Torre Eburnea,
merlata di gloria,
ti ergi diritta a mostrare il Cammino.
Sorella di un albero, hai radici nella terra dei morti, dagli Inferi plumbei trai la materia grezza per la tua gestazione;
Sorella di un albero, hai tronco possente, le intemperie del mondo ti hanno a lungo temprato, sfuggi alla folgore e alla tempesta piegandoti a baciare la terra, poi ti ergi di nuovo, dritta e lieta a ricevere il bacio del sole;
Sorella di un albero, hai rami nel cielo, capelli di un angelo, capaci di catturare le stelle e di portare quaggiù il loro canto lontano.
Dea dei tre mondi, Regina tra le Dee,
ogni regno ti viene donato affinché Tu lo governi in saggezza, ovunque Tu appari nella giusta forma.
Tenera fanciulla dalle gote di mela, un giorno fosti rapita laggiù dove la luce non ha accesso.
Ti sei disperata, lo so, come potevi fare altrimenti? A quel tempo non sapevi che la luce è bandita per nove mesi, e nessuna gestazione è possibile se prima, come il seme, non accetti di morire.
Fiera sovrana di oro vestita, oggi nutri il tuo popolo in abbondanza, la terra è il tuo dominio, dirigi i lavori delle piccole operaie e intanto il mondo torna a vivere e prosperare, inondato di miele e della tua grazia, conservi il ricordo della spietatezza che ti fu inferta in un pungiglione ben nascosto, ché l'ape accorta quasi mai vi ricorre.
Lassù nei cieli e nelle stelle, ve n'è una, un tempo chiamata Lucifera, e che noi chiamiamo Venere. Anch'essa è il tuo regno, da cui ti esiliasti in un tempo lontano. Che onore c'è infatti a regnare nell'abbondanza, quando esistono pianeti che ancora conoscono il dolore e la mancanza? Promettesti di restare, finché ognuno dei fratelli della terra non avesse ricordato la divinità che lo abita, e da allora mantieni fede alla tua promessa.
O tu, Devi dei tre mondi, spandi Amore sulla Terra, che Tu sempre sia glorificata.
Debdeashakti
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mercoledì 18 maggio 2016
Colei che regna sui Tre Mondi
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domenica 6 marzo 2016
My Immortal Love
È la prima volta che mi capita
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
E non sentire più tensione solo vita dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Non c’è nessun grado di separazione
Davo meno spazio al cuore e più alla mente
Sempre un passo indietro
E l’anima in allerta
E guardavo il mondo da una porta
Mai completamente aperta
E non da vicino
E no non c’è alcuna esitazione
Finalmente dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Nessun grado di separazione
Nessuna divisione
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Nessuna esitazione
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
Francesca Michielin - Nessun grado di separazione
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
E non sentire più tensione solo vita dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Non c’è nessun grado di separazione
Davo meno spazio al cuore e più alla mente
Sempre un passo indietro
E l’anima in allerta
E guardavo il mondo da una porta
Mai completamente aperta
E non da vicino
E no non c’è alcuna esitazione
Finalmente dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Nessun grado di separazione
Nessuna divisione
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Nessuna esitazione
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
Francesca Michielin - Nessun grado di separazione
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mercoledì 30 dicembre 2015
La mia Piccola Principessa
"Come? Sei caduta dal cielo!"
"Sì" risposi modestamente.
"Ah! Questa è buffa..."
E la Piccola Principessa scoppiò in una risata che mi irritò.
Voglio che le mie disgrazie siano prese sul serio.
Poi riprese: "Allora anche tu vieni dal cielo! Di quale pianeta sei?"
Intravvidi una luce, nel mistero della sua presenza, e la interrogai bruscamente:
"Tu vieni dunque da un altro pianeta?"
Il Piccolo Principe - Antoine de Saint Exupery, (rivisitato alla maniera di Venere)
"Sì" risposi modestamente.
"Ah! Questa è buffa..."
E la Piccola Principessa scoppiò in una risata che mi irritò.
Voglio che le mie disgrazie siano prese sul serio.
Poi riprese: "Allora anche tu vieni dal cielo! Di quale pianeta sei?"
Intravvidi una luce, nel mistero della sua presenza, e la interrogai bruscamente:
"Tu vieni dunque da un altro pianeta?"
Il Piccolo Principe - Antoine de Saint Exupery, (rivisitato alla maniera di Venere)
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sabato 10 ottobre 2015
Splendore Oscuro, Oscurità Splendente
Stiamo imparando a non considerare più automaticamente una visione immanentistica e olistica come un impedimento e uno strangolamento della coscienza di sé. Non condividiamo più lo stereotipo sull'impossibilità di individuarsi - e quindi di esistere liberamente in quanto soggetti - nella ''simbiosi'' con la natura e abbiamo cominciato a percepire e a rappresentare la consapevolezza di portare dentro di noi l'Alterità, il diverso da noi, l'altro da sè, e a ricercare il senso dell'Unità profonda dietro alla molteplicità delle forme manifeste.
Sempre più (...) siamo in grado di riportare alla luce la diversità della nostra Visione, ''femminile'', che sta alla radice dei sistemi di pensiero che l'hanno occultata, in Grecia come in India, in Cina come nelle Americhe. ''Diversità'' ritenuta a un certo punto del percorso dell'umanità oscena e messa fuori scena come oscura e demoniaca in quanto in-divisa, non separata dal naturale; e ammessa nel contesto olimpico, gerarchico e patriarcale, e nel pensiero filosofico oppositivo e binario solo come polo negativo e oscuro, inglobante come il ventre della Madre da cui si emerge, nascendo, alla luce. Solo, cioè, come Madre/Materia, tutto quel che resta della Visione ''Femminile'' precedente nel contesto patriarcale che ne ha spezzato l'unità polimorfica.
(...) l'avvento del principio uranico ''civilizzatore'' portò contemporaneamente una caduta di livello, una caduta di stile, una perdita di spessore e la complessità della Visione precedente, non più comprensibile, potè essere resa intellegibile solo attraverso la riduzione a Madre di tutto ciò che era stata Themis nell'indifferenziato prima del tempo mitico.
(...) La Grande Madre, la Dea indifferenziata, la Potnia Fyton e la Potnia Theron, le Antiche Dee della Teogonia un po' alla volta si frammentarono, assumendo su di sé uno solo dei molti aspetti del Femminile. In ciascuna di queste nuove antiche divinità è possibile cogliere gli strati della Sua progressiva Individuazione, che si costruì attraverso l'istituzione di nuove parentele e l'invenzione di nuove delimitazioni in una miriade di racconti, fino a raggiungere l'istantanea perfetta del Pantheon olimpico.
