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domenica 17 luglio 2016

Il Maestro della Tradizione

Il Maestro della Tradizione è un essere incredibile.
Viene da mondi sconosciuti per la mente, e ci conduce in mondi sconosciuti. Tutto ciò che apre ha un significato di esistenza più profondo e radicato, essenziale alla vita per chi non si accontenta delle discipline comuni degli esseri umani. La sua storia inizia altrove, ed è circoscritta da tanti episodi che ne caratterizzano la Volontà e l'Onore, come un mare che si infrange sulle rocce trovando il suo contenimento. La disciplina che conduce ha a che fare più con i nostri talenti e i nostri limiti che con qualcosa di astratto, come un ideale o una religione vissuta mentalmente. Ci sono significati ulteriori nelle sue parole, e spesso non si riesce a percepire tutto in un istante, ma l'elaborazione porta poi le comprensioni successive. Ci sono state volte in cui si è manifestato come altro da sé, impedendo alle proiezioni che continuamente possiamo avere su di lui, di appigliarsi. Ci sono state volte in cui ha canalizzato e interpretato gli umori degli spiriti, volte in cui ha esplicitato il sentire della Terra con tutta la Sua magnificenza e compassione e ha esplicitato a volte anche l'Amore degli Dèi. 
Il suo cammino è a ritroso nel tempo, piuttosto che avanti: è la memoria che lo conduce negli spazi del ricordo reale, energetico, non proiettivo-mentale. In quel ricordo ri-comprende come funzionavano le cose un tempo, e come funzionano adesso, per cui è in grado di gestire la dimenticanza. Egli fa parte della schiera dei personaggi che lottano per modificare l'essenza della realtà, per come gli è stata presentata dal mondo sociale, per cui non si vedono all'apparenza i cambiamenti, ma si percepiscono nel profondo quando si è in contatto. Tutto rientra nella sua possibilità: egli è Maestro nell'arte dell'incorporazione, ed è al tempo stesso legato ai fenomeni della Terra. Per cui ogni volta deve ri-apprendere ciò che ha scordato, rivivere ciò che è passato, perché si ricordi nuovamente, e si faccia spazio tra le dimenticanze quotidiane.
Ogni volta che appare è la manifestazione di ciò che c'è potenzialmente in atto in una determinata situazione. I suoi occhi sono intensi, e semplice l'aspetto, perché grossolanamente egli è: un essere umano, con i suoi limiti, con i suoi tradimenti che ogni volta ripaga a caro prezzo. L'unica differenza che passa tra lui e gli altri è che si mette in ascolto, si attacca all'intento della situazione, rendendosi canale; e quando egli è qui, possono accadere molte cose che normalmente non accadono.
La maturazione per lui è il suo stesso insegnamento: ogni volta che lo trasmette mettendosi in discussione e in gioco, ne vale la pena perché è libero di affrontare le possibilità dell'ignoto e del conosciuto. Amore è il suo primo comandamento, che a volte dimentica concentrandosi su altro: non si disturba mai però questo intento quando ha in carico la responsabilità delle persone e dell'ambiente che ha a disposizione in quel momento. La luce dei suoi occhi è una possibilità:attraverso di essa si capisce che non c'è altro, non c'è niente, se non un terrificante intento di considerazione di tutti gli aspetti più profondi della personalità, dell'anima, dell'Amore, così come del mondo transpersonale con cui può fare capolino, mettendosi in evidenza.
L'onore e il rispetto sono le due sue meraviglie, che regala a chi lo partecipa essendogli disponibile. La viltà è il suo combattimento. La luce lo conquista, mentre l'ombra lo appaga, così che sono entrambe in lui un movimento di liberazione. Egli è chiunque lo accolga, eppure colui che lo ha condotto fin qui. Si prende la responsabilità di parlare, di mettersi in discussione, di alzare lo sguardo o altrove o nella Terra che lo comanda sotto i suoi piedi. In realtà poi è un essere umano che si diverte a prendere in giro, raccogliere fiori, giocare con il pallone, ricercare le verità dentro ogni cosa.
Il Risveglio della Dea Rossa, la Tradizione degli Eroi guerrieri dell'Amore - Roberto Giordano

