Colui il quale vive l''esperienza', operando un attivo opus remotionis (trasformazione interiore), lucidamente restando presente a se stesso, vede i Simboli, gli Enti ed i Miti quali Realtà viventi, ritualizzando così la propria vita. Non è, allora, questione di 'capire', ma solo di entrare in 'sinfonia' con alcuni suoni ed in 'sinergia' con alcuni segni: evocatori entrambi del cosmos dei Numi che una natura, per un arcano disegno del suo Dèmone, sia già 'aperta' a ricordare ed a riconoscere con estrema serenità e fanciullesca semplicità.
A tale natura è rivolto quest libro: a chi pur apparendo di questo mondo non è di questo mondo; a chi, nel suo essere profondo, non si riconosce nel caos che lo circonda e che sembra avvolgerlo ma sa che, dietro quel caos visibile, a suo fondamento, vi è quello Invisibile, nella cui dimensione è necessario AGIRE. A chi è cosciente, infine, della terribile verità: gli Dèi non esistono... a priori, se non si conoscono e non si conoscono se non si esperimentano.
Il Nome segreto di Roma. Metafisica della Romanità - Giandomenico Casalino
Visualizzazione post con etichetta Leonardo da Vinci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Leonardo da Vinci. Mostra tutti i post
venerdì 24 giugno 2016
Il Mistero di Roma
Etichette:
Alchimia,
Androgino,
Daimon; Dea Madre,
Debdea Shakti,
Dioniso,
Kore,
la Sacerdotessa,
la Signora degli Animali,
Leonardo da Vinci,
Misteri Eleusini,
Osiride,
San Giovanni,
Shiva,
Sole; Luna,
Venere,
Visione
martedì 15 settembre 2015
La Dea dell'Ombra
E' sotto gli occhi di tutti. La Maria Maddalena, santa e asceta, della tradizione cristiana viene oggi insidiata, soprattutto nella cultura popolare (film, romanzi, libri dedicati ad argomenti misteriosi... ), da un'altra Maddalena, una 'nuova' Maddalena, di volta in volta strega, sacerdotessa, iniziata a grandi segreti, associata alla Dea Madre, alle Madonne Nere, alla Sophia gnostica, al 'Femminino Sacro', alla neostregoneria e al matriarcato.
Come si è potuti arrivare ad una tale stupefacente metamorfosi? Quali le condizioni che l'hanno resa possibile? Dove è iniziata? E perché?
Questo libro ricostruisce con ricchezza di dettagli la formazione di questa 'nuova' Maddalena, ambigua e trasformista. Rintraccia la sua vicenda nella storia dell'arte. Ne segue le tracce tra le spiritualità alternative. Individua gli ambienti e i personaggi che l'hanno sostenuta. Tra ritrovamenti d'antichi papiri e moderne rivendicazioni femministe, pratiche magiche e appelli al ritorno del matriarcato. Sino alle recenti, clamorose affermazioni in testi come Il Codice da Vinci.
Maria Maddalena e la Dea dell'Ombra, il Sacro femminile, la Spiritualità della Dea e l'immaginario contemporaneo - Mario Arturo Iannacone.
Come si è potuti arrivare ad una tale stupefacente metamorfosi? Quali le condizioni che l'hanno resa possibile? Dove è iniziata? E perché?
Questo libro ricostruisce con ricchezza di dettagli la formazione di questa 'nuova' Maddalena, ambigua e trasformista. Rintraccia la sua vicenda nella storia dell'arte. Ne segue le tracce tra le spiritualità alternative. Individua gli ambienti e i personaggi che l'hanno sostenuta. Tra ritrovamenti d'antichi papiri e moderne rivendicazioni femministe, pratiche magiche e appelli al ritorno del matriarcato. Sino alle recenti, clamorose affermazioni in testi come Il Codice da Vinci.
Maria Maddalena e la Dea dell'Ombra, il Sacro femminile, la Spiritualità della Dea e l'immaginario contemporaneo - Mario Arturo Iannacone.
