Quando parlo alle donne, leggo spesso un passo
della traduzione del capolavoro della dinastia Ming del XVI secolo
'Chin P'Ing Mei'.
E' un libro profondamente erotico, ma improntato a un Eros diverso da quello cui siamo abituati noi occidentali:
"I filosofi e i cortigiani vedevano nella sessualità femminile
gratificata la forza che conservava l'armonia dell'universo. Soltanto
diventando maestri nell'arte di compiacere le donne e di godere della
potente essenza yin che emanava dalle parti intime di una donna eccitata
e pienamente soddisfatta, si potevano conquistare la ricchezza e la
saggezza, e dispiegare tutto il proprio potenziale".
Al termine
della lettura di questo passo, denso dell'ammirazione dei poeti Han per
l'arte d'amare e per la donna, le mie ascoltatrici hanno il volto
soffuso di rossore e spesso scoppiano in un applauso spontaneo.
Il
pensiero di una sessualità femminile circondata da un contesto così
tenero e adorante ha qualcosa di erotico, ma anche qualcosa che ci
fortifica. Dopo aver compiuto questo viaggio immaginario in altre
epoche, in altri luoghi, in altri ambienti, in cui si parlava della
vagina con un rispetto quasi reverenziale, le mie ascoltatrici se ne
andavano sentendosi diverse. Camminavano con passo più energico e un
lieve senso di vertigine, come se avessero avuto la rivelazione di un
segreto meraviglioso. Percepivo che avrebbero preso decisioni differenti
e sarebbero state più felici di essere ciò che sono.
Il linguaggio è
uno strumento potente. "Non si può pensare bene, amare bene, dormire
bene, se non si è cenato bene", diceva Virginia Woolf, che però parlava
di un arousal non sessuale, ma intellettuale, "quella lampadina che è
nella spina dorsale non si accende con solo carne e prugne".
Intendeva dire, e aveva ragione, che il corpo e l'immaginazione sono interdipendenti.
Vagina, una storia culturale - Naomi Wolf
Cosa significa trasformare l'energia sessuale
in potere spirituale-creativo? Significa usarla come collegamento tra
spirito e corpo, non con lo scopo di creare materia dallo spirito (di
far nascere bambini) ma, al contrario, di trarre energie
spirituali dal corpo. Non per "consumare" energia sessuale mediante il
corpo, ma per aprire invece i centri superiori attraverso i quali essa
si manifesterà non più sotto forma di energia sessuale, ma come energia
magico-creativa.
(...)
In un periodo in cui il crollo dei tabù
sessuali lascia un'intera cultura senza riferimenti, dando luogo ad ogni
tipo di comportamento, questo libro è un faro che permette di prendere
coscienza di quanto fin qui i pregiudizi culturali dell'Occidente ci
hanno impedito di conoscere ed esplorare.
lo Yoga dell Energia Sessuale - Elisabeth Haich
Nei primi anni di apprendimento, uno degli aspetti energetici su cui più ritornavano le pratiche e le meditazioni seguite insieme ai gruppi, era quello della Grande Madre.
Secondo la Tradizione, Essa permea l'Universo in ogni sua singola dimensione, distribuendo l'amore, la creatività, la saggezza.
E' la Dea, spesso riferita anche alla Terra, come grande essere vivente e senziente.
Ma questo Femminile infinitamente accogliente è anche spietato al tempo stesso.
"Spietatezza" nella Tradizione è essenzialmente la qualità che la Vita, la Terra, gli animali, gli spiriti, e a volte anche gli esseri umani hanno di fare semplicemente ciò che va fatto, seguendo le regole dell'energia: essa spinge ogni componente dell'Universo verso i suoi processi di guarigione, crescita, mutamento. E così fa la Madre, la Dea. Essa ci guida in maniere spesso a noi misteriose verso cerchi di evoluzione nell'eterno ritorno dei suoi cicli.
Tutto rientra nel suo inconcepibile concetto di Amore.
il Risveglio della Dea Rossa, la Tradizione degli Eroi Guerrieri dell'Amore - Roberto Giordano
"Ti posi nel mezzo del mondo perché di
là meglio tu scorgessi tutto ciò che è nel mondo. Non ti ho fatto né
celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi
libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che
avresti prescelto (...) chi non ammirerà questo nostro camaleonte?"