venerdì 24 giugno 2016

Il Mistero di Roma

Colui il quale vive l''esperienza', operando un attivo opus remotionis (trasformazione interiore), lucidamente restando presente a se stesso, vede i Simboli, gli Enti ed i Miti quali Realtà viventi, ritualizzando così la propria vita. Non è, allora, questione di 'capire', ma solo di entrare in 'sinfonia' con alcuni suoni ed in 'sinergia' con alcuni segni: evocatori entrambi del cosmos dei Numi che una natura, per un arcano disegno del suo Dèmone, sia già 'aperta' a ricordare ed a riconoscere con estrema serenità e fanciullesca semplicità.

A tale natura è rivolto quest libro: a chi pur apparendo di questo mondo non è di questo mondo; a chi, nel suo essere profondo, non si riconosce nel caos che lo circonda e che sembra avvolgerlo ma sa che, dietro quel caos visibile, a suo fondamento, vi è quello Invisibile, nella cui dimensione è necessario AGIRE. A chi è cosciente, infine, della terribile verità: gli Dèi non esistono... a priori, se non si conoscono e non si conoscono se non si esperimentano.

Il Nome segreto di Roma. Metafisica della Romanità - Giandomenico Casalino

 

mercoledì 6 maggio 2015

Gli Oannes

Dalla religione mesopotamica, gli Egizi hanno derivato il simbolo del Pesce Sacro. L’Oannes babilonese è il Pesce/Salvatore. Nella religione indù è detto Matsya, un termine sanscrito da cui deriva Messia. Nei vangeli, l’Oannes viene personificato in Iohannes, Giovanni Battista, che versa sul capo di Gesù (immerso nelle acque basse della non-consapevolezza) le acque alte dell’Illuminazione. 

Il Battesimo ha questo significato.
 
Gesù è l’incarnazione di Dio come il Faraone è l’incarnazione di Osiride: in entrambi i casi, la storia viene legata al mito.

Daniele Luttazzi


Nell'arte greca, ma anche in quella induista e buddhista (in particolare nella scultura), sulle labbra degli dèi e degli eroi che hanno armonizzato in sé l'attimo fuggente e l'eternità, trascendendo il tempo storico, aleggia uno strano ed enigmatico sorriso; come quasi tutte le forme di riso e umorismo, il sorriso degli dèi nasce da uno "strabismo", dalla capacità di percepire simultaneamente la dissociazione che divarica l'essere dall'apparire e il sottile legame che li unisce. E' il sorriso di chi ha saputo integrare in sé il tempo storico e il tempo sacro, la maschera e il volto, la materialità e la spiritualità, l'uomo angelico e la bestia ctonia, il destino individuale - legato al cronos e alle istanze dell'Ego - e il destino della stirpe, condizionato dall'obbedienza a un ordine universale che rende l'individuo strumento di un disegno aionico stabilito ab origine.

Nei monumenti funerari dell'antica Grecia ritroviamo curiosamente lo stesso misterioso sorriso sui volti delle fanciulle (o kore) che rendono omaggio a Persefone, Dea del mondo sotteraneo.