Etichette:
Androgino,
Dea Madre,
Debdea Shakti,
Dioniso,
Iniziazione,
Iside,
Leonardo da Vinci,
Lilith,
Magia,
Maria Maddalena,
Misteri Eleusini,
Porta Alchemica,
Puttana Sacra,
Regina,
Sacerdotessa,
Tempio,
Venere,
Vergine
martedì 5 maggio 2015
l'Amor Cortese e la Rosa Mistica
Le Crociate aprirono le menti dei nobili, dei poeti e dei musicisti al Principio Femminile.
Si sviluppò una forma di cavalleria che andava ben al di là della capacità di distruggere: si trattava di una nuova etica dell'Amore non fondato sul matrimonio legale. Per la prima volta nella storia, questo amore romantico e idealistico poneva la Donna Amata su un piedistallo, rappresentandola come un'entità virtuosa, pura, colta e ricca di saggezza femminile. Il cavaliere cui Lei donava il Suo affetto era il Campione capace di proteggerla dalle maldicenze degli altri. Tramite il suo Amore per Lei, il cavaliere cercava di sviluppare le più nobili virtù maschili. Questa nuova etica veniva lodata nelle poesie e nelle canzoni dei menestrelli di Francia, e messa in pratica da re Artù e dai suoi Cavalieri della Tavola Rotonda.
Il Culto della Vergine Maria fu un ampliamento di questa idealizzazione del Femminino come esempio di 'perfezione'. San Bernardo di Chiaravalle fu una figura chiave nell'adozione di questa immagine. Maria veniva lodata come madre perfetta, pura, concepita senza peccato e capace di concepire senza congiunzione carnale, vivendo il matrimonio senza mai consumarlo. Era nata una nuova forma della Dea, che però non doveva essere considerata uguale a Dio, ma solo una mediatrice tra l'uomo e il Divino.
Le statue di Maria rivelano la perdita dei poteri: le mani tenute in basso lungo i fianchi, mentre la Dea le teneva sollevate sopra la testa, azione eseguita dal prete durante la messa, sia quando procede alla consacrazione del pane e del vino, che quando dà la benedizione al termine della funzione. Un piede di Maria poggia sulla testa del serpente per simboleggiare il dominio sulla Sessualità: nella teologia giudeo-cristiana, il Serpente viene associato al Male. Ecco un esempio della trasformazione negativa di un'immagine religiosa che, da un Culto Antico, viene integrata nel Cristianesimo. Tuttavia quasi tutti i simboli di Maria adottati a quell'epoca come attributi di Nostra Signora erano positivi. Molti di questi simboli sono menzionati nella Litania a Nostra Signora: Rosa Mistica, Stella del Mare, Vaso d'Onore, ecc.
In questo periodo cominciarono ad apparire dipinti di Nostra Signora circondata da un alone di luce a forma di Kteis. Il Culto di Maria venne sviluppato a partire dalla simbologia di Iside, poiché sia Maria che Iside rappresentavano la faccia illuminata della Luna (esistono numerose immagini medievali di Maria ritta in piedi sulla Luna). I Rosoni circolari delle cattedrali medievali erano simboli della Divinità Femminile.
Il Culto della Vergine Maria era originariamente inteso a porre rimedio a uno squilibrio, ma finì per intensificare il crescente squilibrio tra la polarità maschile e quella femminile. Tutti i cicli naturali di nascita, di trasformazione e morte vennero sostituiti da un simbolo che era impossibile da emulare per le donne mortali. Dio era un padre patriarcale: gli uomini potevano imitare quell'immagine e diventare patriarchi, mentre le donne non potevano essere vergini e madri allo stesso tempo. Nella teologia cristiana, la Vergine Maria era l'Unica Donna Perfetta. L'aspetto più oscuro che porta all'acquisizione del Potere e della Sapienza venne rifiutato, e tutte le donne, per loro stessa natura, vennero considerate dalla teologia cristiana ufficiale come esseri impuri, peccaminosi e malvagi.