- Pico della Mirandola, De hominis dignitate -
Queste
parole di Dio ad Adamo suonano come le istruzioni date dal primo
creatore all'uomo che conosciamo con il nome di Leonardo da Vinci. Egli
fece certamente il massimo per esserne all'altezza. Genio poliedrico,
ispirò artisti, scienziati e matematici. Molti gli hanno dedicato studi e
commenti, ma ci piace prima di tutto ricordare che egli definiva se
stesso "discepolo dell'esperienza", vera fonte della sua ispirazione. Anziché prestar fede a ciò che altri hanno scritto su Leonardo, possiamo
leggerne direttamente i pensieri, dal momento che la sua mente
indagatrice ci è nota attraverso le opere che ci ha lasciato. Per tutta
la vita tenne quaderni di appunti nei quali trasferì sulla carta le
proprie idee, impressioni, osservazioni, corredate di schizzi e
progetti; e benché questi quaderni e i loro fogli sciolti siano sparsi
per il mondo in varie collezioni, essi rimangono la testimonianza di una
mente che non ebbe eguali e di un'anima sempre tesa alla ricerca, che
non si stancò mai di riflettere sull'esperienza dell'universo.
Leonardo fu uomo di estreme
contraddizioni: nemico della guerra, progettò armi di distruzione;
vegetariano rispettoso di ogni forma di vita, sezionò animali ed esseri
umani per effettuare ricerche anatomiche; grande pittore, raramente
portò a termine gli incarichi; pensatore convinto del ruolo centrale
dell'Uomo nell'Universo, tuttavia credette in Dio; studioso che
contestava l'auctoritas dei classici, nondimeno li lesse con avidità;
devoto servitore di potenti signori, li superò in maestria; sensibilità
capace di scorgere il Divino nell'Umano, ebbe spesso in spregio
l'umanità.
A dispetto dell'aura mitica che ne circonda il nome,
Leonardo fu umano al pari dei suoi contemporanei: in gioventù fu
accusato di avere relazioni omosessuali, in un'epoca in cui la pena
prevista per i sodomiti era la morte; che sia sfuggito al processo e
alla sentenza è una fortuna per tutti coloro che ne apprezzano l'opera. Se solo uno dei suoi quaderni di appunti fosse circolato, le
pionieristiche teorie scientifiche e l'eretico disprezzo che maturò per
alcune delle pratiche della Chiesa lo avrebbero sicuramente condotto
alla scomunica e alla morte. La sicurezza di Leonardo stette nel suo
riserbo, e può in parte spiegare il modo in cui egli appuntò le sue
note, con una forma di scrittura "a specchio".
Questa pratica
crittografica non fu sua esclusiva: circa una generazione prima se ne
era valso anche Filippo Brunelleschi, il quale risolse il problema
architettonico di come riuscire a coprire con una cupola l'incompiuta
cattedrale di Firenze; perché i suoi controversi progetti non venissero a
conoscenza dei molti rivali che gli contendevano l'incarico, Brunelleschi li tenne rigorosamente segreti, annotando le sue
osservazioni con lo stesso sistema.
Risulta evidente da alcuni esempi
che il mancino leonardo trovò più facile scrivere da destra a sinistra
anziché il contrario. Genio mancino in un mondo di destri, figlio
illegittimo non riconosciuto ed emarginato in un mondo di cittadini dai
chiari natali, Leonardo plasmò il proprio destino come uomini più
avvantaggiati di lui non avrebbero saputo fare.
'i Tarocchi di Leonardo' - Caitlin Matthews
Ma quelle che avevano afferrato con forza la
mano delle Donne antiche, quelle che ad esse si erano affidate senza
riserve, quelle che desideravano solamente l'amore della Dea e non
quello profano, quelle che volevano fondersi senza alcun distinguo o ritegno con la gioiosa origine di tutte le cose buone e belle, non fallirono la prova.
