' questo il mio regno, l'unico che posso donarti come mia sposa. Il regno della luce è precluso per noi".
La Regina abbassò la testa a riflettere. Triste destino e insieme glorioso, quello dell'Ape. Eterna Vergine, non ha bisogno di un compagno per dirigere e creare. E solo il più meritevole dei suoi figli può fecondarla, dopo immane sforzo. Che fare? Accettare un fiero compagno in un regno senza luce oppure essere una Madre Vergine nel regno del Sole?
"Questo è ciò che farò, mio amato sposo. Affinché ciascuno dei regni abbia una sovrana capace di intendere i Misteri del buio e della luce e di mantenerne gli equilibri, ad ogni inverno e ad ogni notte dell'anima, io tornerò da te, che altrimenti resteresti qui solo in eterno. Non esistono altre Dee capaci di sostenere il tuo gelido tocco e non ne esistono capaci di dirigere il lavoro delle api. Io esisto per entrambi i mondi. Tornerò nel buio degli Inferi ogni volta che il sole si oscurerà e la luna resterà a effonderne il pallido riflesso. Tornerò a portarti quel calore che ignori, mio sposo oscuro. Io, unica tra le immortali, sarò la Dea della Vita e della Morte".
Ade la guardò soddisfatto, poi la prese per mano per condurla al talamo prima di lasciarla andare.
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mercoledì 18 maggio 2016
Colei che regna sui Tre Mondi
Torre Eburnea,
merlata di gloria,
ti ergi diritta a mostrare il Cammino.
Sorella di un albero, hai radici nella terra dei morti, dagli Inferi plumbei trai la materia grezza per la tua gestazione;
Sorella di un albero, hai tronco possente, le intemperie del mondo ti hanno a lungo temprato, sfuggi alla folgore e alla tempesta piegandoti a baciare la terra, poi ti ergi di nuovo, dritta e lieta a ricevere il bacio del sole;
Sorella di un albero, hai rami nel cielo, capelli di un angelo, capaci di catturare le stelle e di portare quaggiù il loro canto lontano.
Dea dei tre mondi, Regina tra le Dee,
ogni regno ti viene donato affinché Tu lo governi in saggezza, ovunque Tu appari nella giusta forma.
Tenera fanciulla dalle gote di mela, un giorno fosti rapita laggiù dove la luce non ha accesso.
Ti sei disperata, lo so, come potevi fare altrimenti? A quel tempo non sapevi che la luce è bandita per nove mesi, e nessuna gestazione è possibile se prima, come il seme, non accetti di morire.
Fiera sovrana di oro vestita, oggi nutri il tuo popolo in abbondanza, la terra è il tuo dominio, dirigi i lavori delle piccole operaie e intanto il mondo torna a vivere e prosperare, inondato di miele e della tua grazia, conservi il ricordo della spietatezza che ti fu inferta in un pungiglione ben nascosto, ché l'ape accorta quasi mai vi ricorre.
Lassù nei cieli e nelle stelle, ve n'è una, un tempo chiamata Lucifera, e che noi chiamiamo Venere. Anch'essa è il tuo regno, da cui ti esiliasti in un tempo lontano. Che onore c'è infatti a regnare nell'abbondanza, quando esistono pianeti che ancora conoscono il dolore e la mancanza? Promettesti di restare, finché ognuno dei fratelli della terra non avesse ricordato la divinità che lo abita, e da allora mantieni fede alla tua promessa.
O tu, Devi dei tre mondi, spandi Amore sulla Terra, che Tu sempre sia glorificata.
Debdeashakti
merlata di gloria,
ti ergi diritta a mostrare il Cammino.
Sorella di un albero, hai radici nella terra dei morti, dagli Inferi plumbei trai la materia grezza per la tua gestazione;
Sorella di un albero, hai tronco possente, le intemperie del mondo ti hanno a lungo temprato, sfuggi alla folgore e alla tempesta piegandoti a baciare la terra, poi ti ergi di nuovo, dritta e lieta a ricevere il bacio del sole;
Sorella di un albero, hai rami nel cielo, capelli di un angelo, capaci di catturare le stelle e di portare quaggiù il loro canto lontano.
Dea dei tre mondi, Regina tra le Dee,
ogni regno ti viene donato affinché Tu lo governi in saggezza, ovunque Tu appari nella giusta forma.
Tenera fanciulla dalle gote di mela, un giorno fosti rapita laggiù dove la luce non ha accesso.
Ti sei disperata, lo so, come potevi fare altrimenti? A quel tempo non sapevi che la luce è bandita per nove mesi, e nessuna gestazione è possibile se prima, come il seme, non accetti di morire.
Fiera sovrana di oro vestita, oggi nutri il tuo popolo in abbondanza, la terra è il tuo dominio, dirigi i lavori delle piccole operaie e intanto il mondo torna a vivere e prosperare, inondato di miele e della tua grazia, conservi il ricordo della spietatezza che ti fu inferta in un pungiglione ben nascosto, ché l'ape accorta quasi mai vi ricorre.
Lassù nei cieli e nelle stelle, ve n'è una, un tempo chiamata Lucifera, e che noi chiamiamo Venere. Anch'essa è il tuo regno, da cui ti esiliasti in un tempo lontano. Che onore c'è infatti a regnare nell'abbondanza, quando esistono pianeti che ancora conoscono il dolore e la mancanza? Promettesti di restare, finché ognuno dei fratelli della terra non avesse ricordato la divinità che lo abita, e da allora mantieni fede alla tua promessa.
O tu, Devi dei tre mondi, spandi Amore sulla Terra, che Tu sempre sia glorificata.