La Femmina Sacra - Maureen Concannon
Si sviluppò una forma di cavalleria che andava ben al di là della capacità di distruggere: si trattava di una nuova etica dell'Amore non fondato sul matrimonio legale. Per la prima volta nella storia, questo amore romantico e idealistico poneva la Donna Amata su un piedistallo, rappresentandola come un'entità virtuosa, pura, colta e ricca di saggezza femminile. Il cavaliere cui Lei donava il Suo affetto era il Campione capace di proteggerla dalle maldicenze degli altri. Tramite il suo Amore per Lei, il cavaliere cercava di sviluppare le più nobili virtù maschili. Questa nuova etica veniva lodata nelle poesie e nelle canzoni dei menestrelli di Francia, e messa in pratica da re Artù e dai suoi Cavalieri della Tavola Rotonda.
Il Culto della Vergine Maria fu un ampliamento di questa idealizzazione del Femminino come esempio di 'perfezione'. San Bernardo di Chiaravalle fu una figura chiave nell'adozione di questa immagine. Maria veniva lodata come madre perfetta, pura, concepita senza peccato e capace di concepire senza congiunzione carnale, vivendo il matrimonio senza mai consumarlo. Era nata una nuova forma della Dea, che però non doveva essere considerata uguale a Dio, ma solo una mediatrice tra l'uomo e il Divino.
Le statue di Maria rivelano la perdita dei poteri: le mani tenute in basso lungo i fianchi, mentre la Dea le teneva sollevate sopra la testa, azione eseguita dal prete durante la messa, sia quando procede alla consacrazione del pane e del vino, che quando dà la benedizione al termine della funzione. Un piede di Maria poggia sulla testa del serpente per simboleggiare il dominio sulla Sessualità: nella teologia giudeo-cristiana, il Serpente viene associato al Male. Ecco un esempio della trasformazione negativa di un'immagine religiosa che, da un Culto Antico, viene integrata nel Cristianesimo. Tuttavia quasi tutti i simboli di Maria adottati a quell'epoca come attributi di Nostra Signora erano positivi. Molti di questi simboli sono menzionati nella Litania a Nostra Signora: Rosa Mistica, Stella del Mare, Vaso d'Onore, ecc.
In questo periodo cominciarono ad apparire dipinti di Nostra Signora circondata da un alone di luce a forma di Kteis. Il Culto di Maria venne sviluppato a partire dalla simbologia di Iside, poiché sia Maria che Iside rappresentavano la faccia illuminata della Luna (esistono numerose immagini medievali di Maria ritta in piedi sulla Luna). I Rosoni circolari delle cattedrali medievali erano simboli della Divinità Femminile.
Il Culto della Vergine Maria era originariamente inteso a porre rimedio a uno squilibrio, ma finì per intensificare il crescente squilibrio tra la polarità maschile e quella femminile. Tutti i cicli naturali di nascita, di trasformazione e morte vennero sostituiti da un simbolo che era impossibile da emulare per le donne mortali. Dio era un padre patriarcale: gli uomini potevano imitare quell'immagine e diventare patriarchi, mentre le donne non potevano essere vergini e madri allo stesso tempo. Nella teologia cristiana, la Vergine Maria era l'Unica Donna Perfetta. L'aspetto più oscuro che porta all'acquisizione del Potere e della Sapienza venne rifiutato, e tutte le donne, per loro stessa natura, vennero considerate dalla teologia cristiana ufficiale come esseri impuri, peccaminosi e malvagi.
La Femmina Sacra - Maureen Concannon
Etichette:
Dea Madre,
Debdea Shakti,
Fratellanza; Gerarchia; Sorellanza,
Iside,
la Sacerdotessa,
Leonardo da Vinci,
Luna,
Maria Maddalena,
Misteri Eleusini,
Rebis,
Regina,
San Giovanni,
Sole; Luna,
Venere,
Vergine
lunedì 8 dicembre 2014
Testimonianza
Aver accesso alla Conoscenza offerta a un dato momento da ciò che possiamo chiamare 'la Mente Superiore', il Nous, passa obbligatoriamente da un primo approccio ad opera della mente ordinaria, si comincia a concepire l'idea, la si lascia maturare alla Luce del Cuore, e soltanto dopo si passa all'integrazione, diventando cioè Testimoni o 'prova vivente'.