Dioniso nei frammenti dello specchio - Alessandro Orlandi



lunedì 6 ottobre 2014

Madre Kali


Ascoltami, Figlia e conoscimi per Quella che sono.
Sono stata con Te fin dalla tua nascita
e starò con Te fino a che non tornerai in Me,
nella mia oscurità che tutto conclude.
Io Sono l'amante passionale e seducente
che ispira il poeta a sognare.
Io sono Colei che ti chiama alla fine del tuo viaggio.
Io sono Colei che ti aspetta alla fine dei tuoi giorni,
dove tutti i miei Figli incontrano la mia benedizione
riposando nel mio abbraccio.
Io sono il Grembo da cui nascono tutte le cose.
Io sono il sepolcro dove tutte le cose devono tornare.
Spoglio il tuo petto per lasciarti morire a questa vita e vederti rinascere nell'eternità.
Io sono la Strega che non può essere dominata,
la Tessitrice del tempo, Colei che rivela i Misteri
.
Io sono Colei che taglia le gole della crudeltà
per bere il sangue dei loro cuori.
Ingoia la paura e vieni a me!
Scopri la Bellezza vera, la Forza e il Coraggio.
Io sono la furia che strappa la carne delle ingiustizie.
Io sono la fucina incandescente che trasforma i tuoi demoni interiori
in strumenti di potere.
Apri la tua Anima al mio abbraccio!
E diventa parte della Luce che vive nelle tenebre.
Io sono la spada lucente che ti protegge dal male.
Io sono il crogiolo in cui ogni aspetto di Te converge formando
un arcobaleno di unione.
Io sono il vellutato cielo notturno,
la nebbia di mezzanotte, che avvolge il Mistero.
Io sono la crisalide nella quale dovrai affrontare ciò che ti terrorizza,
per rinascere vibrante e rinnovata.
Incontrami al bivio fra la Vita e la Morte,
e sarai trasformata,
poichè una volta che guardi il mio volto, guardi il luogo dove non c'è ritorno.
Io sono il calderone dove tutti gli opposti si incontrano per conoscersi l'un l'altro nella verità.
Io sono la grande rete che collega tutte le cose.
Io sono la guaritrice di tutte le ferite,
la Madre Guerriera che vendica tutti i mali a tempo debito.
Io sono Colei che rende il debole forte,
che umilia l'arrogante,
Io sono Colei che si eleva contro l'oppressore.
Io sono la Giustizia. Io sono la Misericordia.
Io sono la Fine e anche il Principio.
La cosa più importante, Figlia mia, io sono Te.

Sono parte di Te, io sono dentro di Te.
Cercami dentro e fuori, e sarai sempre forte.
vieni a conoscermi. Avventurati nell'Oscurità, così che io possa svegliarti, per donarti Equilibrio, Illuminazione e Integrità.
Porta il mio Amore con Te ovunque,
e troverai dentro di Te il Potere di essere chi sei.



Manifesto di Kali - autore sconosciuto
fonte spagnola : Círculo de Mujeres "El Jardín de Shakti"



  Un grazie speciale a Sister Selva della Luna e al suo post originale nella sua pagina: 'Nel nome della Madre' https://www.facebook.com/197126996989735/photos/a.202132709822497.43875.197126996989735/724613474241082/?type=1

giovedì 25 settembre 2014

Colei che è Vita, Coscienza, Esperienza

La mia Runa si chiamava Ingwaz. 

Ingwaz è un altro nome della Dea Nerthus, la Grande Madre primordiale, fonte di tutta la vita, e ne simboleggia la Vulva in una rappresentazione simile a quella della Dea irlandese Sheela-Na-Gig, presente in molte chiese dell'isola, e a quelle delle incisioni rupestri rinvenute in Francia e risalenti a oltre tremila anni fa. Significa fertilità e indica un nuovo sentiero attraverso il quale l'eroina, o l'eroe, giunge alla Dea. Rappresenta tanto i magici poteri di rinascita che scaturiscono dal suo grembo quanto i suoi occhi che tutto vedono. E' quindi un simbolo del dono della seconda vista e anche un emblema della sessualità femminile e del potere di creare la vita dall'abisso. Denota la necessità di liberarsi dai vincoli del passato e dalle limitazioni imposte da educazione e cultura.

il Sentiero della Dea - Phyllis Curott

Il significato della Creazione è contemplare la forma portatrice e generatrice.
Allora una Donna meravigliosa emerse dall'oceano.
La meravigliosa forma della Donna,
la portatrice della prima parte.
Essa è l'Energia dinamica
che emerge dal primo al di là.
il suo nome è MahaKali,
contemplazione della meravigliosa forma della Donna.
(Kalika Khaned)

Essa è la forma di tutto ciò che è cosciente.
L'origine della conoscenza, la percezione della realtà, l'istigatrice dell'intelletto.
(Devi Bhagavata)