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La Regina degli Inferi
Regina degli Inferi,
strappata dai seni di tua Madre,
credevi che la luce del Sole ti sarebbe stata in eterno preclusa.
Tu, tenera fanciulla con gote di melagrana, immemore del Potere antico della Dea Inanna, non volevi scendere negli Inferi plumbei e brutali, rifiutavi di incontrare la Bestia oscura che regna laggiù, ultimo confronto dell'eroe immortale.
Vagavi tra le messi dorate, senza pensieri, non volevi sapere di quale oscurità necessita il seme per poter fruttare il grano, raccoglievi fiori e li intrecciavi in ghirlande arcobaleno, poi li donavi a tua madre e a tutti i mortali. Mirabile arte, quella delle tue mani, ma nulla in confronto alla Sapienza innata delle operose api, custodi di quel segreto antico per cui la torba diventa oro. Le tue ghirlande sfiorivano presto sul tuo bel capo innocente e inconsapevole.
Lontani i tempi in cui le fanciulle predestinate, come te, scendevano volontariamente nel ventre buio della Madre, pronte a fronteggiare il Demone di questo mondo. So che temevi di incontrare la tua gemella oscura, già Ishtar lo fece, e fu spogliata, e fu umiliata, e fu smembrata, e poi fu lasciata a marcire. Come importi tale volontà crudele, mia piccola fanciulla con gote di mela, se tu, da sola, non ne volevi sapere?
Poi arrivò lui, e ti rapì. Ti rubò la spensieratezza e l'innocenza, ti mostrò il proprio e il tuo Demone, e ti sembrarono orribili. Lo strazio delle tue lacrime di orrore raggiunse la terra ormai arida, poiché tua Madre più non potè creare, per l'angoscia di averti perduta. Gli Dèi in coro piansero per te, e per il tuo crudele apprendistato. Gli Abissi sono troppo terrificanti anche per coloro che abitano le vette incontaminate, solo tu, predestinata fanciulla tra gli Immortali, potevi avervi accesso.
Il tuo Ade era bello nella sua fierezza spietata, nulla ti ha risparmiato del dolore che ti era stato assegnato. Nessuno conosce la bellezza di diamante di un amore di ghiaccio, che preferisce vederti morta che debole e inconsapevole a intrecciare ghirlande destinate a sfiorire. Tu, la Torre, tu Colei che oggi regna sui tre Mondi, dovevi restare e imparare, ingoiando le lacrime a ogni passo, a ogni frustata che il tuo tenero corpo potè sopportare. Ricordi che invidiavi Arianna, sposa di un Dio di gioia e di ebbrezza, tu condannata alle tenebre di un amore che sa solo uccidere e mai godere? Avresti cambiato volentieri Ade con Dioniso, se solo ti fosse stato concesso. Ma tu eri predestinata, e ti toccò quello che le Moire stabilirono per te.
Quel giorno in cui, una tortura dopo l'altra, ti spogliasti del dolore del corpo, delle emozioni e della mente, tu sapesti di essere morta e poi rinata, Immortale e consapevole come nessun'altra donna e nessun'altra Dea mai potè essere. Fu allora, quando ormai saresti potuta restare a regnare sui morti, che decidesti di tornare alla luce del sole. Hai abbracciato il tuo sposo e gli hai detto: "Io torno alla luce, alle messi dorate e ai fiori di mia Madre, voglio diventare la Regina delle Api e non più solo quella dei Morti. Quando avrai voglia di sole e di miele, mio amato carnefice, raggiungimi nei boschi, indossa la pelle calda di Dioniso, e insieme noi saremo Liberi.
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sabato 30 aprile 2016
La Vergine Alata
Vergine Alata,
nutrice di tua Madre e da Lei
nutrita,
trasmuti il piombo dolce della terra in dorato
nettare solare.
Tu sposi la Madre col Padre, tu figlia-sorella
operosa
governi e collabori sotto l’influsso della Lucifera
stella
che diede il nome alla Dea dell’Amore.
Ricordi, o Ape, quando arrivasti sul pianeta acerbo
e tu sola sapevi effondere il Santo Spirito
con la Sapienza innata delle Melisse?
Tu, che progetti e costruisci senza sosta perfetti
esagoni solari, finestre di luce dorata,
piccola regina tra gli architetti della Terra,
preservi il pianeta fecondo prefigurando la venuta dei
figli della Dea,
custodi promessi da Creatori remoti.
O tu, Ape Regina, mente-madre dell’alveare,
sotto il tuo saggio governo la Dea prospera in ogni
filo d’erba e nei frutti succosi,
nelle messi vestite di sole, nel sangue vivo della
vigna.
Oggi tu muori, piccola custode che un dì regnava
sovrana;
i figli della Dea, immemori di sé, si pensano figli
dell’uomo,
e dove calpestano la Terra, Lei muore con te, sua
ancella.
Verrà il tempo della tua rinascita,
il tempo del Sole e della Luna, il tempo dell’Oro,
quando latte e miele fluiranno ancora nelle vene
della Terra, cibo prediletto dagli Dèi.
E laddove il Serpente un tempo allontanò dal
giardino,
tu, piccola Sovrana, tenterai la Donna affinché Lei
riconquisti il Regno.
Allora, con la tua benedizione, Dio Madre camminerà
ancora sulla Terra.