Oscure Madri Splendenti, le radici del Sacro e delle Religioni - Luciana Percovich
Sempre più (...) siamo in grado di riportare alla luce la diversità della nostra Visione, ''femminile'', che sta alla radice dei sistemi di pensiero che l'hanno occultata, in Grecia come in India, in Cina come nelle Americhe. ''Diversità'' ritenuta a un certo punto del percorso dell'umanità oscena e messa fuori scena come oscura e demoniaca in quanto in-divisa, non separata dal naturale; e ammessa nel contesto olimpico, gerarchico e patriarcale, e nel pensiero filosofico oppositivo e binario solo come polo negativo e oscuro, inglobante come il ventre della Madre da cui si emerge, nascendo, alla luce. Solo, cioè, come Madre/Materia, tutto quel che resta della Visione ''Femminile'' precedente nel contesto patriarcale che ne ha spezzato l'unità polimorfica.
(...) l'avvento del principio uranico ''civilizzatore'' portò contemporaneamente una caduta di livello, una caduta di stile, una perdita di spessore e la complessità della Visione precedente, non più comprensibile, potè essere resa intellegibile solo attraverso la riduzione a Madre di tutto ciò che era stata Themis nell'indifferenziato prima del tempo mitico.
(...) La Grande Madre, la Dea indifferenziata, la Potnia Fyton e la Potnia Theron, le Antiche Dee della Teogonia un po' alla volta si frammentarono, assumendo su di sé uno solo dei molti aspetti del Femminile. In ciascuna di queste nuove antiche divinità è possibile cogliere gli strati della Sua progressiva Individuazione, che si costruì attraverso l'istituzione di nuove parentele e l'invenzione di nuove delimitazioni in una miriade di racconti, fino a raggiungere l'istantanea perfetta del Pantheon olimpico.
Oscure Madri Splendenti, le radici del Sacro e delle Religioni - Luciana Percovich
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giovedì 1 ottobre 2015
BiancoRossoNero
La dualità e la ciclicità sono caratteristiche del vivere: notte-giorno, bene-male, yin-yang.
Il Doppio è la copresenza nella donna del Bianco/Bianca - ossia la razionalità, l'autorità e la direzione della parte sinistra del cervello che si manifesta nei primi 14 giorni del ciclo - e dell'Augusto/Augusta-rossa - ovvero l'irrazionalità, l'istinto guidato dalla parte destra del cervello, che si manifesta nella seconda fase del ciclo mestruale. L'aspetto duale giace nel continuo e ripetitivo alternarsi dell'ovulazione e delle mestruazioni.
L'aspetto lunare della Clownessa è entrare in contatto con lo spazio interiore profondo della nostra essenza, in cui nessuno può entrare; è prendere consapevolezza della nostra femminilità attraverso ciò che ci distingue dall'uomo: le ovaie, la Vagina, il Sacro sangue mestruale o l'uovo d'Oro della menopausa. E' l'osservazione interiore dell'aspetto che non si può vedere perché è oscuro e che, risiedendo nella profondità della nostra Anima-corpo, segna un Percorso Segreto.
(...)
"Nell'antichità la Luna era considerata una Dea e le Sacerdotesse avevano il Culto dell'armonia che anima l'Amore tra i due Sposi Sole-Luna. Fra i due innamorati si svolge il gioco dell'inseguimento, dell'eterno corteggiamento. Il Sole e la Luna si inseguono e rincorrono in un eterno gioco, proprio come due innamorati che tengono vivo il loro amore con maliziose strategie. Il Sole affascinato dalla sua bellezza la insegue, ma la Dea della notte scompare silenziosa. Poi, quando alla fine del giorno il Sole scompare e il cielo lentamente si oscura, la Luna riappare. C'è fra la Luna e il Sole una profonda armonia perché sono due energie complementari".
La Clownessa, il Sorriso intimo della Donna - Rossella Bergo
Il Doppio è la copresenza nella donna del Bianco/Bianca - ossia la razionalità, l'autorità e la direzione della parte sinistra del cervello che si manifesta nei primi 14 giorni del ciclo - e dell'Augusto/Augusta-rossa - ovvero l'irrazionalità, l'istinto guidato dalla parte destra del cervello, che si manifesta nella seconda fase del ciclo mestruale. L'aspetto duale giace nel continuo e ripetitivo alternarsi dell'ovulazione e delle mestruazioni.
L'aspetto lunare della Clownessa è entrare in contatto con lo spazio interiore profondo della nostra essenza, in cui nessuno può entrare; è prendere consapevolezza della nostra femminilità attraverso ciò che ci distingue dall'uomo: le ovaie, la Vagina, il Sacro sangue mestruale o l'uovo d'Oro della menopausa. E' l'osservazione interiore dell'aspetto che non si può vedere perché è oscuro e che, risiedendo nella profondità della nostra Anima-corpo, segna un Percorso Segreto.
(...)
"Nell'antichità la Luna era considerata una Dea e le Sacerdotesse avevano il Culto dell'armonia che anima l'Amore tra i due Sposi Sole-Luna. Fra i due innamorati si svolge il gioco dell'inseguimento, dell'eterno corteggiamento. Il Sole e la Luna si inseguono e rincorrono in un eterno gioco, proprio come due innamorati che tengono vivo il loro amore con maliziose strategie. Il Sole affascinato dalla sua bellezza la insegue, ma la Dea della notte scompare silenziosa. Poi, quando alla fine del giorno il Sole scompare e il cielo lentamente si oscura, la Luna riappare. C'è fra la Luna e il Sole una profonda armonia perché sono due energie complementari".
La Clownessa, il Sorriso intimo della Donna - Rossella Bergo
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mercoledì 30 settembre 2015
Follia Sacra o la Sensualità dell'Anima
Vogliamo
spingerci oltre?
A rischio di sconvolgerti, sostengo che vi è nella Compassione una sorta di sensualità dell'Anima che può anche imprimersi nel corpo fisico. Voglio dire che possiamo essere il ricettacolo di ciò che l'altro sente, al punto di percepirne la realtà attraverso i nostri sensi e la nostra carne. Il mistico che nega i potenziali splendori del corpo, a mio avviso commette un atto di ribellione contro tutta una parte della Creazione; se è davvero capace di una compassione reale e potente, allora percepirà anche nella carne la vita, le sofferenze e le gioie dell'altro. Allo stesso modo ho sempre pensato che in una carezza, una carezza vera, che parla all'anima, potesse esserci compassione... tanto da far nascere una sensibilità mistica.