Da Me proviene il cibo che si mangia, ciò che si vede, ciò che si respira, ciò che si ode.
Coloro che mi ignorano vengono distrutti.
Ascoltate quindi e meditate con rispetto quanto dico.
Io Sono la gioia degli dèi e degli uomini.
Rendo ciascuno come desidera essere, timoroso o generoso, un uomo di intuizione o di intelletto...
Io pervado il Cielo e la Terra.
Io do nascita al Padre. Sono la sua testa.
Nasco dalle acque primordiali: da là mi sono diffusa nell'universo.
Con il mio corpo tocco il cielo. Quando creo i mondi, soffio come il vento.
La mia grandezza supera il Cielo e la Terra.
(Rg Veda)

La Creazione nasce dalla manifestazione della triplice potenza di Realtà (Lakshmi), Coscienza (Sarasvati), Esperienza (Durga).
Secondo il Piano concepito nello spirito divino, l'Energia (Shakti) sorse dall'irraggiamento di Realtà-Coscienza-Esperienza.
Dall'Energia scaturì la vibrazione primaria (nada), il punto limite, inizio della manifestazione (bindu).
(Shri Bhagavati-tattva)

"Colei che dà la Vita, Colei che dà la Forma" - Luciana Percovich





martedì 23 settembre 2014

Arianna, la sposa del Dio delle Donne

Nell'antica Grecia così come nel mondo romano alcuni dei rituali e delle Feste Dionisiache avevano carattere pubblico ed erano aperte a un grande numero di persone, tuttavia tali occasioni non erano celebrate col fine di ottenere quegli stati entusiastici che apportavano la conoscenza divina di cui si è già parlato. Invece erano riti segreti e destinati a un ristretto numero di candidati scelti (di solito si trattava esclusivamente di donne) a portare all'Iniziazione, ovvero a permettere di intraprendere un cammino spirituale che avrebbe potuto condurre a conoscere modi d'essere superumani.
Il senso di un'Iniziazione può essere ravvisato anche grazie all'etimologia di tale parola. Infatti il verbo 'iniziare' sembra venire dal latino in-ire, ovvero andare, entrare dentro e potrebbe avere il senso di cominciare, grazie all'incontro con un Maestro o una Maestra in grado di farlo, un nuovo percorso che consenta di accedere a una dimensione sconosciuta, di scoprire all'interno di sé una parte in grado di dare inizio a una vita diversa. L'etimologia suggerisce l'ingresso di una nuova Forza all'interno dell'adepto, un'Energia che viene fatta entrare, risvegliata in colui che comincerà a percorrere una Via di trasformazione e trascendenza.

Il verbo greco per designare l'Iniziazione, ovvero 'teléo', ha il duplice senso di nascere, sorgere, cominciare qualcosa di nuovo, come quello di morire, finire, portare a termine, questo tema della fine e della morte potrebbe riferirsi alla condizione precedente e ordinaria che viene abbandonata. Inoltre tale verbo ha anche il senso di portare a compimento un'azione in modo perfetto, ineccepibile, di concludere un'impresa con pieno successo e raggiungere un obiettivo, ed in questo si potrebbe ipotizzare si nasconda un'allusione all'Iniziazione come un modo per ritrovare il migliore e il più completo senso dell'esistenza.

Per riassumere si potrebbe intendere a questo punto un'Iniziazione come il coraggioso inizio di una nuova vita, che condurrà, grazie ad un insegnamento, ad abbandonare la parte umana con cui solitamente ci si identifica, a far morire il proprio io, per rinascere ad una condizione spirituale più alta, che permetterà di vivere la propria vita in funzione di dimensioni divine e trascendenti, grazie soprattutto a ciò che di divino e non personale alberga dentro coloro che hanno le qualificazioni per intraprendere questo cammino.

Dioniso e le Donne, ovvero la gioiosa follia - Leda Bearné






giovedì 18 settembre 2014

Lady Debdea Shakti & Lord Don Juan el Morya Shiva, Love Mistress&Master, from Venus

There's only three men that I'ma serve my whole life
It's my Daddy and Nebraska and Jesus Christ.