Ed è precisamente lo stato di Testimone che Maria Maddalena illustra attraverso questo Vangelo. La strada che ha percorso fino a farsi chiamare 'la Beneamata' è precisamnte la nostra; la Discepola non è nata Maestra, e in Lei si riconosce chiunque abbia chiamato a raccolta le proprie forze per tirarsi fuori dal solco e diventare un 'Pellegrino Cosciente', non 'credente', ma capace di incarnare il Principio stesso della Fede.
Ricordo a questo proposito che qui Maria Maddalena non è mai presentata come una peccatrice: anzi, si sottolinea costantemente il Suo Status Privilegiato, ci troviamo di conseguenza ben lontano dai Vangeli Canonici che la dipingono come una prostituta pentita.(...) La Myriam di Magdala storica non è mai stata la peccatrice descritta dalla tradizione ecclesiastica, bensì una Donna Libera nel senso moderno del termine, ovvero capace di non sottostare alle norme del suo tempo, e quindi destinata a essere segnata a dito. Il Suo non conformismo e il suo coraggio sono all'origine di quest'aura scandalosa che Le è stata affibbiata.
il Vangelo di Maria Maddalena...restituito dal Libro del Tempo - Daniel Meurois-Givaudan
Etichette:
Androgino,
Dakini Nera,
Dakini Rossa,
Dea Madre,
Debdea Shakti,
Egizi,
Energia,
Fratellanza; Sorellanza,
Iside,
Leonardo da Vinci,
Maria Maddalena,
Misteri Eleusini,
Sole; Luna,
Venere
sabato 25 ottobre 2014
Conciliare gli Opposti Complementari
Mormora... la gente mormora... falla tacere praticando l'allegria...
Ma all'occorrenza anche un bel flogger non guasta.
debdeashakti
Ma all'occorrenza anche un bel flogger non guasta.
debdeashakti
Etichette:
Androgino,
Dea Madre,
Debdea Shakti,
Follia Sacra,
Fratellanza; Gerarchia; Grande Invocazione,
Fratellanza; Sorellanza,
Iside,
Leonardo da Vinci,
Maestro Saint Germain,
Sacerdotessa,
Sole; Luna,
Tantra,
Venere
lunedì 20 ottobre 2014
Posture di Decadenza, ovvero 33 anni a modo mio
Nessuna delle tre Donne reca la Palma, ma tutte portano ben impressi sui loro corpi i segni del martirio. Siano le frecce che inchiodarono San Sebastiano alla colonna o l'affilata lama di un rasoio, versione moderna delle tante spade che popolano l'iconografia cristiana, o ancora i fiotti di sangue rappreso che segnano le braccia della Santa al centro (Martire e Vergine al tempo stesso almeno a giudicare dalle Rose, simboli Mariani per eccellenza, che tiene fra le mani), poco conta. Dolore e sofferenza sono stati e restano inevitabili stazioni che conducono alla Santità. Ma la cifra di questa ardita composizione va forse cercata altrove, in quel TRE, numero trinitario per eccellenza, che permea l'intera scena: tre le figure, tre le nicchie che le ospitano, tre le frecce, così come le ferite impresse nelle carni di tutte e tre le Sante.
Posture di Decadenza - Calendario TransAvanguardie 2013, tributo a Saturno Buttò

Etichette:
Agni Yoga,
Androgino,
Dakini Nera,
Dakini Rossa,
Dea Madre,
Debdea Shakti,
Demetra,
Dioniso,
Donna Selvaggia,
Egizi,
Energia,
Follia Sacra,
Iside,
Leonardo da Vinci,
Maestro Morya,
Sacerdotessa,
Sole; Luna,
Vergine
lunedì 15 settembre 2014
UomaN
Sono una Donna di sinistra con un Uomo di destra dentro di Sé.