Eppure non mi faccio illusioni: ci vorranno ancora millenni prima che l'umanità possa affrontare questi argomenti in modo libero, in modo sano, lontano dalla permissività oppure dalle interdizioni che, da tempo immemorabile, ci vengono ammannite come altrettante verità! La Verità, o perlomeno ciò che possiamo progressivamente percepire di essa, è un po' come la gioia condivisa; ed esistono così tante Vie inventate dalla Vita perché si possa scoprire questa gioia attraverso di noi!
Akhenaton, il folle di Dio - Daniel Meurois-Givaudan
A rischio di sconvolgerti, sostengo che vi è nella Compassione una sorta di sensualità dell'Anima che può anche imprimersi nel corpo fisico. Voglio dire che possiamo essere il ricettacolo di ciò che l'altro sente, al punto di percepirne la realtà attraverso i nostri sensi e la nostra carne. Il mistico che nega i potenziali splendori del corpo, a mio avviso commette un atto di ribellione contro tutta una parte della Creazione; se è davvero capace di una compassione reale e potente, allora percepirà anche nella carne la vita, le sofferenze e le gioie dell'altro. Allo stesso modo ho sempre pensato che in una carezza, una carezza vera, che parla all'anima, potesse esserci compassione... tanto da far nascere una sensibilità mistica.
Eppure non mi faccio illusioni: ci vorranno ancora millenni prima che l'umanità possa affrontare questi argomenti in modo libero, in modo sano, lontano dalla permissività oppure dalle interdizioni che, da tempo immemorabile, ci vengono ammannite come altrettante verità! La Verità, o perlomeno ciò che possiamo progressivamente percepire di essa, è un po' come la gioia condivisa; ed esistono così tante Vie inventate dalla Vita perché si possa scoprire questa gioia attraverso di noi!
Akhenaton, il folle di Dio - Daniel Meurois-Givaudan
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Il Maestro della Tradizione
Il Maestro della Tradizione è un essere incredibile.
Viene da mondi sconosciuti per la mente, e ci conduce in mondi sconosciuti. Tutto ciò che apre ha un significato di esistenza più profondo e radicato, essenziale alla vita per chi non si accontenta delle discipline comuni degli esseri umani.
La sua storia inizia altrove, ed è circoscritta da tanti episodi che ne caratterizzano la Volontà e l'Onore, come un mare che si infrange sulle rocce trovando il suo contenimento.
La disciplina che conduce ha a che fare più con i nostri talenti e i nostri limiti che con qualcosa di astratto, come un ideale o una religione vissuta mentalmente. Ci sono significati ulteriori nelle sue parole, e spesso non si riesce a percepire tutto in un istante, ma l'elaborazione porta poi le comprensioni successive. Ci sono state volte in cui si è manifestato come altro da sé, impedendo alle proiezioni che continuamente possiamo avere su di lui, di appigliarsi. Ci sono state volte in cui ha canalizzato e interpretato gli umori degli spiriti, volte in cui ha esplicitato il sentire della Terra con tutta la Sua magnificenza e compassione e ha esplicitato a volte anche l'Amore degli Dèi.
Il suo cammino è a ritroso nel tempo, piuttosto che avanti: è la memoria che lo conduce negli spazi del ricordo reale, energetico, non proiettivo-mentale. In quel ricordo ri-comprende come funzionavano le cose un tempo, e come funzionano adesso, per cui è in grado di gestire la dimenticanza. Egli fa parte della schiera dei personaggi che lottano per modificare l'essenza della realtà, per come gli è stata presentata dal mondo sociale, per cui non si vedono all'apparenza i cambiamenti, ma si percepiscono nel profondo quando si è in contatto.
Tutto rientra nella sua possibilità: egli è Maestro nell'arte dell'incorporazione, ed è al tempo stesso legato ai fenomeni della Terra. Per cui ogni volta deve ri-apprendere ciò che ha scordato, rivivere ciò che è passato, perché si ricordi nuovamente, e si faccia spazio tra le dimenticanze quotidiane.
Ogni volta che appare è la manifestazione di ciò che c'è potenzialmente in atto in una determinata situazione. I suoi occhi sono intensi, e semplice l'aspetto, perché grossolanamente egli è: un essere umano, con i suoi limiti, con i suoi tradimenti che ogni volta ripaga a caro prezzo. L'unica differenza che passa tra lui e gli altri è che si mette in ascolto, si attacca all'intento della situazione, rendendosi canale; e quando egli è qui, possono accadere molte cose che normalmente non accadono.
La maturazione per lui è il suo stesso insegnamento: ogni volta che lo trasmette mettendosi in discussione e in gioco, ne vale la pena perché è libero di affrontare le possibilità dell'ignoto e del conosciuto. Amore è il suo primo comandamento, che a volte dimentica concentrandosi su altro: non si disturba mai però questo intento quando ha in carico la responsabilità delle persone e dell'ambiente che ha a disposizione in quel momento. La luce dei suoi occhi è una possibilità:attraverso di essa si capisce che non c'è altro, non c'è niente, se non un terrificante intento di considerazione di tutti gli aspetti più profondi della personalità, dell'anima, dell'Amore, così come del mondo transpersonale con cui può fare capolino, mettendosi in evidenza.
L'onore e il rispetto sono le due sue meraviglie, che regala a chi lo partecipa essendogli disponibile. La viltà è il suo combattimento. La luce lo conquista, mentre l'ombra lo appaga, così che sono entrambe in lui un movimento di liberazione.
Egli è chiunque lo accolga, eppure colui che lo ha condotto fin qui. Si prende la responsabilità di parlare, di mettersi in discussione, di alzare lo sguardo o altrove o nella Terra che lo comanda sotto i suoi piedi.
In realtà poi è un essere umano che si diverte a prendere in giro, raccogliere fiori, giocare con il pallone, ricercare le verità dentro ogni cosa.
Il Risveglio della Dea Rossa, la Tradizione degli Eroi guerrieri dell'Amore - Roberto Giordano
Viene da mondi sconosciuti per la mente, e ci conduce in mondi sconosciuti. Tutto ciò che apre ha un significato di esistenza più profondo e radicato, essenziale alla vita per chi non si accontenta delle discipline comuni degli esseri umani.
La sua storia inizia altrove, ed è circoscritta da tanti episodi che ne caratterizzano la Volontà e l'Onore, come un mare che si infrange sulle rocce trovando il suo contenimento.
La disciplina che conduce ha a che fare più con i nostri talenti e i nostri limiti che con qualcosa di astratto, come un ideale o una religione vissuta mentalmente. Ci sono significati ulteriori nelle sue parole, e spesso non si riesce a percepire tutto in un istante, ma l'elaborazione porta poi le comprensioni successive. Ci sono state volte in cui si è manifestato come altro da sé, impedendo alle proiezioni che continuamente possiamo avere su di lui, di appigliarsi. Ci sono state volte in cui ha canalizzato e interpretato gli umori degli spiriti, volte in cui ha esplicitato il sentire della Terra con tutta la Sua magnificenza e compassione e ha esplicitato a volte anche l'Amore degli Dèi.