Lady Gaga - You & I


We are the crowd,
We’re c-coming out
Got my flash on it’s true
Need that picture of you
It’s so magical
We’d be so fantastical
Leather and jeans a watch on my wrist,
Not sure what it means,
But this photo of us
It don’t have a price
Ready for those flashing lights,
Cause you know that baby i

I'm your biggest fan
I’ll follow you until you love me
Papa-paparazzi,
Baby there’s no other superstar
You know that i’ll be your
Papa-paparazzi

Promise i’ll be kind,
But i won’t stop until that boy is mine
Baby you’ll be famous
Chase you down until you love me
Papa-paparazzi

I’ll be your girl
Backstage at your show,
Velvet ropes and guitars,
Yeah cause you’ll know
I’m staring between the sets
Eyeliner and cigarettes

Shadow is burnt
Yellow dance and return
My lashes are dry
But with teardrops I cry
It don’t have a price
Loving you is cherry pie
‘Cause you know that baby I

I'm your biggest fan
I’ll follow you until you love me
Papa-paparazzi,
Baby there’s no other superstar
You know that i’ll be your
Papa-paparazzi

Promise i’ll be kind,
But i won’t stop until that boy is mine
Baby you’ll be famous
Chase you down until you love me
Papa-paparazzi

Real good
(We dance in the studio)
Snap, snapped
(That xxxx on the radio)

Don’t stop boy, rewind
We’ll blast it but we’ll still have fun!

I'm your biggest fan
I’ll follow you until you love me
Papa-paparazzi,
Baby there’s no other superstar
You know that i’ll be your
Papa-paparazzi

Promise i’ll be kind,
But i won’t stop until that boy is mine
Baby you’ll be famous
Chase you down until you love me
Papa-paparazzi


Lady Gaga - Paparazzi


Don't be a drag, just be a queen
Whether you're broke or evergreen
You're black, white, beige, chola descent
You're Lebanese, you're orient
Whether life's disabilities
Left you outcast, bullied, or teased
Rejoice and love yourself today
'cause baby you were born this way


I'm beautiful in my way
'Cause God makes no mistakes
I'm on the right track, baby
I was born this way


Lady Gaga - Born this way




mercoledì 10 settembre 2014

il Risveglio della Dea, il mio Calendario senza Tempo

Il Calendario 201* - il Risveglio della Dea è un itinerario da contemplare e si rivolge soprattutto a coloro che hanno "occhi per vedere". Non è scontato infatti saper vedere oltre il velo, oltre la superficie, anche quando è un riflesso bellissimo del creato.

La forma, quella femminile per eccellenza, è come una "terribile schiera spiegata a vessillo", direbbe il Cantico dei Cantici, la sua forza evocativa è tremenda, tanto da volerla dominare, anziché conoscerla fino in fondo, e l'uomo se ne accosta con "timore e tremore", come davanti all'esperienza del sacro. Ogni uomo o donna che sia ne può essere soggiogato o liberato al contempo.

E' dunque un Cammino Iniziatico, un itinerario di trasformazione, quanto viene proposto dall'artista protagonista profondamente Femmina, Donna e Dea, che lo offre "aperta-mente", come testimoniano le antiche immagini dei templi indù che cantano l'eterna unione cosmica del Maschile e del Femminile.

Nelle sue pose, di volta in volta sempre più oscene, di un'ostentazione però mai banale o costruita, c'è un invito ad 'andare oltre', un disvelamento del Mistero non per fermarsene alla soglia, ma per cogliere tutta la sua sapienza. Solo i "forti" possono davvero contemplarlo e al tempo stesso fruirne appieno.

Volutamente qui c'è una sfida che va accolta e oltrepassata. I veli della femminilità sono tolti e per questo il Mistero si fa ancora più grande e torna ad essere velato per chi giudica coi soliti parametri del bene e del male, o semplicemente guarda per puro e semplice godimento.

Anche la scelta dei simboli che accompagnano questo nudo che si offre a chi guarda con purezza e devozione, senza ambiguità, va intesa in questo senso.

Un monito a saper vedere il Divino proprio in quelle forme al cospetto delle quali siamo maggiormente propensi a dimenticarcene, rigettandole scandalizzati.
Nulla è profano però, lo è solo ciò che non si riesce a riscattare dal banale, dallo scorrere incosciente del tempo e delle cose e pertanto lo si rende un peccato, lo si sciupa.