Debdeashakti
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mercoledì 30 marzo 2016
La Signora dal Cuore Immenso
Oltre
a indicare Vie per la Salvezza dell'individuo, ''Signora dal Cuore
immenso'' rivela anche il compito essenziale della Gran Sacerdotessa e
cioè quello di rappresentare Inanna al popolo come la natura paradossale
su cui posano le credenze mesopotamiche. Enheduanna si fece carico
dell'adorare, contenere, appagare ed emulare questo Paradosso chiamato
Inanna, portando avanti fedelmente i rituali degli Dei.
Inanna, Signora dal Cuore Immenso - Betty De Shong Meador
Inanna, Signora dal Cuore Immenso - Betty De Shong Meador
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domenica 6 marzo 2016
My Immortal Love
È la prima volta che mi capita
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
E non sentire più tensione solo vita dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Non c’è nessun grado di separazione
Davo meno spazio al cuore e più alla mente
Sempre un passo indietro
E l’anima in allerta
E guardavo il mondo da una porta
Mai completamente aperta
E non da vicino
E no non c’è alcuna esitazione
Finalmente dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Nessun grado di separazione
Nessuna divisione
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Nessuna esitazione
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
Francesca Michielin - Nessun grado di separazione
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
E non sentire più tensione solo vita dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Non c’è nessun grado di separazione
Davo meno spazio al cuore e più alla mente
Sempre un passo indietro
E l’anima in allerta
E guardavo il mondo da una porta
Mai completamente aperta
E non da vicino
E no non c’è alcuna esitazione
Finalmente dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Nessun grado di separazione
Nessuna divisione
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Nessuna esitazione
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
Francesca Michielin - Nessun grado di separazione
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sabato 5 marzo 2016
Mellifera
All'Origine della Creazione è posta la "Padre-Madre" Neit, la Neter Ua (Dio Uno) per eccellenza.
Neit crea con proiezione di intento dal Cuore, in assoluta Allegrezza e Libertà da qualsivoglia vincolo all'infuori del proprio Piacere.
Ciò che Lei sente dal Cuore si manifesta nell'esistenza.
Neit tesse il Cosmo con fibre incrociate, con filamenti cosmici, i quali con Ptah e Thot diventano una Rete Magica, custodita gelosamente nei loro templi e che celava grandi segreti.
Il libro del Drago, l'Architettura del Cosmo - Athon Veggi
Lo spirito guida (conosciuto come angelo custode) proviene dal mondo spirituale dei geni ed è considerato la fonte della nostra intuizione, o sesto senso. Il sesto senso è la nostra capacità di percepire informazioni senza l'aiuto dei nostri cinque sensi. Quando la persona capace di ricevere informazioni dal mondo invisibile è intellettualmente preparata, e quindi in grado di interpretare ed elaborare quest'informazione, allora diventa un 'genio'. La capacità di ricevere informazioni attraverso lo spirito guida può essere di diversi gradi di sviluppo; può essere ricevuta come un'intuizione chiara, come una voce interna, come una voce esterna oppure un'immagine interna od esterna, o la combinazione di questi fenomeni insieme.
Medicina Universale e il Settimo Senso - Nader Butto
Fa' ciò che Vuoi conformando la tua piccola volontà alla Volontà della PadreMadre in te restando in perenne comunicazione col Daimon e sarà tutta la Legge.
debdeashakti
Neit crea con proiezione di intento dal Cuore, in assoluta Allegrezza e Libertà da qualsivoglia vincolo all'infuori del proprio Piacere.
Ciò che Lei sente dal Cuore si manifesta nell'esistenza.
Neit tesse il Cosmo con fibre incrociate, con filamenti cosmici, i quali con Ptah e Thot diventano una Rete Magica, custodita gelosamente nei loro templi e che celava grandi segreti.
Il libro del Drago, l'Architettura del Cosmo - Athon Veggi
Lo spirito guida (conosciuto come angelo custode) proviene dal mondo spirituale dei geni ed è considerato la fonte della nostra intuizione, o sesto senso. Il sesto senso è la nostra capacità di percepire informazioni senza l'aiuto dei nostri cinque sensi. Quando la persona capace di ricevere informazioni dal mondo invisibile è intellettualmente preparata, e quindi in grado di interpretare ed elaborare quest'informazione, allora diventa un 'genio'. La capacità di ricevere informazioni attraverso lo spirito guida può essere di diversi gradi di sviluppo; può essere ricevuta come un'intuizione chiara, come una voce interna, come una voce esterna oppure un'immagine interna od esterna, o la combinazione di questi fenomeni insieme.
Medicina Universale e il Settimo Senso - Nader Butto
Fa' ciò che Vuoi conformando la tua piccola volontà alla Volontà della PadreMadre in te restando in perenne comunicazione col Daimon e sarà tutta la Legge.
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venerdì 4 marzo 2016
LadyWolf
“C’è solo una domanda che vale la pena porre, cara ragazza…
Sono un lupo di un altro tempo e di un altro luogo, affermò. E strappatosi dall’occhio un ciglio, glielo porse dicendo: “Usalo, e sii saggia. (…) Guarda semplicemente con i miei occhi, e vedrai con chiarezza.”
E lei… vide quelli davvero gentili, e a loro si avvicinò,
trovò il suo compagno, e rimase con lui per tutti i giorni della sua vita,
seppe distinguere i coraggiosi, e a loro si avvicinò,
comprese le persone leali, e a loro si accostò,
vide lo smarrimento sotto la collera, e si affrettò ad alleviarla,
vide amore negli occhi dei timidi, e a loro si avvicinò,
vide la sofferenza sulle labbra tirate, e ne corteggiò il riso,
vide il bisogno nell’uomo senza parole, e per lui parlò,
vide la fede in profondità nella donna che diceva di non aver fede,
e della sua fede si riaccese.