Il suo cammino è a ritroso nel tempo, piuttosto che avanti: è la memoria che lo conduce negli spazi del ricordo reale, energetico, non proiettivo-mentale. In quel ricordo ri-comprende come funzionavano le cose un tempo, e come funzionano adesso, per cui è in grado di gestire la dimenticanza. Egli fa parte della schiera dei personaggi che lottano per modificare l'essenza della realtà, per come gli è stata presentata dal mondo sociale, per cui non si vedono all'apparenza i cambiamenti, ma si percepiscono nel profondo quando si è in contatto.
Tutto rientra nella sua possibilità: egli è Maestro nell'arte dell'incorporazione, ed è al tempo stesso legato ai fenomeni della Terra. Per cui ogni volta deve ri-apprendere ciò che ha scordato, rivivere ciò che è passato, perché si ricordi nuovamente, e si faccia spazio tra le dimenticanze quotidiane.
Ogni volta che appare è la manifestazione di ciò che c'è potenzialmente in atto in una determinata situazione. I suoi occhi sono intensi, e semplice l'aspetto, perché grossolanamente egli è: un essere umano, con i suoi limiti, con i suoi tradimenti che ogni volta ripaga a caro prezzo. L'unica differenza che passa tra lui e gli altri è che si mette in ascolto, si attacca all'intento della situazione, rendendosi canale; e quando egli è qui, possono accadere molte cose che normalmente non accadono.
La maturazione per lui è il suo stesso insegnamento: ogni volta che lo trasmette mettendosi in discussione e in gioco, ne vale la pena perché è libero di affrontare le possibilità dell'ignoto e del conosciuto. Amore è il suo primo comandamento, che a volte dimentica concentrandosi su altro: non si disturba mai però questo intento quando ha in carico la responsabilità delle persone e dell'ambiente che ha a disposizione in quel momento. La luce dei suoi occhi è una possibilità:attraverso di essa si capisce che non c'è altro, non c'è niente, se non un terrificante intento di considerazione di tutti gli aspetti più profondi della personalità, dell'anima, dell'Amore, così come del mondo transpersonale con cui può fare capolino, mettendosi in evidenza.
L'onore e il rispetto sono le due sue meraviglie, che regala a chi lo partecipa essendogli disponibile. La viltà è il suo combattimento. La luce lo conquista, mentre l'ombra lo appaga, così che sono entrambe in lui un movimento di liberazione.
Egli è chiunque lo accolga, eppure colui che lo ha condotto fin qui. Si prende la responsabilità di parlare, di mettersi in discussione, di alzare lo sguardo o altrove o nella Terra che lo comanda sotto i suoi piedi.
In realtà poi è un essere umano che si diverte a prendere in giro, raccogliere fiori, giocare con il pallone, ricercare le verità dentro ogni cosa.
Il Risveglio della Dea Rossa, la Tradizione degli Eroi guerrieri dell'Amore - Roberto Giordano
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mercoledì 23 settembre 2015
The Green Power
Il Verde è il colore della Natura e della Madre terra, un richiamo all'armonia, all'Amore, alla fecondità, all'abbondanza e alla prosperità. Ed è sacro a Venere, Dea dell'Amore.
Se usata al negativo, questa energia può invece portare sospetto, disarmonia, avarizia, invidia e gelosia.
Il Verde è inoltre il colore del chakra del Cuore.
Malefica era in grado di dare Amore, di guarire, di prendersi cura di altri esseri viventi. Ma, adesso che il cuore è stato spezzato, quell'energia potrà essere usata per fare il male, per provocare disgrazia. E Stefano, carico della veste regale, vede in lontananza quelle fiamme.
Malefica è diventata distruttiva, tutto ciò che tocca si sgretola. Va verso la Brughiera, non vuole più nascondersi. Ora che Stefano è diventato Re del mondo degli umani, Lei ha deciso di essere Regina del regno degli Spiriti.
Malefica, trasformare la rabbia femminile - Maura Gancitano
Se usata al negativo, questa energia può invece portare sospetto, disarmonia, avarizia, invidia e gelosia.
Il Verde è inoltre il colore del chakra del Cuore.
Malefica era in grado di dare Amore, di guarire, di prendersi cura di altri esseri viventi. Ma, adesso che il cuore è stato spezzato, quell'energia potrà essere usata per fare il male, per provocare disgrazia. E Stefano, carico della veste regale, vede in lontananza quelle fiamme.
Malefica è diventata distruttiva, tutto ciò che tocca si sgretola. Va verso la Brughiera, non vuole più nascondersi. Ora che Stefano è diventato Re del mondo degli umani, Lei ha deciso di essere Regina del regno degli Spiriti.
Malefica, trasformare la rabbia femminile - Maura Gancitano
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martedì 22 settembre 2015
Dea Oltraggiata, Dea Risorta
Ma da dove nasce?
E' qualcosa che è sempre esistito o ha avuto un'origine?
Da chi è stata oltraggiata Malefica, dal Re che non l'ha invitata? E perché proprio lei non è stata invitata? Perché è stata dimenticata? Cosa nasconde questa dimenticanza?
Forse non è altro che il racconto della grande opera di rimozione compiuta a danno delle caratteristiche più forti, incontrollabili e dunque spaventose del potere femminile.
Ma che cos'è questa femminilità che viene addormentata?
La psicoterapeuta parla di alcuni ''aspetti del potere femminile e della specificità femminile (...) che sono stati negati e rimossi dalla cultura cristiana e che devono essere recuperati alla coscienza per comporre una nuova integrazione della personalità cosciente''.
Malefica, trasformare la rabbia femminile - Maura Gancitano
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giovedì 27 agosto 2015
L'Eterno Femminino
Jung, rileggendo il Faust, alla ricerca del significato dell'Eterno Femminino, scopre che le principali figure femminili del grande poema corrispondono alle quattro fasi dell'erotismo nella tarda antichità. Infatti Margherita rappresenta Eva; Elena rappresenta l'eros romantico, ma anche l'Anima. Nell'Eterno femminino coesistono tanto Maria Vergine quanto la Sapientia-Sophia. Esso è dunque un'immagine funzionale, dai tanti significati, superiore alla devozione religiosa. E' insomma un simbolo di elevatezza gnostica, esoterica, che viene velato dietro alla Vergine Maria dei cristiani.