In quell'Amore esse si fusero ed impararono così ad uscire dai
ristretti limiti del proprio io e del proprio corpo per abbracciare
tutta la luce, la gioia e la bellezza dell'universo generato dalla
Madre.
Entità luminose che in esso e di esso vivono in invisibili, e
con esse danzarono, gioirono e giocarono, come giocano le bambine con i
cuccioli sentendosi ed essendo loro simili.
Conobbero cose
indicibili con le parole, inspiegabili con i ragionamenti ed
inconoscibili persino alla fantasia più sfrenata e pur tuttavia più
reali, più vere e più stabili del mondo di materia in cui vivevano.
Riempiendo di gioia quelle antiche Donne che avevano loro insegnato in
che modo dovevano muovere i loro passi per ritrovare l'antica e
misteriosa Via della Donne, fecero nella loro vita le giuste scelte e di
ciò anche i Guardiani del sogno, quelli che le avevano messe alla
prova, si compiacquero.
E così, come superarono le prove che coloro
che vogliono entrare nel Sogno della Dea devono affrontare, ancor più
facilmente rimasero ferme di fronte agli attacchi, ai fastidi ed ai
disturbi che l'oscuro mondo che le circondava lanciò loro contro.
Oramai esse, le degne figlie ritornate nell'antica casa della Madre,
erano forti come chi porta in sé le virtù del maschio e della femmina ed
in grado quindi di sopportare ciò che avrebbe causato tristezza, pianto
e disperazione nelle persone normali.
esse inoltre ben sapevano che
in fondo tutti gli accadimenti sgradevoli e fastidiosi della vita, se
paragonati alla meravigliosa consapevolezza di far parte del Sogno della
Dea, erano piccole cose o forse erano addirittura inesistenti.
La Voce dell'antica Madre e dei modi per cercare di poterla ancora udire - Ada d'Ariès



In un piccolo pianoro tra le colline esisteva
in tempi antichissimi un tempio in cui venivano celebrati i Misteri
della Grande Madre.
Però, con l'avvicinarsi dei tempi moderni essi, a
causa delle persecuzioni ed anche della sempre minor capacità delle
donne di intendere quei Misteri, caddero in disuso fino ad essere
dimenticati.
Ma l'anima di un'antica sacerdotessa si incarna,
proprio con lo scopo di riaccendere in quel tempio dimenticato il Fuoco
rituale, nel corpo di una bambina figlia di normalissimi genitori.
Essa nascendo perde però il ricordo di chi era e di quale sia la
missione che deve compiere e prova solamente un senso di insopprimibile
disagio nei confronti del mondo che la circonda.
Tale malessere
sembra destinato a crescere negli anni e ad aggravarsi sempre di più,
fino a quando un'Entità fatata compare alla bambina, spiegandole il
senso della sua vita ed impartendole degli insegnamenti che hanno lo
scopo di farle riottenere segretamente i suoi magici poteri di
sacerdotessa.
Tali insegnamenti, fatti anche di sogni durante i
quali la fanciulla rivive i tempi antichissimi in cui era stata iniziata
ai Misteri della Grande Madre, proseguono fino a quando, in età adulta,
ella non ritrova la piena consapevolezza della sua sacralità.
A questo punto ella incontrerà delle seguaci che, malgrado le difficoltà
dei tempi e contro il comune modo di pensare, cercano in ogni modo di
ritrovare l'antica magia femminile persa e dimenticata.
Assieme ad
esse l'antica sacerdotessa rinata, accenderà nuovamente il Fuoco sacro
nel tempio nascosto della Grande Madre, dando vita ad un nuovo ciclo di
trasmissione iniziatica femminile.
Un racconto di incanti e di
magie, di fatti inquietanti e meravigliosi, che potrebbe sembrare di
pura fantasia, ma che, come afferma l'Autrice nella sua prefazione,
forse narra una storia che, pur sembrando incredibile, potrebbe essere
reale.
L'antico Fuoco delle Donne - Ada d'Ariès



E' proprio della possibilità di una ricerca iniziatica femminile che tratta il presente libro.