Ogni cosa vide con il suo ciglio di lupo,
tutte le cose vere, e tutte quelle false, e quelle rivolte verso la vita,
tutte le cose viste soltanto attraverso gli occhio di ciò
che pesa il cuore con il cuore, e non con la mente soltanto.
Sono un lupo di un altro tempo e di un altro luogo, affermò. E strappatosi dall’occhio un ciglio, glielo porse dicendo: “Usalo, e sii saggia. (…) Guarda semplicemente con i miei occhi, e vedrai con chiarezza.”
E lei… vide quelli davvero gentili, e a loro si avvicinò,
trovò il suo compagno, e rimase con lui per tutti i giorni della sua vita,
seppe distinguere i coraggiosi, e a loro si avvicinò,
comprese le persone leali, e a loro si accostò,
vide lo smarrimento sotto la collera, e si affrettò ad alleviarla,
vide amore negli occhi dei timidi, e a loro si avvicinò,
vide la sofferenza sulle labbra tirate, e ne corteggiò il riso,
vide il bisogno nell’uomo senza parole, e per lui parlò,
vide la fede in profondità nella donna che diceva di non aver fede,
e della sua fede si riaccese.
Ogni cosa vide con il suo ciglio di lupo,
tutte le cose vere, e tutte quelle false, e quelle rivolte verso la vita,
tutte le cose viste soltanto attraverso gli occhio di ciò
che pesa il cuore con il cuore, e non con la mente soltanto.
Fu così che apprese che è vero quel che si dice, che il lupo è il più
saggio di tutti. Se ascolti con attenzione, il lupo nel suo ululato
sempre va ponendo la domanda più importante (…)
DOV’E’ L’ANIMA?
Andate nel bosco, andate.
Se non andate nel bosco, nulla mai accadrà, e la vostra vita non avrà mai inizio.
Andate nel bosco… andate.
Andate nel bosco. ANDATE. “
Colei che porta la Verità - C.P. Estés
DOV’E’ L’ANIMA?
Andate nel bosco, andate.
Se non andate nel bosco, nulla mai accadrà, e la vostra vita non avrà mai inizio.
Andate nel bosco… andate.
Andate nel bosco. ANDATE. “
Colei che porta la Verità - C.P. Estés
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giovedì 25 febbraio 2016
La Donna di Mare
Sono una Donna di Mare,
quest'avventura l'ho scritta per me.
Nel momento in cui ho lasciato il porto, non sapevo se sarei mai tornata a casa. Ci si perde, spesso, per mare, le Sirene lo sanno ben fare, di trascinarti lontano dalla tua meta. Eppure, il richiamo verso l'ignoto non mi ha permesso di sottrarmi al Viaggio. Un viaggio dentro gli abissi della mia stessa anima. Ci ho trovato Demoni e Dei, e li ho racchiusi nel medesimo abbraccio, come solo una Madre sa fare.
Mi sono serviti dieci anni per mare per conoscermi. Come già Ulisse osò tentare. Ho visitato molti lidi, vissuto tante avventure che ho sentito di dover costantemente condividere e donare, sebbene non fossero che frammenti dello specchio in cui mi riflettevo. Oggi so chi sono e che stoffa ha la mia Anima. Adesso sto tornando a casa, posso già vedere la dolce riva della mia isola, la tempesta peggiore è ormai alle spalle.
Mi accorgo adesso che l'Ulisse che mi abita, il mio intrepido e astuto animus, è andato all'esplorazione, esattamente per dieci anni, mentre la mia fedele Penelope è rimasta a casa ad aspettarmi, pazientemente, senza mai dubitare del mio ritorno, in attesa che le riportassi Circe, Calipso, Nausicaa e tutte le altre parti nascoste della Dea, per ricongiungerci, finalmente.
Sono una Donna di Mare, una Dea delle Isole, una Signora degli Animali
e questa avventura l'ho scritta per me e per chiunque voglia leggerla. La dono a ogni esploratore degli abissi e delle vette, a ogni figlio della Terra e delle Stelle, affinché il cammino gli sia un po' più lieve.
Ecco, sono approdata.
Debdeashakti
quest'avventura l'ho scritta per me.
Nel momento in cui ho lasciato il porto, non sapevo se sarei mai tornata a casa. Ci si perde, spesso, per mare, le Sirene lo sanno ben fare, di trascinarti lontano dalla tua meta. Eppure, il richiamo verso l'ignoto non mi ha permesso di sottrarmi al Viaggio. Un viaggio dentro gli abissi della mia stessa anima. Ci ho trovato Demoni e Dei, e li ho racchiusi nel medesimo abbraccio, come solo una Madre sa fare.
Mi sono serviti dieci anni per mare per conoscermi. Come già Ulisse osò tentare. Ho visitato molti lidi, vissuto tante avventure che ho sentito di dover costantemente condividere e donare, sebbene non fossero che frammenti dello specchio in cui mi riflettevo. Oggi so chi sono e che stoffa ha la mia Anima. Adesso sto tornando a casa, posso già vedere la dolce riva della mia isola, la tempesta peggiore è ormai alle spalle.
Mi accorgo adesso che l'Ulisse che mi abita, il mio intrepido e astuto animus, è andato all'esplorazione, esattamente per dieci anni, mentre la mia fedele Penelope è rimasta a casa ad aspettarmi, pazientemente, senza mai dubitare del mio ritorno, in attesa che le riportassi Circe, Calipso, Nausicaa e tutte le altre parti nascoste della Dea, per ricongiungerci, finalmente.