Il ragionamento espresso da Jung è estremamente interessante perché ci dimostra, in modo lampante, quanto gli siano debitori il pensiero neognostico moderno e la Spiritualità della Dea, quando incarnano la Sophia nella Maddalena. Per l'equivalenza con la Sophia presente in alcuni testi gnostici e avallata dallo stesso Jung, la Donna di Magdala viene rifratta da mille specchi che restituiscono le immagini parziali della Grande Madre. Ella diviene allora Sacerdotessa della Grande Dea, figura dell'Eros, prostituta (la Sophia che si prostituisce nel mondo, come Elena). Del resto così ammaestra Hillman, che di Jung fu discepolo:
"Poiché l'Anima è "la Matrice di tutte le figure divine e semidivine, dall'antica Dea pagana sino alla Vergine Maria", le Sue immagini spaziano attraverso tutta una serie di figure diverse tratte dal politeismo dell'antichità classica e dallo gnosticismo. Jung cita Afrodite, Selene, Persefone, Ecate, Atena, Minerva, Core e Pandora che si aggiungono ai quattro "gradi" classici dell'Anima, e agli elfi, alle sirene e alle ninfe (...) traccia inoltre paralleli con il raddoppiamento delle anime nel pensiero egizio, ebraico e cinese".
Maria Maddalena e la Dea dell'Ombra, il Sacro Femminile, la spiritualità della Dea e l'immaginario contemporaneo - Mario Arturo Iannacone
Il ragionamento espresso da Jung è estremamente interessante perché ci dimostra, in modo lampante, quanto gli siano debitori il pensiero neognostico moderno e la Spiritualità della Dea, quando incarnano la Sophia nella Maddalena. Per l'equivalenza con la Sophia presente in alcuni testi gnostici e avallata dallo stesso Jung, la Donna di Magdala viene rifratta da mille specchi che restituiscono le immagini parziali della Grande Madre. Ella diviene allora Sacerdotessa della Grande Dea, figura dell'Eros, prostituta (la Sophia che si prostituisce nel mondo, come Elena). Del resto così ammaestra Hillman, che di Jung fu discepolo:
"Poiché l'Anima è "la Matrice di tutte le figure divine e semidivine, dall'antica Dea pagana sino alla Vergine Maria", le Sue immagini spaziano attraverso tutta una serie di figure diverse tratte dal politeismo dell'antichità classica e dallo gnosticismo. Jung cita Afrodite, Selene, Persefone, Ecate, Atena, Minerva, Core e Pandora che si aggiungono ai quattro "gradi" classici dell'Anima, e agli elfi, alle sirene e alle ninfe (...) traccia inoltre paralleli con il raddoppiamento delle anime nel pensiero egizio, ebraico e cinese".
Maria Maddalena e la Dea dell'Ombra, il Sacro Femminile, la spiritualità della Dea e l'immaginario contemporaneo - Mario Arturo Iannacone
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sabato 2 maggio 2015
il Tocco della Dea
Cibele, il cui carro era trainato da leoni, era conosciuta anche quale Afrodite frigia del monte Ida, ed era venerata come Ape Regina.
Anchise, dopo le nozze con la “Dea della Vita e della Morte”, fu colpito da una folgore rituale. Anchise, secondo Robert Graves, era sinonimo di Adone e inoltre: “Anchise ci fa identificare Afrodite con Iside, moglie di Osiride”.
Afrodite, come Dea della Vita e della Morte, ebbe molti appellativi che paiono contrastare con la fama di Dea bella e compiacente e che sono consentanei con l’isola di Creta: Melenide (la Nera), Scotia ( l’Oscura).
...
Gli Dèi non ti aggiungono né tolgono nulla.
Solamente d’un tocco leggero t’inchiodano dove sei giunto.
Quel che prima era voglia, era scelta, ti si scopre destino.
Anchise, dopo le nozze con la “Dea della Vita e della Morte”, fu colpito da una folgore rituale. Anchise, secondo Robert Graves, era sinonimo di Adone e inoltre: “Anchise ci fa identificare Afrodite con Iside, moglie di Osiride”.
Afrodite, come Dea della Vita e della Morte, ebbe molti appellativi che paiono contrastare con la fama di Dea bella e compiacente e che sono consentanei con l’isola di Creta: Melenide (la Nera), Scotia ( l’Oscura).
...
Gli Dèi non ti aggiungono né tolgono nulla.
Solamente d’un tocco leggero t’inchiodano dove sei giunto.
Quel che prima era voglia, era scelta, ti si scopre destino.
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lunedì 27 aprile 2015
Donne Sciamane
Di particolare interesse per le donne che attraversano il processo sciamanico è l'inclinazione biologica a rispondere a cicli dell'organismo. Proprio a causa di ciò che è stato percepito come una "schiavitù" al ciclo ormonale di cui fa esperienza ogni mese insieme al condizionamento ad accettare il proprio "destino", la donna diviene più facilmente veicolo dei poteri di guarigione. Dentro di sé la donna muore ogni mese. Possiamo anche non percepire consciamente le mestruazioni come una Morte Sciamanica e una Rinascita che si ripetono ogni mese, ma il nostro corpo le conosce come tali. Ogni volta che l'utero rinnova la mucosa, come il serpente la pelle, noi veniamo letteralmente liberate dal passato, da ciò che avrebbe potuto essere, e proiettate nel futuro. Siamo purificate fisicamente e rinvigorite emozionalmente. Gli ormoni spostano il loro accento dalla nascita alla morte, e poi ancora alla nuova vita.
Un alto tasso di progesterone significa sogni aggressivi e umore bisbetico: la sindrome premestruale di essere per sé più che per gli altri. Poi entrano in gioco gli estrogeni e la nostra energia ricompare, come l'inizio di un nuovo Ciclo Lunare. Ricominciamo a espanderci, diamo inizio a progetti nuovi, prendiamo nuovi contatti. E' un mutamento di forma e di funzione. Una Sciamana tende ad assomigliare sempre di più a un Serpente e perde le sue vecchie forme appena esse si consolidano. Possiamo diventare molto abili a lasciare il vecchio ancor prima di aver percepito il nuovo a livello conscio, confidando nel ritorno ciclico che si presenta sempre.
Il Risveglio della Dea - Vicky Noble
Un alto tasso di progesterone significa sogni aggressivi e umore bisbetico: la sindrome premestruale di essere per sé più che per gli altri. Poi entrano in gioco gli estrogeni e la nostra energia ricompare, come l'inizio di un nuovo Ciclo Lunare. Ricominciamo a espanderci, diamo inizio a progetti nuovi, prendiamo nuovi contatti. E' un mutamento di forma e di funzione. Una Sciamana tende ad assomigliare sempre di più a un Serpente e perde le sue vecchie forme appena esse si consolidano. Possiamo diventare molto abili a lasciare il vecchio ancor prima di aver percepito il nuovo a livello conscio, confidando nel ritorno ciclico che si presenta sempre.