E anche questo mi pare abbastanza.
debdeashakti
E anche questo mi pare abbastanza.
debdeashakti
Etichette:
Androgino,
Dea Madre,
Debdea Shakti,
Dioniso,
Donna Selvaggia,
Follia Sacra,
Fratellanza; Sorellanza,
Gerarchia; Comunità,
Leonardo da Vinci,
Maestro Morya,
Rebis,
Sacerdotessa,
Shiva,
Sole; Luna,
Tantra,
Venere
martedì 9 settembre 2014
fanciulla Maddy, fanciulla Kore
Gesù
esaltò molti valori tipici delle società matriarcali, messi in evidenza
dall'archeologa Marija Gimbutas: l'antica abitudine di condividere
anziché opprimere, di fare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a
noi, valori di affiliazione e di unione e non di dominio, valori di
giustizia e bellezza in una società pacifica e ugualitaria, tutti
raggiungibili se si ha una concezione globale della
realtà umana, dove i confini tra ciò che è visibile e ciò che non lo è
sono labili, in una dimensione spesso identificata con l'acqua del mare,
ossia con l'inconscio. Un segno di riconoscimento dei primi cristiani
fu inoltre il 'pesce', simbolo identificativo anche di Persefone. Maria
Maddalena, considerata dagli gnostici come Sofia, aveva come simbolo il
'pesce', animale acquatico e connesso con il mare. Il mutismo del pesce
simboleggiava inoltre il silenzio a cui era obbligato l'iniziato, che
doveva eliminare tutti gli ostacoli che si frapponevano alla sua visione
interiore.
Karol Kerényi, nel suo studio 'Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia', afferma che in connessione con la festa dei Misteri in Eleusi si rappresentava l'emergere di una Dea dal mare: una fanciulla nasceva da una conchiglia simboleggiando come Afrodite, fanciulla divina, l'amore nella sua forma fisica. Si dice che la bella Phryne fosse una 'prostituta'. Il riferimento alla prostituta rimanda alla figura della Maddalena, nell'accezione di cui abbiamo già avuto modo di discutere. Ricordo, infatti, che per gli gnostici questo ruolo simboleggiava l'aspetto di Sofia che, inconsapevole della sua natura divina, si concedeva a molti amanti, mostrando la sua natura infedele; ma allorquando Sofia conquistava la consapevolezza della sua origine divina, un principio informatore di carattere spirituale guidava la sua vita e la prostituta, una volta redenta, trovava la sua vera Madre divina.
Maria Maddalena fu quindi considerata una prostituta probabilmente perché aveva svolto lo stesso ruolo di Phryne nei Misteri della Dea; nella parte finale dei Misteri eleusini avveniva il ricongiungimento della fanciulla 'prostituta' con la sua origine divina, ossia con la sua Dea Madre e con la Dea dei morti, in modo da ritornare alla Trinità degli aspetti Persefone-Demetra-Ecate. Questo ricongiungimento era la Risurrezione, la nuova nascita, che comportava l'apparizione di un bambino divino.
Rosa Mistica, la Tradizione della Dea nel Nuovo Testamento - Elisa Ghigghini
Karol Kerényi, nel suo studio 'Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia', afferma che in connessione con la festa dei Misteri in Eleusi si rappresentava l'emergere di una Dea dal mare: una fanciulla nasceva da una conchiglia simboleggiando come Afrodite, fanciulla divina, l'amore nella sua forma fisica. Si dice che la bella Phryne fosse una 'prostituta'. Il riferimento alla prostituta rimanda alla figura della Maddalena, nell'accezione di cui abbiamo già avuto modo di discutere. Ricordo, infatti, che per gli gnostici questo ruolo simboleggiava l'aspetto di Sofia che, inconsapevole della sua natura divina, si concedeva a molti amanti, mostrando la sua natura infedele; ma allorquando Sofia conquistava la consapevolezza della sua origine divina, un principio informatore di carattere spirituale guidava la sua vita e la prostituta, una volta redenta, trovava la sua vera Madre divina.