Sono una Donna di Mare, una Dea delle Isole, una Signora degli Animali
e questa avventura l'ho scritta per me e per chiunque voglia leggerla. La dono a ogni esploratore degli abissi e delle vette, a ogni figlio della Terra e delle Stelle, affinché il cammino gli sia un po' più lieve.
Ecco, sono approdata.
Debdeashakti
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mercoledì 17 febbraio 2016
Potnia Theron
Mi mordevo la lingua e trattenevo il fiato
Spaventata di scuotere la barca e fare un pasticcio
Così mi sedevo in silenzio, acconsentivo gentilmente a tutto
Credo di essermi dimenticata di avere una scelta
Ti ho permesso di spingermi oltre il punto di rottura
Non lottavo per niente, e credevo a tutto
Mi hai buttato giù, ma mi sono rialzata
Ho spazzolato via la polvere
Senti la mia voce, lo senti questo suono
Come un tuono, farò tremare la tua terra
Mi hai buttato giù, ma mi sono rialzata
Preparati perchè ne ho avuto abbastanza
Capisco tutto, lo vedo chiaro ora
[Chorus]
Ho l’occhio della tigre, il fuoco, ballo nel fuoco
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Più forte, più forte di un leone
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Oh oh oh oh oh oh
Tu mi sentirai ruggire
Ora sto galleggiando come una farfalla
Pungo come un’ape, ho guadagnato le mie strisce
Sono passata da una nullità, all’eroe di me stessa
Mi hai buttato giù, ma mi sono rialzata
Ho spazzolato via la polvere
Senti la mia voce, lo senti questo suono
Come un tuono, farò tremare la tua terra
Mi hai buttato giù, ma mi sono rialzata
Preparati perchè ne ho avuto abbastanza
Capisco tutto, lo vedo chiaro ora
[Chorus]
Ho l’occhio della tigre, il fuoco, ballo nel fuoco
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Più forte, più forte di un leone
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Oh oh oh oh oh oh
Tu mi sentirai ruggire
Ruggire, ruggire, ruggire
Ho l’occhio della tigre, il fuoco, ballo nel fuoco
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Più forte, più forte di un leone
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Oh oh oh oh oh oh
Tu mi sentirai ruggire
Katy Perry- Roar
Spaventata di scuotere la barca e fare un pasticcio
Così mi sedevo in silenzio, acconsentivo gentilmente a tutto
Credo di essermi dimenticata di avere una scelta
Ti ho permesso di spingermi oltre il punto di rottura
Non lottavo per niente, e credevo a tutto
Mi hai buttato giù, ma mi sono rialzata
Ho spazzolato via la polvere
Senti la mia voce, lo senti questo suono
Come un tuono, farò tremare la tua terra
Mi hai buttato giù, ma mi sono rialzata
Preparati perchè ne ho avuto abbastanza
Capisco tutto, lo vedo chiaro ora
[Chorus]
Ho l’occhio della tigre, il fuoco, ballo nel fuoco
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Più forte, più forte di un leone
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Oh oh oh oh oh oh
Tu mi sentirai ruggire
Ora sto galleggiando come una farfalla
Pungo come un’ape, ho guadagnato le mie strisce
Sono passata da una nullità, all’eroe di me stessa
Mi hai buttato giù, ma mi sono rialzata
Ho spazzolato via la polvere
Senti la mia voce, lo senti questo suono
Come un tuono, farò tremare la tua terra
Mi hai buttato giù, ma mi sono rialzata
Preparati perchè ne ho avuto abbastanza
Capisco tutto, lo vedo chiaro ora
[Chorus]
Ho l’occhio della tigre, il fuoco, ballo nel fuoco
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Più forte, più forte di un leone
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Oh oh oh oh oh oh
Tu mi sentirai ruggire
Ruggire, ruggire, ruggire
Ho l’occhio della tigre, il fuoco, ballo nel fuoco
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Più forte, più forte di un leone
Perché sono un campione e mi sentirai ruggire
Oh oh oh oh oh oh
Tu mi sentirai ruggire
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giovedì 14 gennaio 2016
la DeaCrazia
La Teocrazia Faraonica è una istituzione eccezionale, un Ordine di governo e sociale unico in tutta la storia occidentale.
In questa vera e propria Teocrazia in cui l'insieme della vita del popolo è dominata dalle Realtà Spirituali, il Faraone è sia Sovrano, sia Sacerdote, dal momento che egli è Figlio degli Dèi. E' il caso di domandarsi come abbia potuto realizzarsi in Egitto una siffatta Unificazione di Potere Spirituale e Potere Temporale. La Fede che nel corso di quaranta secoli ha predominato in Egitto era fondata sulla "Scienza Sacra", comprendente nello stesso tempo il mito e i riti religiosi, la medicina e la geometria, l'astronomia e le leggi della vita quotidiana e della giustizia. Il fine che ha ispirato la stesura di questo libro è far comprendere la realtà e l'importanza della "Scienza Sacra" degli Antichi Egizi.