Il Risveglio della Dea - Vicky Noble
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sabato 11 aprile 2015
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sabato 28 marzo 2015
Tribute to Marija Gimbutas
Marija Gimbutas iniziò i suoi studi di archeologia, religioni antiche e folklore presso l'Università di Vilna (Lituania), quindi frequentò le Università di Vienna, Innsbruck e Tubingen, dove ha conseguito la laurea nel 1946. Nel '50 fu nominata docente di Archeologia e nel '62 di Etnologia all'Università di Harvard. Ottenne infine la docenza all'Università di Los Angeles, dove è anche curatrice della sezione di Archeologia presso il Cultural History Museum. Ha scritto più di venti opere, ed è inoltre autrice di oltre duecento pubblicazioni che spaziano dalla preistoria e dalla mitologia dell'Est europeo fino alle origini degli Indoeuropei. Tra il 1975 e il 1985 ha realizzato un lavoro di ricerca che Ashley Montague ha definito "pietra miliare nella storia della civiltà", pubblicato nel 1980, 'The Language of the Goddess', quindi nelle edizioni italiane (Longanesi 1990 e Neri Pozza 1997) con il titolo 'Il Linguaggio della Dea'.
L'Autrice - considerata una pioniera dell'Archeomitologia: una nuova scienza che comprende archeologia, mitologia e folklore - ha raccolto ed esaminato bel 2000 manufatti dell'Europa arcaica (che ha poi riportato nel citato libro), intesi a comprovare l'importanza e la diffusione del Culto della Grande Madre, che dal Paleolitico Superiore e fino al I-II millennio avanti Cristo precedette nell'intera Europa (ma anche nel resto del mondo) la religione del Dio Padre.
Lo studio della Gimbutas è minuzioso all'estremo e documentatissimo ("una costruzione imponenente", ha giustamente commentato Sabatino Moscati). Marija suddivide l'opera in quattro parti. Nella prima ci descrive la Grande Dea nella Sua raffigurazione simbolica ornitologica (Dea-Uccello Acquatico) e perciò quale "Dispensatrice di Vita"; nella seconda, sotto l'aspetto fecondativo-materno; nella terza, quale "Signora della Morte e della Rigenerazione" (cfr. Kali); ed infine, nell'ultima parte, attraverso il simbolismo dell'energia e dello sviluppo.
Poiché anche una ridotta recensione dell'opera sarebbe lavoro immane e richiederebbe un'altra pubblicazione, non possiamo far altro che raccomandarne l'attenta consultazione da parte delle più interessate Lettrici, nonché dei più interessati Lettori: specie se maschilisti...
Fratelli e Sorelle per l'Età dell'Acquario, né Patriarcato né Matriarcato - Eugenio Mazzolla
L'Autrice - considerata una pioniera dell'Archeomitologia: una nuova scienza che comprende archeologia, mitologia e folklore - ha raccolto ed esaminato bel 2000 manufatti dell'Europa arcaica (che ha poi riportato nel citato libro), intesi a comprovare l'importanza e la diffusione del Culto della Grande Madre, che dal Paleolitico Superiore e fino al I-II millennio avanti Cristo precedette nell'intera Europa (ma anche nel resto del mondo) la religione del Dio Padre.
Lo studio della Gimbutas è minuzioso all'estremo e documentatissimo ("una costruzione imponenente", ha giustamente commentato Sabatino Moscati). Marija suddivide l'opera in quattro parti. Nella prima ci descrive la Grande Dea nella Sua raffigurazione simbolica ornitologica (Dea-Uccello Acquatico) e perciò quale "Dispensatrice di Vita"; nella seconda, sotto l'aspetto fecondativo-materno; nella terza, quale "Signora della Morte e della Rigenerazione" (cfr. Kali); ed infine, nell'ultima parte, attraverso il simbolismo dell'energia e dello sviluppo.
Poiché anche una ridotta recensione dell'opera sarebbe lavoro immane e richiederebbe un'altra pubblicazione, non possiamo far altro che raccomandarne l'attenta consultazione da parte delle più interessate Lettrici, nonché dei più interessati Lettori: specie se maschilisti...
Fratelli e Sorelle per l'Età dell'Acquario, né Patriarcato né Matriarcato - Eugenio Mazzolla
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giovedì 26 marzo 2015
Inanna, Venere, Kali: i diversi aspetti di Shakti
Oltre a indicare Vie per la Salvezza dell'individuo, ''Signora dal
Cuore immenso'' rivela anche il compito essenziale della Gran
Sacerdotessa e cioè quello di rappresentare Inanna al popolo come la
natura paradossale su cui posano le credenze mesopotamiche. Enheduanna
si fece carico dell'adorare, contenere, appagare ed emulare questo
Paradosso chiamato Inanna, portando avanti fedelmente i rituali degli
Dei.
... L'assira Ishtar è un ''Potere Divino che agisce nell'uomo'' e deve essere compreso ''nei termini della Sua manifestazione umana: Lei è l'emozione che muove il profeta, il respiro che emana dal 'Cuore' di lui o lei". Da questo punto di vista Ishtar è paragonabile allo Spirito Santo cristiano o all'ebraica Shekinah. Non conosciamo le origini di queste idee teologiche, ma alcuni aspetti di Inanna possono essere rintracciati nelle Dee Neolitiche. Un flusso di credenze si estende dal VI millennio a. C. fino al presente; nel contesto di questo continuum, Enheduanna non è soltanto una poetessa e una pensatrice intelligente, ma anche una donna mistica ispirata nello scrivere dalla sua esperienza con la Divina Inanna.
Inanna viene descritta spesso come una Dea dell'Amore, simile a Venere, in cui si incontrano le immagini della seduttiva Afrodite o di una Marilyn Monroe. Inanna può ammantarsi di seduzione, ma è la Dea dell'Amore in un senso più ampio: è quel desiderio roboante che ''genera l'energia dell'universo''. Inanna assomiglia incredibilmente alla Dea indiana Kali. Secondo la credenza hindu, Kali è il Principio Primevo Creativo alla base del cosmo; è la forza energica di tutte le divinità, di ogni essere e di ogni cosa. L'immagine di Kali che si unisce al Suo Dio, con Lei in posizione superiore, è l'immagine della Forza Divina che genera l'Universo.