Maria Maddalena fu quindi considerata una prostituta probabilmente perché aveva svolto lo stesso ruolo di Phryne nei Misteri della Dea; nella parte finale dei Misteri eleusini avveniva il ricongiungimento della fanciulla 'prostituta' con la sua origine divina, ossia con la sua Dea Madre e con la Dea dei morti, in modo da ritornare alla Trinità degli aspetti Persefone-Demetra-Ecate. Questo ricongiungimento era la Risurrezione, la nuova nascita, che comportava l'apparizione di un bambino divino.
Rosa Mistica, la Tradizione della Dea nel Nuovo Testamento - Elisa Ghigghini
Etichette:
Afrodite,
Dakini Rossa,
Dea Madre,
Debdea Shakti,
Demetra,
Dioniso,
Eros,
Iside,
Leonardo da Vinci,
Maria Maddalena,
Puttana Sacra,
Sacerdotessa,
Sacra Sessualità,
Tantra,
Venere,
Vergine
martedì 2 settembre 2014
Leonardo. il Genio, l'Anima, il Daimon
"Ti posi nel mezzo del mondo perché di
là meglio tu scorgessi tutto ciò che è nel mondo. Non ti ho fatto né
celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi
libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che
avresti prescelto (...) chi non ammirerà questo nostro camaleonte?"
- Pico della Mirandola, De hominis dignitate -
Queste parole di Dio ad Adamo suonano come le istruzioni date dal primo creatore all'uomo che conosciamo con il nome di Leonardo da Vinci. Egli fece certamente il massimo per esserne all'altezza. Genio poliedrico, ispirò artisti, scienziati e matematici. Molti gli hanno dedicato studi e commenti, ma ci piace prima di tutto ricordare che egli definiva se stesso "discepolo dell'esperienza", vera fonte della sua ispirazione. Anziché prestar fede a ciò che altri hanno scritto su Leonardo, possiamo leggerne direttamente i pensieri, dal momento che la sua mente indagatrice ci è nota attraverso le opere che ci ha lasciato. Per tutta la vita tenne quaderni di appunti nei quali trasferì sulla carta le proprie idee, impressioni, osservazioni, corredate di schizzi e progetti; e benché questi quaderni e i loro fogli sciolti siano sparsi per il mondo in varie collezioni, essi rimangono la testimonianza di una mente che non ebbe eguali e di un'anima sempre tesa alla ricerca, che non si stancò mai di riflettere sull'esperienza dell'universo.
Leonardo fu uomo di estreme contraddizioni: nemico della guerra, progettò armi di distruzione; vegetariano rispettoso di ogni forma di vita, sezionò animali ed esseri umani per effettuare ricerche anatomiche; grande pittore, raramente portò a termine gli incarichi; pensatore convinto del ruolo centrale dell'Uomo nell'Universo, tuttavia credette in Dio; studioso che contestava l'auctoritas dei classici, nondimeno li lesse con avidità; devoto servitore di potenti signori, li superò in maestria; sensibilità capace di scorgere il Divino nell'Umano, ebbe spesso in spregio l'umanità.
A dispetto dell'aura mitica che ne circonda il nome, Leonardo fu umano al pari dei suoi contemporanei: in gioventù fu accusato di avere relazioni omosessuali, in un'epoca in cui la pena prevista per i sodomiti era la morte; che sia sfuggito al processo e alla sentenza è una fortuna per tutti coloro che ne apprezzano l'opera. Se solo uno dei suoi quaderni di appunti fosse circolato, le pionieristiche teorie scientifiche e l'eretico disprezzo che maturò per alcune delle pratiche della Chiesa lo avrebbero sicuramente condotto alla scomunica e alla morte. La sicurezza di Leonardo stette nel suo riserbo, e può in parte spiegare il modo in cui egli appuntò le sue note, con una forma di scrittura "a specchio".
Questa pratica crittografica non fu sua esclusiva: circa una generazione prima se ne era valso anche Filippo Brunelleschi, il quale risolse il problema architettonico di come riuscire a coprire con una cupola l'incompiuta cattedrale di Firenze; perché i suoi controversi progetti non venissero a conoscenza dei molti rivali che gli contendevano l'incarico, Brunelleschi li tenne rigorosamente segreti, annotando le sue osservazioni con lo stesso sistema.