Ecco che le immagini qui proposte sono decisamente e volutamente "forti", abbinate anche in modo provocatorio per far "disarticolare la mente", troppo ristretta e chiusa in confini abituali e forse troppo materiali. Un invito a uscire dal "Tempio fatto di pietra" per incontrare la realtà del "Tempio fatto di carne".

Questo è anche il messaggio del Tantra e del Cristianesimo stesso, proposti qui attraverso dei simboli, la rappresentazione nuda e cruda del Lingam, la Yoni femminile, il Rosario.

Due Vie queste, il Tantra e il Cristianesimo stesso, viste come antitetiche, ma che in realtà sono unite dal Mistero del Divino che prende forma nel corpo dell'Uomo e di cui la Donna è custode sacra e tramite di salvezza.

Non è meno scandalosa la "discesa nella carne" di cui narra il Vangelo con l'Incarnazione, rispetto al Tantra, nel considerare il corpo umano segno e psicodiagramma del cosmo divinizzato: la Shakti potenza stessa di Shiva.

L'autrice di questo Calendario e queste mie righe di commento vogliono testimoniare questa possibile trasformazione iniziatica dove la sessualità, la passione e la bellezza, la religione e la spiritualità, sono considerate un'unica Via di Redenzione, non tralasciando nessun passaggio dall'impuro al puro, perché di fatto questa distinzione non esiste, ma c'è solo un unico cammino di maturazione e Risveglio personale al Divino.

Il Calendario 201* - Il Risveglio della Dea
vuole farci cogliere la potenza iniziatica del femminile, così vicina alla vita, non avendone paura, ma amandola fino in fondo.

 
Divya Shakti (Alberto C.), Teologo, Antropologo, Scrittore e Maestro di Yoga
.





domenica 31 agosto 2014

la Donna Giovanna

Nell'arte greca, ma anche in quella induista e buddhista (in particolare nella scultura), sulle labbra degli dèi e degli eroi che hanno armonizzato in sé l'attimo fuggente e l'eternità, trascendendo il tempo storico, aleggia uno strano ed enigmatico sorriso; come quasi tutte le forme di riso e umorismo, il sorriso degli dèi nasce da uno "strabismo", dalla capacità di percepire simultaneamente la dissociazione che divarica l'essere dall'apparire e il sottile legame che li unisce. E' il sorriso di chi ha saputo integrare in sé il tempo storico e il tempo sacro, la maschera e il volto, la materialità e la spiritualità, l'uomo angelico e la bestia ctonia, il destino individuale - legato al cronos e alle istanze dell'Ego - e il destino della stirpe, condizionato dall'obbedienza a un ordine universale che rende l'individuo strumento di un disegno aionico stabilito ab origine.

Nei monumenti funerari dell'antica Grecia ritroviamo curiosamente lo stesso misterioso sorriso sui volti delle fanciulle (o kore) che rendono omaggio a Persefone, Dea del mondo sotteraneo.


Dioniso nei frammenti dello specchio - Alessandro Orlandi



L'insegnamento filosofico e morale dello Shivaismo è attribuito secondo i Purana a Skanda. Esso corrisponde quindi a quello che i Greci hanno chiamato 'il Secondo Dioniso': non si tratta di una dottrina meno antica, bensì dell'epoca della sua accettazione nel mondo greco o indiano. 

Quando, secondo l'evoluzione dei cicli, l'orgoglio dell'uomo si erge contro il suo istinto, ossia quando le costruzioni mentali artificiose si oppongono alla percezione del mondo sottile e sul piano materiale si sviluppa la grandezza nefasta del genere umano, potenziale strumento della distruzione e della morte del mondo terrestre, Shiva, principio che è fonte di vita, appare e insegna le tre Vie della Conoscenza e della Realizzazione: il Samkhya (la cosmologia), lo Yoga (la padronanza dell'uomo sottile) e il Tantra (riti e pratiche iniziatiche e magiche). 

Shiva e Dioniso, la religione della Natura e dell'Eros - Alain Daniélou