Inanna, Signora dal Cuore immenso - Betty De Shong Meador
... L'assira Ishtar è un ''Potere Divino che agisce nell'uomo'' e deve essere compreso ''nei termini della Sua manifestazione umana: Lei è l'emozione che muove il profeta, il respiro che emana dal 'Cuore' di lui o lei". Da questo punto di vista Ishtar è paragonabile allo Spirito Santo cristiano o all'ebraica Shekinah. Non conosciamo le origini di queste idee teologiche, ma alcuni aspetti di Inanna possono essere rintracciati nelle Dee Neolitiche. Un flusso di credenze si estende dal VI millennio a. C. fino al presente; nel contesto di questo continuum, Enheduanna non è soltanto una poetessa e una pensatrice intelligente, ma anche una donna mistica ispirata nello scrivere dalla sua esperienza con la Divina Inanna.
Inanna viene descritta spesso come una Dea dell'Amore, simile a Venere, in cui si incontrano le immagini della seduttiva Afrodite o di una Marilyn Monroe. Inanna può ammantarsi di seduzione, ma è la Dea dell'Amore in un senso più ampio: è quel desiderio roboante che ''genera l'energia dell'universo''. Inanna assomiglia incredibilmente alla Dea indiana Kali. Secondo la credenza hindu, Kali è il Principio Primevo Creativo alla base del cosmo; è la forza energica di tutte le divinità, di ogni essere e di ogni cosa. L'immagine di Kali che si unisce al Suo Dio, con Lei in posizione superiore, è l'immagine della Forza Divina che genera l'Universo.
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sabato 14 marzo 2015
il Tempo del Risveglio
Questo libro, come tutta la mia Opera, è dedicato alla Dea Oscura che, ripudiata e demonizzata dalla cultura patriarcale giace assopita in ogni donna.
Per noi, come individui, e per il pianeta, il Suo Risveglio è fonte di Energia e di Potere Guaritore.
A ciò è teso intenzionalmente questo lavoro.
Possa la Dea risvegliarsi in ciascuna di noi e portare ancora una volta la Pace sulla Terra.
Il Risveglio della Dea - Vicky Noble
Per noi, come individui, e per il pianeta, il Suo Risveglio è fonte di Energia e di Potere Guaritore.
A ciò è teso intenzionalmente questo lavoro.
Possa la Dea risvegliarsi in ciascuna di noi e portare ancora una volta la Pace sulla Terra.
Il Risveglio della Dea - Vicky Noble
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venerdì 6 marzo 2015
La Dea Ragno
Per me la Tarantola era Shakti, Maestra nello Yoga che praticavo tutti i giorni e che avevo cominciato a insegnare nell'ambito della comunità.
La immaginavo mentre ballava, in un'attività incessante e creativa, svolgendo il suo compito con autorità e forza come io dovevo imparare a fare.
Scorsi in Lei un potere sessuale simile a una Gemma Oscura, una potenza naturale che riconobbi come tantrica e che più tardi compresi essere sciamanica, femminile, e scaturita dal contatto con la Dea Oscura.
Riprodussi artisticamente la Tarantola per uno spettacolo teatrale del 1980 in collaborazione con Cassandra Light, Karen Vogel e altre artiste della Bay Area. La creai di argilla, su un'enorme struttura a ragnatela, dipinta con i colori della Dea della Luna: il Rosso, il Nero e il Bianco.
L'immagine artistica che avevo creato perì un giorno del 1983, il mio anno dell'Alta Sacerdotessa, mentre la trasportavo da una casa all'altra alla fine di una relazione. In autostrada cadde dalla macchina e si ruppe.
In quello stesso periodo un'allieva di uno dei miei primi corsi 'Motherpeace' mi portò la pelle che Gertrude, la sua Tarantola messicana, aveva mutato.
Solo allora compresi il Simbolismo: le Tarantole, come i Serpenti, cambiano pelle.
Adesso, quando scopro che divido la casa con una Vedova Nera, vivo in armonia con lei oppure la porto con gentilezza all'esterno, in un luogo più adatto a lei. Sento la presenza dei ragni nella mia vita come una Benedizione e li considero Messaggeri della Grande Dea.
Nei miei sogni non vengono più come avversari, ma come alleati.
Il Risveglio della Dea - Vicky Noble
La immaginavo mentre ballava, in un'attività incessante e creativa, svolgendo il suo compito con autorità e forza come io dovevo imparare a fare.
Scorsi in Lei un potere sessuale simile a una Gemma Oscura, una potenza naturale che riconobbi come tantrica e che più tardi compresi essere sciamanica, femminile, e scaturita dal contatto con la Dea Oscura.
Riprodussi artisticamente la Tarantola per uno spettacolo teatrale del 1980 in collaborazione con Cassandra Light, Karen Vogel e altre artiste della Bay Area. La creai di argilla, su un'enorme struttura a ragnatela, dipinta con i colori della Dea della Luna: il Rosso, il Nero e il Bianco.
L'immagine artistica che avevo creato perì un giorno del 1983, il mio anno dell'Alta Sacerdotessa, mentre la trasportavo da una casa all'altra alla fine di una relazione. In autostrada cadde dalla macchina e si ruppe.
In quello stesso periodo un'allieva di uno dei miei primi corsi 'Motherpeace' mi portò la pelle che Gertrude, la sua Tarantola messicana, aveva mutato.
Solo allora compresi il Simbolismo: le Tarantole, come i Serpenti, cambiano pelle.
Adesso, quando scopro che divido la casa con una Vedova Nera, vivo in armonia con lei oppure la porto con gentilezza all'esterno, in un luogo più adatto a lei. Sento la presenza dei ragni nella mia vita come una Benedizione e li considero Messaggeri della Grande Dea.
Nei miei sogni non vengono più come avversari, ma come alleati.
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giovedì 5 marzo 2015
Iside Smembra, Rimembra, Riassembla Se Stessa
Il Metodo CaleIdeoscopie® richiama il caleidoscopio, “oggetto che
permette di vedere belle forme”. Il metodo CaleIdeoscopie ha trovato
ispirazione nel caleidoscopio, e per qualche tempo, nelle prime
sperimentazioni degli anni ‘80, ha preso il nome di tecnica
caleidoscopica.
Il caleidoscopio ora è chiamato a produrre idee: Ideoscopia, la scopia delle idee. Si richiede alla persona di trattenersi davanti ad un’immagine simbolica scomposta in tanti pezzi, per assistere alle forme frammentate di questa immagine, la cui frammentazione può rievocare conflitti e poteri, aspetti luminosi e oscuri, disarmonie o intese, apparenze oscure o luminose, generare effetti suggestivi intensi. Le diverse parti isolate, generano altre parti, si incontrano, si riuniscono e l’opacità, l’oscuro, con gradualità, si muta in trasparenza che consente di vedere, e di essere inondati dal significato simbolico dell’immagine.