Non vi è mai stata distanza più grande di quella che oggi esiste tra la coscienza degli esseri contemporanei e il pensiero dei Saggi dell'Antico Egitto. Tuttavia anche ai nostri giorni vi è chi - alla stregua degli Antichi Alchimisti - ricerca lo Spirito in quanto origine della Materia. Tale Ricerca non è soltanto un fine, ma contiene già in sé la Perfezione dell'Opera, come chiaramente ci mostrano la Teocrazia dei Faraoni e le tangibili realizzazioni della "Scienza Sacra".
la Teocrazia Faraonica - R. A. Schwaller de Lubicz
In questa vera e propria Teocrazia in cui l'insieme della vita del popolo è dominata dalle Realtà Spirituali, il Faraone è sia Sovrano, sia Sacerdote, dal momento che egli è Figlio degli Dèi. E' il caso di domandarsi come abbia potuto realizzarsi in Egitto una siffatta Unificazione di Potere Spirituale e Potere Temporale. La Fede che nel corso di quaranta secoli ha predominato in Egitto era fondata sulla "Scienza Sacra", comprendente nello stesso tempo il mito e i riti religiosi, la medicina e la geometria, l'astronomia e le leggi della vita quotidiana e della giustizia. Il fine che ha ispirato la stesura di questo libro è far comprendere la realtà e l'importanza della "Scienza Sacra" degli Antichi Egizi.
Non vi è mai stata distanza più grande di quella che oggi esiste tra la coscienza degli esseri contemporanei e il pensiero dei Saggi dell'Antico Egitto. Tuttavia anche ai nostri giorni vi è chi - alla stregua degli Antichi Alchimisti - ricerca lo Spirito in quanto origine della Materia. Tale Ricerca non è soltanto un fine, ma contiene già in sé la Perfezione dell'Opera, come chiaramente ci mostrano la Teocrazia dei Faraoni e le tangibili realizzazioni della "Scienza Sacra".
la Teocrazia Faraonica - R. A. Schwaller de Lubicz
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mercoledì 6 gennaio 2016
Io Sono una Donna Selvaggia
Io sono una Donna Selvaggia.
Corro con i lupi
somiglio alla leonessa.
Ululo alla luna.
Mi lascio guidare dai miei antenati.
Ascolto la Dea e nessun altro.
Io sono una Donna Selvaggia. ...
In contatto con il mio Sé Superiore e nell'armonia dell'animale umano che ospita questo corpo.
Io sono una Donna Selvaggia.
Possiedo il mio corpo.
Possiedo il mio spirito.
Possiedo le mie scelte.
Possiedo la mia mente.
Il mio Spirito è mio.
Faccio quello che mi pare.
Io sono una Donna Selvaggia.
La mia Volontà è in linea con il Divino.
Io sono una Donna.
Sono stata una vittima.
Io sono una Guerriera.
Sono stata picchiata
Mi hanno creduta Morta.
Ho vissuto.
Io sono un sopravvissuta.
Io sono prospera.
Io sono una Regina perché io governo.
Io sono una guaritrice.
Io sono una donna di medicina.
Credo nell'Amore.
Credo nella giustizia.
Credo nel sangue.
Credo nella Legge naturale.
Credo che verrà un tempo in cui riconoscerete il mio Potere.
Io riconosco il mio Potere.
Io sono una Donna Selvaggia.
Semino preghiere nella terra.
Evoco la Magia con le mie mani.
Io guarisco con le mie parole.
Distruggo con la mia rabbia.
Non mi dite di obbedire.
Non mi dite di sorridere.
Non mi dite di star calma.
Non ditemi che sono troppo aggressiva, troppo violenta, troppo forte, troppo grande, troppo nera, troppo estrema, troppo piccola, troppo agguerrita.
O che io non sono abbastanza.
Non ditemi come agisce una signora, o come essere come una Donna, o che cosa pensate che dovrei fare.
Io cammino con gli elefanti.
Volo con i falchi.
Nuoto con il polpo.
Caccio con le tigri.
Io sono una Donna Selvaggia.
Una Donna senza legge.
Un fiore selvatico.
Una leonessa di montagna.
Una scimmia magica.
Un cacciatore.
Una Strega.
Un Guerriero.
Un'Amante.
Una Madre.
Una Sacerdotessa.
Una Donna di medicina.
Io sono fatta di Buio e Luce.
Io sono l'Equilibrio.
Invoco la Dea della distruzione e la Dea della nascita.
Io sono una selvaggia.
Io sono libera.
Io appartengo a me.
Io credo nella cura e nel machete .
Credo nel piantare fiori e nel sollevare i bambini.
Credo nella protezione e nella morbidezza.
Credo nell'arte e credo nel sacrificio.
So che a volte devi prendere l'arma così che gli altri depongano le loro.
Io sono una Donna Selvaggia
e faccio quello che mi pare
E non voglio scusarmi per nessuna parte di me.
Clarissa Pinkola Estès
Corro con i lupi
somiglio alla leonessa.
Ululo alla luna.
Mi lascio guidare dai miei antenati.
Ascolto la Dea e nessun altro.
Io sono una Donna Selvaggia. ...
In contatto con il mio Sé Superiore e nell'armonia dell'animale umano che ospita questo corpo.
Io sono una Donna Selvaggia.
Possiedo il mio corpo.
Possiedo il mio spirito.
Possiedo le mie scelte.
Possiedo la mia mente.
Il mio Spirito è mio.
Faccio quello che mi pare.
Io sono una Donna Selvaggia.
La mia Volontà è in linea con il Divino.
Io sono una Donna.
Sono stata una vittima.
Io sono una Guerriera.
Sono stata picchiata
Mi hanno creduta Morta.
Ho vissuto.
Io sono un sopravvissuta.
Io sono prospera.
Io sono una Regina perché io governo.
Io sono una guaritrice.
Io sono una donna di medicina.
Credo nell'Amore.
Credo nella giustizia.
Credo nel sangue.
Credo nella Legge naturale.
Credo che verrà un tempo in cui riconoscerete il mio Potere.
Io riconosco il mio Potere.
Io sono una Donna Selvaggia.
Semino preghiere nella terra.