Risulta evidente da alcuni esempi che il mancino leonardo trovò più facile scrivere da destra a sinistra anziché il contrario. Genio mancino in un mondo di destri, figlio illegittimo non riconosciuto ed emarginato in un mondo di cittadini dai chiari natali, Leonardo plasmò il proprio destino come uomini più avvantaggiati di lui non avrebbero saputo fare.
'i Tarocchi di Leonardo' - Caitlin Matthews
- Pico della Mirandola, De hominis dignitate -
Queste parole di Dio ad Adamo suonano come le istruzioni date dal primo creatore all'uomo che conosciamo con il nome di Leonardo da Vinci. Egli fece certamente il massimo per esserne all'altezza. Genio poliedrico, ispirò artisti, scienziati e matematici. Molti gli hanno dedicato studi e commenti, ma ci piace prima di tutto ricordare che egli definiva se stesso "discepolo dell'esperienza", vera fonte della sua ispirazione. Anziché prestar fede a ciò che altri hanno scritto su Leonardo, possiamo leggerne direttamente i pensieri, dal momento che la sua mente indagatrice ci è nota attraverso le opere che ci ha lasciato. Per tutta la vita tenne quaderni di appunti nei quali trasferì sulla carta le proprie idee, impressioni, osservazioni, corredate di schizzi e progetti; e benché questi quaderni e i loro fogli sciolti siano sparsi per il mondo in varie collezioni, essi rimangono la testimonianza di una mente che non ebbe eguali e di un'anima sempre tesa alla ricerca, che non si stancò mai di riflettere sull'esperienza dell'universo.
Leonardo fu uomo di estreme contraddizioni: nemico della guerra, progettò armi di distruzione; vegetariano rispettoso di ogni forma di vita, sezionò animali ed esseri umani per effettuare ricerche anatomiche; grande pittore, raramente portò a termine gli incarichi; pensatore convinto del ruolo centrale dell'Uomo nell'Universo, tuttavia credette in Dio; studioso che contestava l'auctoritas dei classici, nondimeno li lesse con avidità; devoto servitore di potenti signori, li superò in maestria; sensibilità capace di scorgere il Divino nell'Umano, ebbe spesso in spregio l'umanità.
A dispetto dell'aura mitica che ne circonda il nome, Leonardo fu umano al pari dei suoi contemporanei: in gioventù fu accusato di avere relazioni omosessuali, in un'epoca in cui la pena prevista per i sodomiti era la morte; che sia sfuggito al processo e alla sentenza è una fortuna per tutti coloro che ne apprezzano l'opera. Se solo uno dei suoi quaderni di appunti fosse circolato, le pionieristiche teorie scientifiche e l'eretico disprezzo che maturò per alcune delle pratiche della Chiesa lo avrebbero sicuramente condotto alla scomunica e alla morte. La sicurezza di Leonardo stette nel suo riserbo, e può in parte spiegare il modo in cui egli appuntò le sue note, con una forma di scrittura "a specchio".
Questa pratica crittografica non fu sua esclusiva: circa una generazione prima se ne era valso anche Filippo Brunelleschi, il quale risolse il problema architettonico di come riuscire a coprire con una cupola l'incompiuta cattedrale di Firenze; perché i suoi controversi progetti non venissero a conoscenza dei molti rivali che gli contendevano l'incarico, Brunelleschi li tenne rigorosamente segreti, annotando le sue osservazioni con lo stesso sistema.
Risulta evidente da alcuni esempi che il mancino leonardo trovò più facile scrivere da destra a sinistra anziché il contrario. Genio mancino in un mondo di destri, figlio illegittimo non riconosciuto ed emarginato in un mondo di cittadini dai chiari natali, Leonardo plasmò il proprio destino come uomini più avvantaggiati di lui non avrebbero saputo fare.
'i Tarocchi di Leonardo' - Caitlin Matthews
Iscriviti a:
Post (Atom)




