In esso l'Autrice immagina che delle donne che sentono in sé la
nostalgia degli antichi tempi della Madre, si rivolgano all'antica Dea
ed instaurino con Essa un dialogo,
durante il quale ricevono tutta una serie di consigli e di suggerimenti
aventi lo scopo di aiutarle a diventare, malgrado i tempi, delle Sue Figlie.
A realizzare cioè in se stesse lo stesso stato di perenne
armonia, di gioia e di naturale spontaneità, che caratterizzava le
antiche sacerdotesse dell'antica Grande Madre.
"L'antica Via
delle Donne potrebbe forse essere trovata in luoghi solitari, nei
boschi, nelle valli di montagna o sulla riva di qualche laghetto
sperduto e poco frequentato.
O forse potrebbe essere trovata
nell'interno di se stesse, in quel profondo femminile che, se non è
stato leso, materializzato o irreparabilmente profanato, potrebbe ancora
permettere di sentire l'eco dell'antica Madre".
La voce dell'antica Madre e dei modi per cercare di poterla ancora udire - Ada d'Ariès
Avevo imparato dalla mia stessa esperienza che i miti non sono semplici storie, ma specchi di grandi drammi cosmici di forze apparentemente impersonali, sono le metafore che ci consentono di vedere le nostre storie personali riflesse in modelli archetipici. Questo era il significato dell'antica Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto e della sua misteriosa espressione: "Come sopra, così sotto". Come in Terra, così in Cielo. Anche quella era una descrizione metafisica che connetteva tra loro le leggi che governano la macro-realtà dello spazio, del tempo, della gravità e dell'universo a quelle che regolano la realtà al suo più microscopico livello delle particelle subatomiche. I fisici oggi concepiscono l'universo come un'armonia di energie interagenti o "stringhe", dimostrando che Pitagora aveva ragione, tutto è interconnesso nel calderone della Dea, nella tela della vita della sciamana, nella realtà quantistica dei fisici.
il Sentiero della Dea - Phyllis Curott
Nell'arte greca, ma anche in quella induista e buddhista (in particolare nella scultura), sulle labbra degli dèi e degli eroi che hanno armonizzato in sé l'attimo fuggente e l'eternità, trascendendo il tempo storico, aleggia uno strano ed enigmatico sorriso; come quasi tutte le forme di riso e umorismo, il sorriso degli dèi nasce da uno "strabismo", dalla capacità di percepire simultaneamente la dissociazione che divarica l'essere dall'apparire e il sottile legame che li unisce. E' il sorriso di chi ha saputo integrare in sé il tempo storico e il tempo sacro, la maschera e il volto, la materialità e la spiritualità, l'uomo angelico e la bestia ctonia, il destino individuale - legato al cronos e alle istanze dell'Ego - e il destino della stirpe, condizionato dall'obbedienza a un ordine universale che rende l'individuo strumento di un disegno aionico stabilito ab origine.
Nei monumenti funerari dell'antica Grecia ritroviamo curiosamente lo stesso misterioso sorriso sui volti delle fanciulle (o kore) che rendono omaggio a Persefone, Dea del mondo sotteraneo.
Dioniso nei frammenti dello specchio - Alessandro Orlandi

L'insegnamento filosofico e morale dello Shivaismo è attribuito secondo i Purana a Skanda. Esso corrisponde quindi a quello che i Greci hanno chiamato 'il Secondo Dioniso': non si tratta di una dottrina meno antica, bensì dell'epoca della sua accettazione nel mondo greco o indiano.
Quando, secondo l'evoluzione dei cicli, l'orgoglio dell'uomo si erge contro il suo istinto, ossia quando le costruzioni mentali artificiose si oppongono alla percezione del mondo sottile e sul piano materiale si sviluppa la grandezza nefasta del genere umano, potenziale strumento della distruzione e della morte del mondo terrestre, Shiva, principio che è fonte di vita, appare e insegna le tre Vie della Conoscenza e della Realizzazione: il Samkhya (la cosmologia), lo Yoga (la padronanza dell'uomo sottile) e il Tantra (riti e pratiche iniziatiche e magiche).
Shiva e Dioniso, la religione della Natura e dell'Eros - Alain Daniélou