Evoco la Magia con le mie mani.
Io guarisco con le mie parole.
Distruggo con la mia rabbia.
Non mi dite di obbedire.
Non mi dite di sorridere.
Non mi dite di star calma.
Non ditemi che sono troppo aggressiva, troppo violenta, troppo forte, troppo grande, troppo nera, troppo estrema, troppo piccola, troppo agguerrita.
O che io non sono abbastanza.
Non ditemi come agisce una signora, o come essere come una Donna, o che cosa pensate che dovrei fare.
Io cammino con gli elefanti.
Volo con i falchi.
Nuoto con il polpo.
Caccio con le tigri.
Io sono una Donna Selvaggia.
Una Donna senza legge.
Un fiore selvatico.
Una leonessa di montagna.
Una scimmia magica.
Un cacciatore.
Una Strega.
Un Guerriero.
Un'Amante.
Una Madre.
Una Sacerdotessa.
Una Donna di medicina.
Io sono fatta di Buio e Luce.
Io sono l'Equilibrio.
Invoco la Dea della distruzione e la Dea della nascita.
Io sono una selvaggia.
Io sono libera.
Io appartengo a me.
Io credo nella cura e nel machete .
Credo nel piantare fiori e nel sollevare i bambini.
Credo nella protezione e nella morbidezza.
Credo nell'arte e credo nel sacrificio.
So che a volte devi prendere l'arma così che gli altri depongano le loro.
Io sono una Donna Selvaggia
e faccio quello che mi pare
E non voglio scusarmi per nessuna parte di me.
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martedì 5 gennaio 2016
Benvenuto 2016
Da qualche anno è in atto un vero e proprio rito di passaggio. Per descriverlo penso a storie piccole e grandiose allo stesso tempo, come “Billy Elliot”
ad esempio. Proprio come il prodigioso e commovente protagonista del
film, negli ultimi anni hai perso qualche punto di riferimento; hai
dovuto lottare per affermare un’identità talvolta diversa, più ricca e
profonda, di ciò che ci si sarebbe aspettati da te. Hai combattuto per
valorizzare i lati più creativi della tua personalità, rimettendoti in
gioco e rischiando. Hai attraversato momenti molto duri, tra crisi di
sicurezza o difficoltà economiche, e sono stati gli ottimi rapporti
interpersonali a trarti d’impaccio, proprio come Billy quando riesce ad
andare a Londra per l’audizione grazie ad una colletta della comunità di
minatori in cui vive, che in qualche modo gli si stringe intorno con un
abbraccio di sostegno e incoraggiamento. E anche tu, in questi prossimi
due anni, avrai la ricompensa di un sipario che si alza, e di un
applauso scrosciante che è lì solo per te. Quando giungerà questo
momento e dal camerino ti guarderai allo specchio prima di entrare in
scena, troverai lì a sorriderti un’immagine molto differente cui eri
abituato prima che questo ciclo di (ri)fondazione avesse inizio.
Manifestazione di un cambiamento che, strada facendo, può averti forse
fatto molta paura, ma che alla fine del percorso si mostrerà per ciò che
realmente è: un bruco che diventa farfalla. E inizia a volare,
mostrando tutti i colori della propria identità.
Ma vorrei entrare nel dettaglio del tuo cielo degli ultimi anni, proprio perché è da lì che
parte il percorso che si sta completando. Un cielo che ti ha spinto con
le buone e a volte con le “cattive” verso la conquista di una tua indipendenza e di un’identità personale più a fuoco e centrata. Questo tema lavora in sordina nel tuo cielo sin dal 2008, e si fa sentire con una latente paura di diventare grande e di dovercela fare da solo. Dal 2010 (e fino alla fine del 2012) è diventato un tema centrale con l’ingresso di Saturno
nel tuo segno. Anni difficili, nel corso dei quali sono forse venuti
meno alcuni punti di riferimento che fornivano un appoggio importante. A
volte un “appoggio” impedisce di camminare da soli, e questo è proprio
ciò che il transito di Saturno ti ha spinto a fare. Camminare da solo. Molti
ricorderanno quegli anni (2011-2012) come un periodo di formazione e di
chiamata all’indipendenza nel corso dei quali molte cose sono cambiate,
talvolta in modo duro, severo, difficile. Proprio come Billy
quando si ritrova senza l’amore della mamma, in mezzo ad una comunità
nella quale non si riconosce, quella dei minatori che costringono i
figli a fare pugilato. Cerca faticosamente la strada della propria
vocazione per non tradire le peculiarità del suo talento e non
omologarsi agli altri.
Anche i due anni successivi (2013/2014) non sono stati leggeri, perché della tua maggiore indipendenza Saturno ti ha mostrato un “effetto collaterale”: camminare da soli significa farcela con le proprie forze. In un mondo “materiale” come il nostro, questo vuol dire anche vivere della propria personale economia, fare
i conti con la propria capacità di guadagno, senza più contare sugli
altri. E’ questa la ragione di alcune difficoltà economiche che molti
nati del segno hanno affrontato in quegli anni, imparando però a fare
affidamento sulle proprie forze. Affrontando anche qualche sacrificio
pur di non dover dire un “grazie” a persone sgradite e pur di non dover
sottostare a compromessi inaccettabili.
Insomma, gli ultimi 5 anni hanno
rappresentato una faticosa “palestra” che ti ha formato nella preziosa e
talvolta difficile disciplina dell’indipendenza, attraverso prove e
test ti hanno avvicinato maggiormente a te stesso. E dopo 5
anni di fatica, giunge finalmente un cielo più leggero, dinamico e
luminoso, che illuminerà il tuo segno non “solo” nel 2016 ma anche nel
2017, in un crescendo di soddisfazioni, liberazioni e progressi. Un
cielo dove il protagonista è un “nuovo” Saturno finalmente a favore.