Il caleidoscopio ora è chiamato a produrre idee: Ideoscopia, la scopia delle idee. Si richiede alla persona di trattenersi davanti ad un’immagine simbolica scomposta in tanti pezzi, per assistere alle forme frammentate di questa immagine, la cui frammentazione può rievocare conflitti e poteri, aspetti luminosi e oscuri, disarmonie o intese, apparenze oscure o luminose, generare effetti suggestivi intensi. Le diverse parti isolate, generano altre parti, si incontrano, si riuniscono e l’opacità, l’oscuro, con gradualità, si muta in trasparenza che consente di vedere, e di essere inondati dal significato simbolico dell’immagine.
Key words: Caleidoscopio- Frammentazione- Ideoscopia
tratto da: http://www.guidopesci.it/Metodi%20e%20tecniche%20per%20la%20professione%20di%20psicologo.htm
Come dice Vicky Noble, questo è il lavoro di coscientizzazione della materia, indispensabile per il Risveglio della parte sciamanica della donna.
Il lavoro sulle parti di sé è il lavoro di riconoscimento ed accettazione necessario ad un percorso sciamanico. In una donna il corpo assume il suo ruolo fondamentale proprio perché il corpo di una donna è denso di memorie e di valori del profondo.
Il corpo di una donna è intriso di un Potere Naturale, viscerale, antico; quel corpo conserva come uno scrigno i contenuti energetici e sottili delle esperienze di vita dell'Anima. Il limite sottile tra il dentro e il fuori, tra il sogno e la realtà nella donna trova espressione materica e sostanziale.
Lo smembramento simbolico rappresentato nelle varie forme di Divinità Femminili è il riconoscimento di un processo di chiarificazione e di visione di ogni parte di sé. E' anche la rappresentazione di una grande e totale esplosione creativa del femminile, una esplosione necessaria a ritrovare il proprio Fuoco unitario, quello che alimenta tutte le parti, quello che scalda e illumina.
Nel Simbolismo dei Tarocchi mi ricorda il passaggio dalla Papessa all'Imperatrice.
Dal femminile denso e pieno, conservativo e gestativo, al femminile esplosivo e creativo, vulcanico e vibrante di onde vitali.
Alessandro Saudino, tratto dal capitolo: "Smembrare e Rimembrare" dell'Agenda della Dea 2015, Il Corpo Sacro
tratto da: http://www.guidopesci.it/Metodi%20e%20tecniche%20per%20la%20professione%20di%20psicologo.htm
Come dice Vicky Noble, questo è il lavoro di coscientizzazione della materia, indispensabile per il Risveglio della parte sciamanica della donna.
Il lavoro sulle parti di sé è il lavoro di riconoscimento ed accettazione necessario ad un percorso sciamanico. In una donna il corpo assume il suo ruolo fondamentale proprio perché il corpo di una donna è denso di memorie e di valori del profondo.
Il corpo di una donna è intriso di un Potere Naturale, viscerale, antico; quel corpo conserva come uno scrigno i contenuti energetici e sottili delle esperienze di vita dell'Anima. Il limite sottile tra il dentro e il fuori, tra il sogno e la realtà nella donna trova espressione materica e sostanziale.
Lo smembramento simbolico rappresentato nelle varie forme di Divinità Femminili è il riconoscimento di un processo di chiarificazione e di visione di ogni parte di sé. E' anche la rappresentazione di una grande e totale esplosione creativa del femminile, una esplosione necessaria a ritrovare il proprio Fuoco unitario, quello che alimenta tutte le parti, quello che scalda e illumina.
Nel Simbolismo dei Tarocchi mi ricorda il passaggio dalla Papessa all'Imperatrice.
Dal femminile denso e pieno, conservativo e gestativo, al femminile esplosivo e creativo, vulcanico e vibrante di onde vitali.
Alessandro Saudino, tratto dal capitolo: "Smembrare e Rimembrare" dell'Agenda della Dea 2015, Il Corpo Sacro
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martedì 3 marzo 2015
Queen Bee Goddess
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mercoledì 25 febbraio 2015
la Tessitura Cosmica
Creare significa fissare un punto iniziale, stabilire una scala di emanazione; musicalmente, fissare un La dal quale poi si evolve la Creazione.
L'Arte, nel mondo umano, è sinonimo di Creazione, perciò gli Dèi Creatori hanno assunto la caratteristica di Dèi dell'Arte.
Ogni cultura si appropria dei modi e delle forme creative proprie al loro Dio Particolare.
Nel Tempo Magico dello Spirito, ognuno è il proprio Dio, il proprio Creatore.
In effetti, tra gli umani, chi è giunto a essere attivo, a operare nel Punto Magico Iniziale dello Spirito è stato elevato al rango di Dio.
Nella Tradizione Egizia, che è Stellare e Gerarchica, esistono a ogni livello di manifestazione i corrispondenti Dèi Creatori.
All'Origine della Creazione è posta la "Padre-Madre" Neit, la Neter Ua (Dio Uno) per eccellenza.
Neit crea con proiezione di intento dal Cuore, in assoluta Allegrezza e Libertà da qualsivoglia vincolo all'infuori del proprio Piacere.
Ciò che Lei sente dal Cuore si manifesta nell'esistenza.
Neit tesse il Cosmo con fibre incrociate, con filamenti cosmici, i quali con Ptah e Thot diventano una Rete Magica, custodita gelosamente nei loro templi e che celava grandi segreti.
Il libro del Drago, l'Architettura del Cosmo - Athon Veggi
L'Arte, nel mondo umano, è sinonimo di Creazione, perciò gli Dèi Creatori hanno assunto la caratteristica di Dèi dell'Arte.
Ogni cultura si appropria dei modi e delle forme creative proprie al loro Dio Particolare.
Nel Tempo Magico dello Spirito, ognuno è il proprio Dio, il proprio Creatore.
In effetti, tra gli umani, chi è giunto a essere attivo, a operare nel Punto Magico Iniziale dello Spirito è stato elevato al rango di Dio.
Nella Tradizione Egizia, che è Stellare e Gerarchica, esistono a ogni livello di manifestazione i corrispondenti Dèi Creatori.
All'Origine della Creazione è posta la "Padre-Madre" Neit, la Neter Ua (Dio Uno) per eccellenza.
Neit crea con proiezione di intento dal Cuore, in assoluta Allegrezza e Libertà da qualsivoglia vincolo all'infuori del proprio Piacere.
Ciò che Lei sente dal Cuore si manifesta nell'esistenza.
Neit tesse il Cosmo con fibre incrociate, con filamenti cosmici, i quali con Ptah e Thot diventano una Rete Magica, custodita gelosamente nei loro templi e che celava grandi segreti.
Il libro del Drago, l'Architettura del Cosmo - Athon Veggi
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