La prima metà del 2016 ha un compito fondamentale: ristrutturare la mente,
imparando a conoscerne meglio gli atteggiamenti, le abitudini e le
dinamiche che si ripetono. Andandone a scovare le gabbie e i nodi
problematici, siano esse ansie o insicurezze. E ancora: passando in
rassegna il modo di comunicare. Sei sicuro di riuscire a farti capire?
Ad esprimere ciò che realmente pensi, senti e vuoi? E di riuscire a dire
i tuoi “no” con fermezza e decisione?
Cambiano le dinamiche comportamentali ed
il modo di rapportarsi all’ambiente circostanza, specialmente
nell’habitat della vita di tutti i giorni. Non è escluso che le persone
abituate ai “vecchi modi” (soprattutto i parenti e gli amici più intimi)
facciano difficoltà ad abituarsi a questo nuovo modo d’essere e a riconoscerti
in questa nuova immagine. Le abitudini, dopotutto, sono una gabbia
dorata di sicurezza. Levarsi di dosso quell’armatura che protegge e
ingolfa allo stesso tempo può spiazzare, ma rappresenta un primo passo
verso una liberazione più piena radicale.
E’ un cambiamento che parte da dentro,
ma che si tradurrà presto, sul piano pratico, in occasioni concrete di
rilancio: il nuovo Saturno consente di dare nuova concretezza a
progetti e iniziative che ultimamente sembravano vagare in un cielo
incostante. Aiuta la conclusione di accordi che sono nell’aria da
qualche tempo e che hanno subito più volte ritardi e intoppi.
Soprattutto le attività legate alla scrittura, al giornalismo, alla comunicazione e all’editoria
riprendono finalmente quota. Le idee originali trovano finalmente il
giusto riconoscimento, con interlocutori più attenti e sensibili. In
realtà, questo cambio di passo non “dipende” dagli interlocutori, ma parte da te: sei tu ad irradiare maggiore sicurezza in te stesso e un più solido convincimento della bontà di idee e progetti.
Nella seconda parte dell’anno, invece, Giove entrerà
nel segno con una vera e propria esplosione di occasioni (spesso
fortunate) di crescita nel lavoro e nella sfera personale. Giove è
sinonimo di espansione e di prosperità, sotto il suo generoso influsso
tutti i parametri di vita crescono in maniera esponenziale. Quando
illuminerà il tuo cielo con un fragoroso Big Bang, ringrazierai gli anni
“duri” che ti hanno temprato e che ti consentiranno di fare tesoro
delle sue preziosi occasioni, trasformandole in realtà in grado di
durare a lungo nel tempo.
In qualche modo, quindi, il sottotitolo dei prossimi due anni potrebbe essere “RICOMINCIO DA ME”.
Dopo anni di sbilanciamento verso gli altri e di smarrimento della
“mappa” che conduce ai tuoi sogni, torni al timone proprio nel momento
in cui il vento ricomincia a soffiare nella direzione giusta.
Questo vale nel lavoro, dove
puoi tornare a puntare sui progetti più vicini al cuore delle tue
passioni, che 5 anni fa sembravano in procinto di decollare e sono poi
finiti in un cassetto quando Saturno è arrivato nel tuo segno e il cielo
ha preso un tono più “severo”. Ebbene, questo è l’anno in cui i
cassetti si schiudono e questi progetti iniziano a riguadagnare terreno,
grazie a nuove collaborazioni, o agli interlocutori giusti. Insomma,
chi negli ultimi anni ha dedicato le proprie energie a progetti “di
ripiego” torna a credere nelle cose che più lo appassionano, semi che
grazie a un terreno finalmente fertile iniziano a portare frutto.
Ma vale anche nella coppia: dopo anni di
sbilanciamento nel corso dei quali i progetti dell’altro venivano
sempre prima dei tuoi torni finalmente al centro della scena. Le coppie
solide si avviano verso nuovi traguardi a due, forti di un nuovo
equilibrio che ti vede più sotto il riflettore. Per alcuni si tradurrà
in una divisione più equa dei compiti familiari, per altri significherà
riprendere le fila di una carriera abbandonata alla nascita dei figli:
un po’ come Lynette Scavo di “Desperate Housewives”, torna il momento
delle tue cose.
Anche i cuori solitari, ora più centrati
su se stessi, possono iniziare ad esplorare un anno che si rivelerà
ricco di sorprese. A condizione, naturalmente, di non tuffarsi a
capofitto in una relazione sin dalle prime battute mettendo da parte i
propri progetti, perché questo significherebbe andare pericolosamente contromano rispetto alla direzione del un cielo che ti vuole protagonista.
Insomma, il 2016 conclude un importante
ciclo di ricostruzione, e apre nuovi scenari sempre più belli e
importanti. Proprio come l’audizione di Billy Elliot, per il quale
giungere alla Royal Ballet Academy rappresenta il punto di arrivo di un
viaggio iniziato ai sobborghi della periferia, e contemporaneamente il
punto di inizio di una sfolgorante carriera. Tutte le innegabili fatiche
degli anni della de-costruzione sono ormai un ricordo lontano, e
servivano proprio a portarti fino a questo orizzonte di nuovo splendore.
Servivano a costruire una base più solida e delle fondamenta in grado
di accogliere al meglio i doni che Giove ti porterà nei prossimi due
anni.
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